Allergia al nichel, come difenderti da un metallo presente ovunque?

L’allergia al nichel è un disturbo molto diffuso tanto che circa il 10% della popolazione (la maggior parte sono donne) ne soffre. L’allergia al nichel, un metallo presente in numerosissimi oggetti che usiamo ogni giorno, è tra le prime cause di dermatite allergica da contatto, che si manifesta sotto forma di eruzioni cutanee pruriginose.
Federico Turrisi 25 gennaio 2020
* ultima modifica il 25/01/2020

Monete, pentole, posate, maniglie, orologi da polso, orecchini, chiavi, forbici. Che cosa hanno in comune tutti questi oggetti di uso comune? La risposta è il nichel, un metallo pesante che viene utilizzato soprattutto per rivestire altri metalli o leghe come l'acciaio. Il nichel è praticamente ovunque, nell'aria, nel terreno, nell'acqua, negli alimenti, ed entrarci in contatto per molte persone è causa di disturbi poco piacevoli dovuti a una reazione allergica. Per questo avrai sicuramente sentito parlare, per esempio, di orecchini, collane, braccialetti e altri gioielli nickel free, o meglio nickel tested (eliminare completamente il nichel è impossibile, ma si possono ridurre al minimo le sue tracce), realizzati cioè con materiali anallergici.

L'allergia al nichel infatti è una delle cause principali della dermatite allergica da contatto e colpisce circa il 10% della popolazione, soprattutto le donne. Stiamo parlando di milioni di persone che soffrono di questo disturbo molto fastidioso. Andiamolo a conoscere nel dettaglio.

Le cause dell'allergia al nichel

Come per ogni reazione allergica, anche per quella nei confronti del nichel si tratta di una risposta eccessiva del sistema immunitario a seguito del fatto che l'organismo riconosce erroneamente questa sostanza come dannosa. Tecnicamente, si tratta di un'ipersensibilità di tipo IV, cioè di una reazione allergica mediata dai linfociti T, un particolare gruppo di globuli bianchi, che vengono stimolati a produrre sostanze, dette linfochine, responsabili di una serie di reazioni infiammatorie. La causa però che scatenerebbe una tale risposta dell'organismo di fronte a un elemento chimico come il nichel è al momento sconosciuta. Tra i possibili responsabili si ipotizza che ci potrebbe essere anche una certa predisposizione genetica.

I sintomi dell'allergia al nichel

Solitamente i sintomi dell'allergia al nichel fanno la loro comparsa qualche ora dopo il contatto con il nichel. Il più importante di questi è senz'altro la dermatite, una reazione infiammatoria della cute che si manifesta come un'irritazione: alcune zone della pelle cominciano a diventare rosse, si formano delle bollicine e delle vescicole, che possono rompersi formando delle croste. Le eruzioni cutanee provocano molto prurito e bruciore, nei casi più gravi si possono trasformare addirittura in piccole lesioni a causa del contatto prolungato e continuo. Lo sfogo può durare anche due settimane.

Quando alla dermatite da contatto si associano anche disturbi sistemici, come orticaria generalizzata, eczema diffuso, mal di testa, rinite e disturbi gastrointestinali (dolori addominali, gonfiore, stitichezza, diarrea e via dicendo), allora si tende a parlare di sindrome da allergia sistemica al nichel (Snas), che è una cosa diversa dalla semplice sensibilizzazione. Riguarda una piccola parte di pazienti allergici al nichel e comunque l'allergia sistemica va accertata con esami specifici, come il patch test.

Diagnosi dell'allergia al nichel

E qui ci colleghiamo direttamente al paragrafo precedente. Per verificare se sei allergico al nichel e togliersi così ogni dubbio, basta sottoporsi a un patch test. È un esame che puoi eseguire tranquillamente in ambulatorio, per niente doloroso. In sostanza, sulla parte superiore della schiena del paziente vengono applicati dei cerotti sui quali sono fissati dei dischetti composti da varie sostanze con potenziale allergenico, dette apteni. Ognuna di queste si trova in concentrazioni talmente piccole da scongiurare qualsiasi pericolo per la salute dei pazienti, compresi quelli con forme allergiche gravi.

Dopo 48 ore circa, i cerotti vengono tolti dal dermatologo, che analizza l’eventuale presenza di reazione allergica in corrispondenza di uno o più apteni. Durante l'esecuzione del patch test è importante non bagnare i cerotti, anche attraverso il sudore (quindi vanno evitate l'esposizione al sole e l'attività fisica). In caso di gravidanza o allattamento si consiglia di non effettuare l'esame.

Rimedi per l'allergia al nichel

Partiamo dalla brutta notizia: per l'allergia al nichel non esiste una vera e propria cura. Esistono tuttavia dei farmaci topici (cioè da applicare direttamente sulla pelle) o da assumere per via orale che consentono di contenere i sintomi dell'allergia al nichel. Ovviamente non c'è bisogno neanche di ricordartelo: solo il medico può prescriverli e vanno assunti in base alle sue indicazioni. In particolare, potrebbe prescriverti:

  • Creme (gel, pomate, schiume eccetera) a base di corticosteroidi, che svolgono una funzione antinfiammatoria;
  • corticosteroidi da assumere per via orale, nei casi più gravi;
  • antistaminici da assumere per via orale.

Un'altra delle armi a disposizione è la prevenzione. Quindi, evitare di entrare in contatto con questo metallo il più possibile, stando magari attento, se sei allergico, ad acquistare prodotti che ne contengono una quantità minima (ormai molte aziende offrono delle alternative nickel tested). Occhio poi al regime alimentare. Tendenzialmente i prodotti di origine vegetale possono contenere una più elevata concentrazione di nichel rispetto a quelli di derivazione animale, come carne, uova e latticini. Anche in questo caso è bene sempre essere seguiti da uno specialista, così da poter valutare qual è la dieta più opportuna.

Fonte | Humanitas

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