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24 Luglio 2020
10:30

Novellame di pesce, ecco perché non dovresti mangiarlo

La pesca dei neonati di pesce azzurro non è affatto sostenibile perché rischia di impoverire gli stock ittici del Mediterraneo, già messi a dura prova dalla pesca intensiva. L'Unione Europea pone delle severe restrizioni, ma in Italia la pesca del novellame è ancora consentita in un particolare periodo dell'anno grazie a delle deroghe al regolamento europeo. Per il bene dei nostri mari sarebbe il caso di fermarsi.

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Novellame di pesce, ecco perché non dovresti mangiarlo
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Bianchetti, gianchetti o cicinielli (a Napoli), rossetti. Tutti sostantivi per designare lo stesso prodotto: il novellame di pesce azzurro. Stiamo parlando degli stadi giovanili, o meglio dei neonati, di alcune specie ittiche come le sardine, le alacce, le acciughe e le alici. Pesci cioè "immaturi", di piccolissima taglia, che vengono pescati solo grazie a reti a maglie molto fini. In numerose aree costiere del nostro paese, dalla Liguria alle Marche fino ad arrivare nelle isole, la frittura di paranza fa parte della cultura culinaria locale.

Un'autentica prelibatezza, ma c'è un problema. La pesca del novellame non è sostenibile, crea danni enormi agli stock ittici e va ad alterare l'equilibrio di una risorsa naturale già messa a dura prova dalla pressione antropica. Questo perché la cattura di pesci così piccoli non permette alle specie di raggiungere l'età adulta e ne blocca dunque il ciclo riproduttivo, andando a impoverire i nostri mari.

Nel testo del regolamento europeo n. 1967/2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, si legge chiaramente che "le catture eccessive di individui sottotaglia dovrebbero essere evitate" e che "a tal fine è necessario proteggere determinate zone in cui si riunisce il novellame, tenendo conto delle condizioni biologiche locali". Il regolamento ne vieta pertanto la pesca, la tenuta a bordo, lo sbarco, il trasferimento, l'immagazzinamento e la vendita. Nell'articolo 15 è prevista una deroga per il novellame di sardine sbarcato ai fini del consumo umano, a condizione che sia catturato esclusivamente con sciabiche da natante o da spiaggia e che le relative attività di pesca siano regolate nell'ambito di un piano di gestione nazionale approvato dall'Unione Europea.

Tuttavia alcuni Paesi mediterranei, tra cui l’Italia, da diversi anni chiedono e attuano deroghe alle disposizioni comunitarie. Attualmente nel nostro Paese la pesca del novellame viene regolata da appositi decreti ministeriali. Da noi farsi una mangiata di bianchetti o di rossetti non è dunque illegale, ma caldamente sconsigliato. Senza poi considerare il rischio di frodi. I rossetti (Aphia minuta), per esempio, sono dei pesci rari da trovare in pescheria o al ristorante e hanno un prezzo molto elevato. Può capitare che vengano messi in vendita, spacciati per rossetti, dei pesciolini molto simili, ma più sottili e senza i caratteristici riflessi rosacei: sono i cosiddetti pesci ghiaccio, che appartengono però ad un'altra specie, la Neosalanx tangkahkei. Sono pesci di acqua dolce provenienti per lo più dall'Asia, in particolare dalla Cina e dalle Filippine, e hanno un valore decisamente inferiore.

Insomma, è proprio indispensabile consumare novellame di pesce? Alcuni potrebbero dire che fa parte della nostra tradizione gastronomica, ma è un ragionamento che non tiene: il prezzo da pagare è il rischio di esaurimento delle risorse ittiche nel Mediterraneo. Se hai a cuore le sorti dell'ambiente marino, quando vedi del novellame esposto in pescheria o sul menu di un ristorante evitalo!

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.