Niente più tumori dall’origine sconosciuta: un nuovo test può scoprirne la provenienza a partire dalle metastasi

I tumori di origine primaria sconosciuta riguardano il 3-5% delle nuove diagnosi tumorali: sono casi in cui, pur trovando le metastasi, è impossibile risalire all’origine della neoplasia, con conseguenti difficoltà di trattamento. Un team guidato dall’Università di Bologna, però, ha messo a punto un nuovo test che è risultato in grado di analizzare il microRNA delle cellule metastatiche e scoprirne il tessuto di provenienza: potrebbe servire a migliorare l’aspettativa di vita dei pazienti grazie a terapie più mirate.
Alessandro Bai • 3 Agosto 2021
* ultima modifica il 06/08/2021

Un tumore spaventa, attacca e in alcuni casi purtroppo ritorna, ma può anche nascondersi, rendendo tutto più difficile. Qualche volta, infatti, la diagnosi è utile ad individuare soltanto le metastasi, il che significa che le cellule tumorali hanno già iniziato a viaggiare per il corpo: in questi casi, si parla di tumori di origine primaria sconosciuta, proprio perché è impossibile scoprire da dove provengano. Ma un team guidato dagli scienziati dell'Università di Bologna potrebbe aver trovato la soluzione a questo rompicapo: nei risultati pubblicati sulla rivista Molecular Oncology, infatti, i ricercatori descrivono un nuovo test veloce ed economico che è in grado di stabilire il tessuto di provenienza di una neoplasia, aprendo così alla possibilità di mettere a punto terapie più mirate per i pazienti.

Non riuscire a individuare l'origine di un cancro, ovvero il cosiddetto tumore primario, rappresenta un grosso problema per il trattamento della malattia, dato che non se ne conoscono le caratteristiche iniziali, con conseguenti difficoltà nell'individuare la cura più adatta. Per fortuna, anche le cellule metastatiche che si spostano in altre sedi dell'organismo contengono al loro interno dei piccoli indizi riguardanti il tessuto originario, per intenderci quello da cui sono nate: queste informazioni si trovano nel microRNA, quelle minuscole molecole di RNA che vengono analizzate dal test molecolare messo a punto dai ricercatori.

metastasi-tumore
Un’illustrazione che mostra la diffusione delle metastasi a partire dal tumore primario.

Secondo Manuela Ferracin, coordinatrice degli studi e professoressa al Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna, "il test ha dimostrato di essere affidabile: per la maggior parte dei casi esaminati è stato possibile ottenere una predizione del tessuto di origine del tumore con un elevato intervallo di confidenza". Per capire la provenienza delle metastasi, il test analizza contemporaneamente 89 microRNA diversi: in questo modo, è riuscito a ottenere informazioni sul tessuto di origine della neoplasia per tutti i 159 campioni sottoposti dal team di ricerca, 53 dei quali erano relativi proprio a tumori di origine primaria sconosciuta.

Considerata la grande precisione mostrata nelle risposte, il test si candida seriamente a diventare un prezioso strumento da utilizzare in quei casi in cui non si riesce a individuare il tumore primario: è una situazione che riguarda una fetta compresa tra il 3 e il 5% delle nuove diagnosi tumorali, e che fa sì che i pazienti interessati abbiano un'aspettativa di vita piuttosto bassa. Tutto questo, però, prima dell'ultima scoperta del team bolognese, che potrebbe ridisegnare in meglio il futuro di molti malati oncologici.

Fonte| "MicroRNA expression profiling with a droplet digital PCR assay enables molecular diagnosis and prognosis of cancers of unknown primary" pubblicato su Molecular Oncology il 2 giugno 2021

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