Altro che untori, i pipistrelli sono le vere vittime

Essendo dei grandi insettivori, i chirotteri svolgono una funzione essenziale nella riduzione degli insetti dannosi per l’agricoltura. Tuttavia la perdita di habitat e il cambiamento climatico, insieme ad altri fattori, stanno portando a un declino della loro popolazione e allo sconvolgimento delle loro abitudini.
Rubrica a cura di Federico Turrisi
15 Maggio 2020

In questo periodo i pipistrelli sono al centro dell'attenzione più del solito. Da loro, secondo gli scienziati, sarebbe arrivato infatti il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Stiamo parlando del cosiddetto spillover (o "salto di specie"), ovvero il passaggio di un agente patogeno da una specie all’altra dopo aver subito mutazioni nelle cellule di un ospite intermedio (nel caso del SARS-CoV-2 si ipotizza che possa essere il pangolino).

Devi sapere che l'intestino dei pipistrelli ospita decine di coronavirus. Ma la colpa dell'attuale pandemia non si può certo attribuire a questi mammiferi, gli unici ad essersi adattati al volo; la responsabilità è semmai dell'uomo che con la distruzione dell'habitat forestale e con il cambiamento climatico sta sconvolgendo la loro esistenza. Senza contare poi gli effetti dell'inquinamento acustico, a cui sono molto sensibili i chirotteri.

I pipistrelli vivono in comunità e in luoghi appartati: all’interno di grotte, nelle cavità degli alberi o sulle pareti rocciose. L'azione di disturbo da parte degli uomini li costringe a cercare nuovi insediamenti. Questo porta a sua volta a una diversa distribuzione dei chirotteri sul territorio, al cambiamento delle loro abitudini e a un più frequente contatto con altri animali. Alterando la vita dei pipistrelli non stiamo solo aumentando il rischio che in futuro possano comparire nuove malattie infettive zoonotiche. Il punto è che rischiamo soprattutto di perdere degli animali molto preziosi per l'ambiente, quindi anche per noi stessi.

Delle specie di mammiferi terrestri presenti in Italia ed inserite nella Lista Rossa dell’Iucn, i chirotteri sono più della metà. Nel nostro paese si contano 35 specie di pipistrelli, di cui 22 sono a rischio estinzione. Per questo motivo appartengono alla fauna “particolarmente protetta”. In realtà, già dal 1939 era stata introdotta una legge sulla caccia che impediva di catturare e abbattere i pipistrelli.

Ma perché sono così importanti? La maggior parte delle specie di chirotteri sono dei grandi predatori di insetti. Sono in pratica degli insetticidi naturali e sono considerati estremamente utili per l'agricoltura nell'azione di contrasto alla proliferazione di insetti dannosi per le colture. L'utilizzo di pesticidi e insetticidi chimici ha invece degli effetti negativi sui pipistrelli in quanto alterano il suo ambiente di caccia: l'animale non trova più le sue prede oppure ingerisce involontariamente sostanze tossiche insieme agli insetti predati.

In Italia a complicare la vita dei pipistrelli c'è poi il taglio dei vecchi alberi nei boschi. Bisogna fare attenzione perché questa pratica rischia di rivelarsi dannosa per i chirotteri che prediligono utilizzare proprio questi tronchi come rifugio, trovandovi un maggiore isolamento termico rispetto agli alberi più giovani. Certo, va detto che la deforestazione è molto più grave nelle aree tropicali ed è proprio lì che i pipistrelli soffrono maggiormente. Capisci allora perché diventa fondamentale salvaguardare il loro habitat? L'ambiente in cui viviamo è un sistema interconnesso: alterare un solo elemento significa alterare tutto il sistema. Mantenere i pipistrelli in buona salute significa tutelare anche la salute di noi uomini.

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Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…