Al volante sì, ma senza far rumore: dalla Svizzera arriva il dispositivo per combattere l’inquinamento acustico

Sperimentato già nelle regioni della Svizzera tedesca e francese, e a breve in quella italiana, un dispositivo radar informa gli automobilisti se sono troppo rumorosi alla guida. Da evitare quindi le brusche frenate, le accelerazioni, l’uso smodato del clacson: prima o poi potrebbero arrivare anche le multe.
Gaia Cortese 2 Marzo 2021

Ancora nessuna multa per il momento, ma non è detto che a breve, essere eccessivamente rumorosi alla guida della propria autovettura non sia motivo per essere sanzionati. In Svizzera si sta diffondendo l’impiego di un nuovo dispositivo che permette di rilevare i rumori emessi dal traffico: si tratta di un lettore radar in grado di decifrare i decibel emessi dalle auto e dalle moto al loro passaggio.

Approvato nel 2017 nell’ambito di un piano nazionale per la riduzione del rumore, il dispositivo anti rumore è stato prima testato nella Svizzera tedesca e in quella francese, in particolare nelle città di Losanna e Ginevra, ma a breve sarà installato anche su alcune strade della Svizzera italiana e chissà che prima o poi non arrivi su gran parte del nostro territorio nazionale.

L’obiettivo del dispositivo è quello di sensibilizzare chi conduce l’auto ad adottare uno stile di guida più silenzioso, evitando quindi di ascoltare la musica a volume elevato, o guidando in modo moderato, astenendosi da fare brusche frenate o grandi accelerazioni. Non si tiene infatti mai conto degli effetti negativi che può avere sulla salute l’inquinamento acustico.

Secondo l'OMS i rumori originati dal traffico cittadino rappresentano il più rilevante problema ambientale europeo, dopo l’inquinamento atmosferico.

Non solo il rumore eccessivo può causare una diminuzione dell'udito, ma può interferire con molte attività mentali che richiedono attenzione, dalla concentrazione alla memoria, così come in numerosissime attività cerebrali. Si parla anche di un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di patologie come l’ipertensione, l’ictus o l’infarto, causate dall’inquinamento di tipo acustico.

Tutte le strategie di adattamento che si mettono in atto per regolare o ignorare il rumore, richiedono un grande sforzo, che è stato associato a un aumento della pressione arteriosa e ad elevati livelli ematici degli ormoni legati allo stress. Il rumore può arrivare anche a disturbare il sonno con modalità diverse: dalla maggiore difficoltà ad addormentarsi alla riduzione della fase di sonno profondo, dall’aumento dei risvegli a tutti quegli effetti avversi dopo il risveglio.