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29 Gennaio 2019
13:00

Agopuntura: i punti sui quali intervenire per riequilibrare il flusso dell’energia vitale nel tuo corpo

Sono quasi 400 le zone del nostro corpo attraverso cui, secondo l’antica pratica dell’agopuntura, è possibile sbloccare o riequilibrare l’energia vitale che scorre attraverso i meridiani, in modo tale da ripristinare il corretto funzionamento del nostro organismo.

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Agopuntura: i punti sui quali intervenire per riequilibrare il flusso dell’energia vitale nel tuo corpo
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L’agopuntura è una pratica della medicina tradizionale cinese, oggi riconosciuta dall’Oms come terapia complementare. Si basa principalmente sull’idea che il corpo umano è interamente ricoperto di punti strategici, all’interno dei quali è concentrata l’energia vitale, chiamata Qi. Quando questa energia smette di scorrere attraverso il corpo come dovrebbe, interrompendosi o accavallandosi, è necessario intervenire per ripristinarne il flusso corretto. Di conseguenza, la manipolazione consapevole di questi punti, praticata tramite l’uso di specifici aghi, è in grado di ristabilire l’equilibrio del corpo attraverso il ripristino del funzionamento dei canali energetici e, di conseguenza, può trattare disagi e disturbi vari.

Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe farti credere, l’agopuntura può essere praticata soltanto da medici e professionisti specializzati, che sono in grado di distinguere e riconoscere le varie zone del corpo su cui effettuare manipolazioni. Infatti, spesso i punti su cui si va ad agire si trovano nello stesso posto del malessere da trattare, altre volte invece è necessario manipolare zone collocate nella parte opposta rispetto al male. Ma vediamo insieme più nello specifico come funzionano questi agopunti.

I punti dell’agopuntura

Come ho già detto, l’agopuntura considera il corpo umano come una mappa costellata di punti, tantissimi punti. Le zone su cui è possibile agire tramite questa disciplina sono infatti indicate simbolicamente come 365, lo stesso numero dei giorni dell’anno, anche se in realtà si aggirano intorno alle 400. Questi punti sono sparsi su tutta la nostra superficie cutanea, e rappresentano le zone di accesso ai cosiddetti meridiani, canali collegati direttamente con i nostri organi. Ma andiamo con ordine.

La medicina cinese riconosce all’interno del nostro corpo 12 canali energetici principali, chiamati meridiani, attraverso i quali scorre la nostra energia vitale, a cui se ne aggiungono 8 straordinari e i collaterali. Ciascuno dei 12 meridiani principali è collegato in profondità a un organo o un viscero, da cui ha origine, chiamato ZangFu. La Qi scorre attraverso ciascuno di essi, seguendo sia una via interna sia una esterna, quest’ultima è quella in cui si trovano i punti dell’agopuntura. Infatti, secondo la medicina cinese è proprio intervenendo sul meridiano (raggiunto attraverso i punti di accesso) che si agisce per la guarigione delle varie parti del corpo. I 12 meridiani principali si dividono poi in yin (che nutrono il corpo dall’interno) e yang (che lo proteggono dall’esterno), e vengono collegati tra loro attraverso meridiani trasversali, che fanno in modo che si uniscano in coppie.

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I dodici meridiani sono:

  • Del polmone (yin) che si collega a quello dell’intestino crasso (yang)
  • Dello stomaco (yang) che si collega a quello della milza-pancreas (yin)
  • Del cuore (yin) che si collega a quello dell’intestino tenue (yang)
  • Del rene (yin) che si collega a quello della vescica (yang)
  • Del pericardio (yin) che si collega a quello del triplice riscaldatore (yang)
  • Del fegato (yin) che si collega a quello della vescica biliare (yang)

I punti dell’agopuntura vengono indicati con un numero e una lettera, ovvero il numero del punto e l’iniziale del meridiano di appartenenza. Possono essere suddivisi in punti di comando e specifici.

  • Quelli di comando sono i più usati, dal momento che agiscono direttamente sui meridiani principali, e tramite essi su tutto l’organismo.
  • I punti specifici invece specificano un determinato meccanismo e sono meno conosciuti.
Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.