Audrey Hepburn: porte chiuse, pregiudizi e un tragico incidente. Quando nulla può fermarti!

Aveva un aspetto esile ed elegante e un viso da bambina, per questo dovette combattere per essere presa sul serio come attrice. Ma lei non era solo quello, voleva una famiglia e la possibilità di dedicarsi all’aiuto delle persone in difficoltà. Grazie alla sua tenacia, riuscì ad ottenere tutti i suoi obiettivi.
Giulia Dallagiovanna 9 gennaio 2019

Fisico asciutto ed esile, portamento elegante, sguardo innocente. Ma non devi pensare a Audrey Hepburn come a una bambola di porcellana. Abbandonata dal padre all’età di 6 anni, costretta a patire il freddo e la fame durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi e in seguito a rinunciare al sogno di diventare ballerina. Da lei puoi imparare la determinazione. Era una donna che aveva ben chiari quali fossero i suoi obiettivi e li ha perseguiti fino a raggiungerli, uno per uno.

Ci è riuscita nonostante gli ostacoli che le sono stati messi davanti. Primo fra tutti, un lungo periodo di malnutrizione quando i soldati tedeschi invasero la cittadina olandese di Arnhem.

Britannica, ma nata nei sobborghi di Bruxelles nel 1929, a causa del lavoro di banchiere del padre, nei primi anni di vita ha dovuto viaggiare per tutta Europa. Nel 1940 lei e la madre, la baronessa olandese Ella van Heemstra si trovarono infine a dover abitare nei Paesi Bassi occupati dai nazisti. Per darti un’idea delle condizioni di vita della popolazione olandese, sappi che i mesi freddi del 1944 furono chiamati l’ “Inverno della fame”. Le persone morivano di freddo e malnutrizione, mentre le truppe di Hitler confiscavano il poco cibo rimasto nelle case. Hepburn aveva 15 anni, ma non rimase a guardare, né si fece spaventare. Celò il suo nome dal suono pericolosamente britannico in quello di Edda van Heemstra e sfruttò i suoi studi di danza per partecipare a spettacoli clandestini di raccolta fondi in favore della resistenza. Proprio questi anni di privazioni sarebbero all’origine della sua celebre magrezza, come racconta il figlio Luca Dotti nel libro Audrey at Home, Memories of My Mother's Kitchen.

Era stata partigiana, ma per il mondo di Hollywood rimaneva un’attrice con il viso da bambina, che avrebbe potuto ricoprire solo ruoli leggeri. Pensa che Cary Grant rifiutò per ben due volte di recitare con lei. Quello che aiutò Audrey Hepburn fu l’essere consapevole delle sue capacità e del suo valore. Se ne accorse Gregory Peck, che sostituì Grant in Vacanze Romane. Dopo aver lavorato con lei, volle che il nome di Hepburn fosse affiancato al suo nei titoli, perché, come disse in un’intervista a Entertainment Weekly, “questa ragazza vincerà l’Oscar nel suo primo film”. E’ stato in questo modo che la donna dal sorriso innocente su cui in pochi erano pronti a scommettere, venne premiata come miglior attrice dall’Academy nel 1954. Non so se sai, però, che il suo primo sono non era stato quello di dar vita a personaggi davanti a una cinepresa: da piccola voleva solo ballare. Ma era troppo alta e il suo fisico aveva risentito della fame sofferta durante la guerra. Invece che farsi vincere dallo sconforto, ha ottenuto un Oscar. Un ottimo modo per reagire di fronte a una porta chiusa, vero?

Io credo nel diventare forte quando tutto sembra andare storto. Io credo che le ragazze felici siano le ragazze più belle. Io credo che domani sarà un altro giorno, ed io credo nei miracoli.

Eppure, persino dopo il riconoscimento più prestigioso, Hepburn non poté dormire sugli allori. Ancora 10 anni dopo, era costretta a combattere contro chi voleva porre dei limiti al suo lavoro: nel 1964, abbandonò per un giorno il set del musical My Fair Lady in segno di protesta, dopo aver scoperto di essere stata doppiata in tutte le parti cantate.

Ma i suoi progetti di vita non si fermavano alla carriera. Audrey Hepburn voleva una famiglia, e se era riuscita a conquistare l’olimpo di Hollywood, credi che non riuscisse a far avverare anche quest’altro desiderio? Rinunciò a una storia d’amore con William Holden. dopo aver scoperto che si era sottoposto a un intervento di vasectomia e sposò invece l’attore Mel Ferrer. Le gioie non arrivarono subito: ebbe due aborti spontanei, uno dei quali in seguito a una caduta da cavallo durante una scena de Gli inesorabili. Alla fine però, nacque Sean. E poi anche Luca, dal secondo matrimonio con lo psichiatra italiano Andrea Dotti.

Aveva tutto quello che aveva sognato, ma non scelse il riposo. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice speciale per l’Unicef e viaggiò per molti Paesi come Etiopia, Sudan e Centro America. Si ricordava della fame subita durante l’occupazione nazista e cercò di portare cibo e aiuti alle popolazioni in guerra. Il figlio Luca disse che quello fu il suo modo per ringraziare il suo pubblico e chi l’aveva sostenuta.

“Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri.”

Un avversario contro cui non è riuscita a vincere è stato invece il tumore al colon. Fu operata due volte a Los Angeles, ma alla fine anche i medici dovettero arrendersi: il cancro era troppo esteso. Audrey Hepburn morì a soli 63 anni, ma forse in pace con la vita, dopo essere riuscita a ottenere tutto quello che si era prefissata.