Si ritorna all’ora legale: potrebbe essere l’ultima volta, ma perché l’Italia non vuole abolire il cambio dell’ora?

Da diversi anni in Europa si parla di una possibile abolizione del passaggio tra ora solare e ora legale, una soluzione alla quale l’Italia si è opposta per via dei vantaggi legati alle giornate più lunghe. Ma qual è la situazione attuale? Quello del 2021 potrebbe essere l’ultimo cambio dell’ora, ma serve che l’Europa si metta d’accordo per non creare un continente “frammentato”.
Alessandro Bai 26 Marzo 2021

È arrivato di nuovo quel momento dell'anno: nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo si passerà all'ora legale, precisamente alle 2 del mattino, quando le lancette dell'orologio si sposteranno in avanti di un'ora. Come al solito, quindi, dormiremo un'ora in meno e potremo godere fino al 31 ottobre (ritorno all'ora solare) di giornate più lunghe, ma per l'Italia e per tutta Europa potrebbe essere l'ultima volta in cui si verifica il cambio dell'ora.

In realtà, i Paesi dell'Unione Europea avrebbero dovuto decidere entro aprile 2020 se adottare definitivamente l'ora legale o l'ora solare a partire da marzo 2021, così da poter eliminare quel passaggio che si verifica due volte ogni anno. Come mai? Questa scelta era stata richiesta in seguito a un'indagine condotta dal Parlamento Europeo nel 2018, che rivelava come l'84% dei cittadini del Vecchio Continente volessero abolire il cambio d'ora. Da lì, si è arrivati quindi all'abolizione dell'obbligo del passaggio tra ora solare e ora legale, che ha lasciato agli stati membri dell'Ue la libertà di decidere quale orario scegliere, con la raccomandazione però di uniformare il più possibile il fuso orario per evitare di creare un continente che richieda di modificare l'ora ogni volta che si attraversa un confine. Fatto sta però che una decisione definitiva non è mai arrivata, anche a causa della pandemia che ha rinviato i discorsi, e ad oggi l'Europa è ancora molto divisa su questo tema.

I vantaggi economici

Da parte sua, l'Italia si è mostrata contraria alla proposta dell'Ue e nel 2019 ha richiesto a Bruxelles di mantenere il passaggio tra l'ora invernale e l'ora estiva che avviene in Europa dal 1996. La posizione italiana dipende da una serie di motivi che renderebbero vantaggiosa l'adozione dell'ora legale, che invece presenta degli svantaggi per altri Paesi, ragione per cui il continente europeo non è ancora arrivato a un accordo che vada bene a tutti.

I vantaggi dell'Italia portati dall'ora legale sono legati naturalmente a quei 60 minuti di luce in più di cui possiamo godere ogni giorno, che prima di tutto portano a un risparmio energetico, dato che la maggiore presenza del sole ci permette di ritardare l'accensione delle luci. Per darti un'idea, stando ai dati Terna tra il 2004 e il 2020 gli italiani hanno risparmiato circa 1,7 miliardi di euro grazie al minore consumo di energia. Inoltre, questa abitudine fa bene anche all'ambiente, dato che solo nel 2020 sono state immesse in atmosfera 205mila tonnellate di CO2 in meno nei mesi dell'orario estivo. Senza contare poi l'effetto positivo che una giornata che sembra più lunga può avere sul nostro umore e sui consumi delle persone.

Gli svantaggi dell'ora legale

Tuttavia, se per l'Italia e per altri Paesi mediterranei l'ora legale ha molti motivi per esistere, la situazione è diversa altrove. In particolare, la richiesta di abolizione del cambio dell'ora è stata sostenuta in modo particolare delle nazioni del Nord Europa, dove in estate le ore di luce sono comunque moltissime e quindi ha poco senso "sopportare" gli stress e i disagi, seppur piccoli, provocati da una modifica del fuso orario che in queste zone non porta benefici degni di nota.

Non è un mistero, infatti, che il cambio dell'ora sia associato anche a una serie di disturbi per la salute: ad esempio, può provocare dei problemi del sonno, data la difficoltà di alcune persone ad abituarsi al nuovo orario, con una serie di conseguenze minori ma spiacevoli, che possono andare dagli sbalzi d'umore a dei cali di concentrazione. Ecco perché, per contrastare questi effetti negativi, spesso è necessario fare più attenzione all'alimentazione, preferendo cibi più leggeri, ed è consigliato spendere più tempo all'aria aperta, dato che la luce solare influenza i nostri ritmi circadiani, quelli che per intenderci governano il ciclo sonno-veglia. Non va poi dimenticato che il ritorno all'ora solare rende più evidente l'accorciarsi delle giornate, con il rischio di aumentare i sintomi depressivi.

Insomma, ogni area geografica ha i suoi motivi per preferire l'ora legale o l'ora solare, ma è difficile capire quale possa essere la soluzione migliore che accontenti tutti i Paesi d'Europa. Nel frattempo, una cosa è certa: prepariamoci a spostare le lancette in avanti.