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29 Maggio 2020
12:00

Aquila del Bonelli, il rapace che non trova ancora pace nei cieli italiani

L'aquila del Bonelli, detta anche aquila fasciata, è una delle specie animali più soggette al rischio di estinzione nel nostro paese, a causa del disturbo antropico e delle attività di caccia illegale. Due progetti europei, uno in Sardegna e uno in Sicilia, puntano a migliorarne lo stato di conservazione.

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Aquila del Bonelli, il rapace che non trova ancora pace nei cieli italiani
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Sono pochi, pochissimi, gli esemplari di aquila del Bonelli (o aquila fasciata) rimasti in Italia. Si stima che siano sopravvissute una ventina di coppie. E questo la rende una delle specie a più forte rischio di estinzione nel nostro paese, tanto che il comitato italiano della Iucn (l'Unione internazionale per la conservazione della natura) l'ha classificata nella categoria CR, ossia "in pericolo critico".

La popolazione italiana è concentrata quasi interamente in Sicilia, dove l'aquila del Bonelli è stanziale e nidificante. La sua presenza è rara, o comunque irregolare, in Calabria, mentre un discorso a parte va fatto per la Sardegna. Qui era stata data per estinta negli anni Novanta, ma a partire dall'ottobre 2017 sono stati reintrodotti alcuni esemplari provenienti dalla Spagna e dalla Francia grazie al progetto europeo a-LIFE, coordinato da Grefa, ong spagnola che si occupa di conservazione della natura anche attraverso il recupero di fauna in difficoltà. Nello specifico, il programma di ripopolamento in Sardegna vede il coinvolgimento di diversi enti tra cui l'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Vorremmo raccontare di una storia a lieto fine, ma non è così. Non ancora, per lo meno. Proprio in Sardegna, da quando ha preso il via il progetto, sono morte già tre aquile del Bonelli a causa della collisione con linee elettriche regionali. Il disturbo antropico è infatti il principale fattore di rischio per questi magnifici rapaci: la trasformazione dell'habitat e l'interferenza umana nei siti di nidificazione sono due elementi che contribuiscono a rendere complicata la loro vita.

E poi c'è la piaga del bracconaggio. Sempre in Sardegna lo scorso ottobre un esemplare era stato abbattuto a colpi di fucile dai cacciatori e lo stesso era accaduto il mese successivo nella campagna agrigentina. Un crimine davvero deplorevole per cui la legge italiana prevede delle pene severe. L'aquila del Bonelli è infatti considerata una specie particolarmente protetta dalla legge 157/92, che ormai dovresti aver imparato a conoscere se segui questa rubrica.

L'unico modo per fermare il declino della specie è aumentare il suo areale. Oltre al programma di reintroduzione in Sardegna citato sopra, è attivo un altro progetto europeo LIFE, denominato ConRaSi (Conservazione Rapaci Sicilia), che mira a incrementare il successo riproduttivo e a migliorare lo stato di conservazione di tre specie di rapaci nidificanti in Sicilia, tra cui c'è l'aquila del Bonelli. La speranza di salvare questo animale è più viva che mai.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.