2895: come il numero di pappagalli che Gonzalo Cardona ha salvato dall’estinzione

Gonzalo Cardona è l’eco-eroe colombiano che riuscì a proteggere e far riprodurre una rara specie di pappagalli a rischio estinzione. Nel 1999 ne rimanevano solo 81 ma a dicembre 2020, prima di essere ucciso, ne contò personalmente ben 2895.
Rubrica a cura di Kevin Ben Alì Zinati
10 Febbraio 2022

Nel 1999 rimanevano solo 81 pappagalli dalle orecchie gialle sulla faccia della Terra. Gonzalo Cardona è l'eco-eroe colombiano che grazie a una serie di censimenti e operazioni di monitoraggio riuscì a proteggere e far riprodurre questa rara specie a rischio estinzione. Prima di essere ucciso contò per l'ultima volta i "suoi" pappagalli: , a dicembre 2020 i suoi pappagalli erano 2895. 

Perché Gonzalo Cardona venne ucciso non è ancora chiaro. Quando scomparve stava viaggiando in sella alla sua moto lungo la via che collega il territorio di Barragan alla cittadina di Roncesvalles, una distesa di chilometri nel cuore della catena montuosa centrale della Colombia.

Percorreva quel tragitto tutti i giorni, spostandosi da una foresta all’altra per cercare, censire e proteggere più specie di uccelli a rischio estinzione che poteva. L’ornitologia era la sua passione e con il tempo l’aveva trasformata in una missione.

Quel 8 gennaio 2021, però, Gonzalo non aveva fatto ritorno a casa. Non era da lui, uomo preciso e responsabile, sparire senza lasciare traccia così la moglie aveva dato l’allarme denunciandone la scomparsa.

Lui è Gonzalo Cardona Molina. È stato un eco–eroe colombiano, noto come "il guardiano dei pappagalli". Photo credit: ProAves.org

Quel tratto di strada all’ombra della Cordillera central, con il calare del buio diventa spesso terra di razzie da parte di gruppi di uomini armati e in più, in Colombia, gli ambientalisti non hanno una vita facile.

Per due anni di fila, infatti, il Paese si è fregiato del triste titolo di luogo più pericoloso al mondo per chi lotta per proteggere il Pianeta. Il punto più alto, o meglio il più basso, l’aveva raggiunto nel 2020 con un bollettino drammatico: ben 65 ambientalisti assassinati sui 227 uccisi in tutto il globo. Praticamente, uno su tre viveva in Colombia.

Gran parte della violenza per le strade colombiane ancora oggi è legata a ex membri delle Farc, le “Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia” che per anni hanno contrastato il potere centrale attraverso atti di aggressione spesso di natura terroristica.

Nel 2016 il Governo aveva stretto un accordo di pace con le Farc ma diversi guerriglieri si erano rifiutati di sottomettersi e con il tempo avevano aumentato le loro azioni criminali.

Ad acuire ulteriormente la tensione furono i programmi per la sostituzione delle colture di coca, inseriti dal Governo tra i punti cardine dell’accordo di pace. Aiutando gli agricoltori a passare a coltivazioni legali, Bogotà mirava a recidere i tentacoli dei cartelli della droga.

Le organizzazioni criminali e paramilitari non potevano però permettere che lo Stato mettesse i bastoni tra le ruote a uno dei mercati più redditizi del mondo e così risposero con ritorsioni e intimidazioni.

Nel 2020 sono stati assassinati 227 ambientalisti in tutto il globo, 65 dei quali in Colombia

Il prezzo più alto, come spesso accade, lo pagarono i civili. Coloro che cercavano di proteggere la propria terra, e anche chi era in prima linea per l’ambiente.

Quattro giorni dopo la sua scomparsa, la moglie di Gonzalo ricevette una telefonata. L’uomo dall’altra parte del telefono le rivelò i dettagli del luogo in cui si trovava il corpo del marito e aggiunse solo poche altre, terribili, parole: “Non cercare oltre”.

Gonzalo aveva 40 anni quando fu ritrovato in una buca sulla via che da Barragan porta a Roncesvalles, il suo paese d’origine, con due proiettili conficcati nel petto.

Gonzalo scomparve l’8 gennaio 2021 e venne ritrovato 5 giorni dopo, con due proiettili nel petto. Photo credit: ProAves.org

Non ti racconterò altro sulla morte di Gonzalo Cardona, o Gonza come lo chiamava chi lo conosceva. Semmai, ti racconterò di come è vissuto questo coraggioso eco-eroe.

Per tutti Gonzalo era il guardiano dei pappagalli, in particolare degli Ognorhynchus icterotis. Si tratta di una specie molto rara e famosa per il verde intenso del corpo e delle ali che contrasta alla perfezione con il giallo brillante delle orecchie e della testa.

Oltre ad essere molti rari, i pappagalli dalle orecchie gialle appartenevano anche a una specie endemica delle Ande centrali che dopo essere completamente sparita dall’Ecuador per molto tempo ha rischiato l’estinzione pure in Colombia.

Nel 1999 ne rimanevano pochissimi esemplari e tutti concentrati proprio lì: nella catena montuosa centrale di Roncisvalle, a casa di Gonzalo. Che non ci pensò due volte e fece della protezione di questa particolarissima e delicata specie di pappagalli la propria ragione di vita.

Gonzalo dedicò la sua vita alla protezione dei pappagalli, in particolare di una specie: i  Ognorhynchus icterotis, noti come i pappagalli dalle orecchie gialle. Photo credit: ProAves.org

Preoccupato che in breve tempo sarebbero scomparsi tutti, per prima cosa avviò un meticoloso processo di conteggio e censimento. Fu lo stesso Gonzalo che calcolò le dimensioni dell’ultimo gruppo rimasto, cristallizzate sul suo diario con la nota "81 pappagalli" ancora in vita.

Gonzalo dedicò tutto se stesso alla tutela di questi animali, arrivando anche a scontrarsi con i guerriglieri delle Farc, poco interessati alle altre specie viventi e ai loro habitat.

Una volta venne addirittura fermato da un manipolo di soldati che pattugliava la zona. Tra uno strattone e l’altro venne accusato di essersi infiltrato nel loro territorio per spiarli perché sul suo taccuino avevano ritrovato una nota: “25 a ovest”.

I pappagalli dalle orecchie gialle erano già spariti dall’Ecuador e rischiavano l’estinzione pure in Colombia

I miliari si erano convinti che quella fosse l’indicazione del numeri di dissidenti delle Farc e della loro localizzazione mentre, in realtà, erano gli indizi con cui Gonzalo stava proseguendo la sua ricerca dei pappagalli.

L'ultima conta, Gonza la fece nel dicembre 2020, poco prima di morire. Quel giorno si lasciò scappare un grande sorriso quando sul suo taccuino riportò l’incredibile cifra di 2895 pappagalli.

Uno per uno, il “guardiano” li aveva contati e aveva redatto personalmente l’ultimo censimento nazionale dei pappagalli dalle orecchie gialle. Non solo: con le sue osservazioni precise e affidabili, nel tempo è riuscito a proteggere e far riprodurre i pappagalli dalle orecchie gialle. Li ha salvati.

Secondo molti, non ci sarà giustizia per la morte di Gonzalo Cardona. Non ci sarà nessun colpevole perché nessuno lo cercherà.

Tutti sanno che in quella distesa di chilometri nel cuore della catena montuosa centrale della Colombia tra il territorio di Barragan e la cittadina di Roncesvalles, ex soldati e guerriglieri si prendono ciò che vogliono con i mezzi che vogliono, nessuno però sarà mai testimone di niente. Nessuno parlerà perché tutti hanno paura.

Ma il sacrificio di Gonzalo non è stato vano. Come non lo è quello di tutti gli altri eco-eroi che danno la vita per salvare il nostro Pianeta. Non lo sarà mai.

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Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal altro…