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24 Marzo 2020
11:00

Allenare la resilienza per raggiungere i tuoi obiettivi sportivi

Non basta allenare muscoli e sviluppare la resistenza. Se vuoi raggiungere un obiettivo sportivo e migliorare le tue performance, devi anche imparare ad allenare la tua resilienza, ovvero quella capacità di adattarsi ed evolversi di fronte a ogni difficoltà.

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Allenare la resilienza per raggiungere i tuoi obiettivi sportivi
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Se vuoi raggiungere determinati obiettivi, anche nello sport, devi allenare la tua resilienza. Insomma non basta sfinirsi con infinite serie di esercizi o correre decine di chilometri: bisogna allenare anche la propria forza mentale. Quando si parla di resilienza, infatti, si fa riferimento alla capacità di perseverare che l’individuo ha nel raggiungimento dei propri obiettivi, persistendo nella difficoltà.

Una persona che ha tra le sue qualità la resilienza affronta l’impegno con motivazione e tenacia, ma anche con una buona dose di flessibilità, attingendo da quella caratteristica umana comprovata nei secoli dei secoli che è l’adattabilità. Ecco perché la resilienza è una qualità che permette all’essere umano di evolversi, senza andare troppo lontano, tutto sommato, da quelle che erano le teorie Darwiniane.

Se ce la metto tutta, non posso perdere. Non vincerò una medaglia d’oro, ma vinco la mia battaglia personale. È tutto qui.
Ian Thorpe

Alla base della resilienza applicata nello sport c’è la capacità di vedere ogni fallimento come un’opportunità per migliorarsi e ogni difficoltà come una nuova sfida da superare. Ecco perché allenare la propria resilienza alla lunga non può che tornare utile a chi vuole raggiungere determinati obiettivi.

Come fare quindi? Il primo passo per farlo è individuare i propri punti di forza e trasformare i propri “punti deboli” in aree di miglioramento. Questo compito può aiutarti a stabilire un buon piano di allenamento, soprattutto “realistico”, che ti permetta di aumentare di volta in volta la tua performance, valorizzando le tue qualità.

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Imparare a concentrarti sulla tua performance, e non tanto sul risultato finale, è un buon modo per avere una maggiore percezione di controllo sulle situazioni che possono presentarsi in allenamento e in gara. Per riuscirci, un buon metodo da mettere in pratica è quello del goal setting, che consiste nello stabilire specifici obiettivi mirati a tenere alto il livello di motivazione.

Una tra le tecniche di goal setting più conosciute è la SMART, dall’acronimo delle caratteristiche dei traguardi più efficaci (specifici, misurabili, approcciabili, rilevanti e temporali):

Specifici: più è chiaro il tuo obiettivo, maggiore sarà la tua motivazione nel volerlo realizzare.
Misurabili: riuscire a quantificare i tuoi obiettivi ti permette di avere indietro feedback utili per verificare se il lavoro svolto è più o meno efficace.
Approcciabili: i tuoi obiettivi devono essere affrontabili; se troppo complessi, infatti, possono farti sentire frustrato, se troppo facili possono farti perdere ogni interesse nel volerli raggiungere.
Rilevanti: l’idea di raggiungere il tuo obiettivo deve convolgerti anche a livello emotivo.
Temporali: infine è importante definire delle scadenze precise per ogni obiettivo.

Non da ultimo, impara a coltivare il tuo umorismo. anche di fronte a una sconfitta o a un incidente di percorso, la capacità di ridere è un elemento fondamentale per allenare la tua resilienza. In questo modo ti sarà più facile trasformare un evento negativo in un'opportunità di crescita e scoprirai come è possibile trovare una prospettiva diversa per valutare ogni situazione.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.