Car sharing: com’è nata l’idea dell’automobile condivisa, come funziona e quali sono i suoi vantaggi

Il car sharing è una soluzione di mobilità sostenibile che negli ultimi anni ha rivoluzionato il modo di spostarsi, specialmente nelle grandi città, incentivando sempre più persone a condividere l’automobile anziché acquistarla, con il conseguente risparmio delle spese legate a benzina, manutenzione e tasse. Ma chi ha inventato questo modello di condivisione delle vetture e quali sono i reali vantaggi? Cerchiamo di capire perché conviene utilizzare il car sharing, sia a livello economico (ma non a tutti) che ambientale.
Alessandro Bai 20 Gennaio 2021

Ormai, l'espressione car sharing è diventata così utilizzata che anche chi non ha mai utilizzato questo servizio avrà imparato il significato: automobile condivisa o, in alternativa, condivisione dell'automobile. Qualunque sia la traduzione che preferisci, cambia poco: parliamo di una soluzione di mobilità sostenibile che negli ultimi anni ha conquistato sempre più utenti, in Italia così come nel resto del mondo.

Centinaia, migliaia di macchine condivise, che avrai imparato a riconoscere dal colore caratteristico che ogni azienda sceglie per le proprie vetture, sfrecciano ogni giorno per le strade delle nostre città, spesso utilizzate da 3, 4 o più conducenti diversi nel giro di poche ore. D'altronde, è proprio questa la comodità più grande offerta dal car sharing: basta avere a disposizione uno smartphone e scaricare l'apposita applicazione per trovare l'auto più vicina, sbloccare le portiere con un tap e mettersi al volante per raggiungere la propria destinazione. Tutto questo, senza dover pagare bollo, assicurazione, benzina e, a volte, nemmeno i parcheggi, evitando quindi i principali costi legati al possesso di un'automobile, ovvero l'acquisto e la manutenzione.

Non deve però passare in secondo piano l'aspetto ambientale di questo noleggio in condivisione: convincendo sempre più persone a non acquistare un'auto, utilizzandola solo quando si ha davvero bisogno, il car sharing è infatti in grado di ridurre significativamente il numero di macchine in strada, portando di conseguenza a un calo delle emissioni. Tutto questo significa città meno intasate, aria più pulita e vetture più tecnologiche e all'avanguardia, rispetto a quelle vecchie e più inquinanti che vengono mantenute per molti anni nel tentativo di abbattere i costi da chi le ha comprate. Perché tutto questo accada, ovviamente, questo modello di mobilità sostenibile dovrà diffondersi ancor di più rispetto a oggi. Cerchiamo allora di capire come è avvenuta la nascita e l'evoluzione del car sharing, tutti i suoi vantaggi e i possibili sviluppi futuri.

Breve storia del car sharing

Oggi il car sharing è a portata di dito (con cui toccare lo smartphone) e in tanti lo danno già per scontato: ma com'è nato questo nuovo modo di concepire la mobilità e, soprattutto, chi lo ha inventato?

Ti anticipo fin da subito che una vera risposta all'ultima domanda non c'è: non esiste, o comunque non è stato identificato, un inventore del car sharing, ma si sa che i primissimi tentativi risalgono addirittura a pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1948, quando in una cooperativa abitativa di Zurigo venne attivata la Selbstfahrergenossenschaft, ovvero il primo servizio noto che prevedeva la condivisione dell'automobile, un'idea brillante che però non portò nel breve ad altri sviluppi.

Nel corso degli anni 70, poi, videro la luce diversi progetti simili: ProcoTip in Francia, Witkar ad Amsterdam e Suffolk nel Regno Unito. Fu però dal 1990 che, in vari Paesi del mondo, cominciarono ad essere pensate le prime soluzioni destinate a durare: è l'esempio di Communauto, nato a Quebec City nel 1994 per offrire un'alternativa più economica al possesso dell'auto ed attivo ancora oggi, mentre CarSharing Portland, fondato nel 1998, fu il pioniere in quest'ambito per gli Stati Uniti, seguito poi da molti altri progetti negli anni successivi.

Il car sharing in Italia

A testimonianza dei potenziali benefici per il nostro pianeta, devi sapere che il primo progetto di auto condivise in Italia è nato nel 2001 a Milano da alcuni soci di Legambiente: il servizio si chiamava Milano Car Sharing ma, come potrai immaginare, all'epoca le risorse e la poca esperienza non consentivano di mettere a disposizione il numero di vetture che vedi oggi in ogni angolo della città. Sempre nel 2001, poi, il Ministero dell'Ambiente istituì il programma Iniziativa Car Sharing (ICS), che arrivò a coinvolgere oltre 10 città italiane, da Bologna a Genova, Palermo e Padova, fino alla stessa Milano: l'obiettivo non era quello di gestire direttamente il noleggio delle macchine, bensì di "assecondare la nascita di servizi locali purché rispondano a standard qualitativi e prestazionali minimi uguali a livello nazionale e adottino tutte le misure necessarie a garantire l’interoperabilità tra i vari servizi locali".

La svolta, però, doveva ancora esserci: fino a quel momento, i servizi di car sharing erano stati pensati in modalità station-based, ovvero con la sola possibilità di iniziare e terminare il noleggio in stazioni predefinite, offrendo quindi una libertà limitata agli utenti. A partire dal 2013, tutto è cambiato con l'arrivo dei primi servizi free-floating, anche detti a flusso libero, dato che questo tipo di car sharing prevede che la vettura possa essere lasciata in qualunque punto della città a patto che quest'ultimo si trovi all'interno di una determinata area di copertura.

Oggi, è sufficiente dare un'occhiata alle strade per rendersi conto di quanto sia diffusa in Italia la condivisione dell'auto, non solo in metropoli come Milano, Roma e Napoli, ma anche in centri urbani più piccoli. Operatori come Enjoy, Car2go, Share'Ngo e Drive Now hanno contribuito a cambiare il modo di concepire la mobilità, tanto che nel 2019, prima che la pandemia di coronavirus stravolgesse le abitudini, sono stati effettuati quasi 12 milioni di noleggi attraverso i principali servizi di car sharing free-floating.

Come funziona

Se non ti è ancora capitato di noleggiare un'auto tramite un servizio di car sharing, sappi che potrai rimediare, all'occorrenza, seguendo pochi semplici passaggi. Come prima cosa, dovresti scaricare l'applicazione per smartphone dell'operatore al quale ti vuoi affidare, completando una breve registrazione. A questo punto, grazie alla geolocalizzazione potrai visualizzare su una mappa interattiva le macchine che si trovano nelle vicinanze e scegliere quella più comoda per te.

Ma come si apre un'auto condivisa? Naturalmente le chiavi si troveranno già all'interno, quindi ti basterà arrivare in prossimità della vettura e, sempre utilizzando l'applicazione, sbloccare le portiere in modo da entrare. Prima di iniziare il tuo itinerario, ricordati però di controllare se noti qualche danno evidente sulla carrozzeria o dentro la macchina, dato che il tuo operatore ti chiederà di segnalarli per capire da chi è stato commesso e chi eventualmente dovrà ripagarlo.

Alla fine del percorso, dovrai semplicemente ricordarti di non portare la chiave con te, lasciandola dove l'hai trovata, prima di uscire dalla macchina e terminare il noleggio attraverso l'app.

Per quanto riguarda il raggio entro il quale ti puoi muovere con il car sharing, dovrai leggere attentamente le condizioni dell'operatore che hai scelto: quelli che agiscono nei centri urbani solitamente stabiliscono un'area di copertura al di fuori della quale potrai circolare senza però parcheggiare. Inoltre, potresti avere un chilometraggio massimo da percorrere, oltre il quale sarai tenuto a pagare un supplemento.

Dove parcheggiare

Uno degli aspetti positivi del car sharing è dato dalla possibilità di lasciare l'auto in quasi qualunque tipo di parcheggio: puoi terminare il tuo noleggio nei parcheggi pubblici, in quelli delimitati da strisce bianche, blu o gialle. Negli ultimi due casi, normalmente, sarebbe possibile sostare soltanto pagando una tariffa oraria o esponendo il contrassegno dell'area residenti, cose che non sarai tenuto a fare se stai utilizzando una macchina in condivisione.

Ci sono, in ogni caso, dei posti in cui non puoi parcheggiare: sto parlando di quegli spazi che periodicamente vengono occupati dai mercati o sono soggetti a pulizia della strada, dei parcheggi privati appartenenti supermercati o aziende, delle autorimesse e delle zone a traffico limitato (ZTL). Ricordati che se prendi una multa, di qualsiasi tipo essa sia, l'operatore del car sharing potrà risalire facilmente al conducente dell'auto al momento della contravvenzione, provvedendo ad addebitarti le spese.

Chi può guidare un'auto condivisa

Ovviamente il requisito fondamentale per sfruttare il car sharing, così come per condurre una qualsiasi vettura, è quello di possedere la patente di guida. Tuttavia, tieni presente che le regole previste dalla maggior parte degli operatori possono penalizzare i neopatentati, dato che per il noleggio è necessario avere ottenuto la patente da almeno un anno.

Chi fa benzina

Normalmente, un operatore di car sharing si affida al proprio personale per fare sì che le auto della flotta non siano mai a corto di carburante. Tuttavia, quando il livello di carburante o della batteria (nel caso delle auto elettriche) scende sotto una determinata soglia, molti operatori consentono all'utente di fare benzina, a volte in stazioni convenzionate, in cambio di voucher o di minuti di guida gratuiti da utilizzare.

Costi

Non esiste una tariffa universale comune a tutti gli operatori di car sharing, dato che ognuno di loro è libero di decidere i propri costi: solitamente si parte da 20-30 centesimi al minuto, ma ci sono poi delle tariffe fisse per chi vuole noleggiare la macchina per periodi più lunghi, oppure un conteggio che diventa basato sul chilometraggio soltanto dopo aver superato la distanza massima percorribile.

In ogni caso, il costo di un'auto in condivisione sarà quasi sempre minore rispetto a quello di una vettura di proprietà, dato che, oltre ai parcheggi e la benzina di cui abbiamo già parlato, non ti toccherà affrontare quelle spese fisse dipendenti dalle tasse e dall'assicurazione e dalla manutenzione dell'automobile. Si tratta di un aspetto fondamentale, pensato proprio per incentivare le persone a rinunciare all'acquisto di una macchina a favore di una soluzione condivisa e meno costosa, a patto però che tu non debba percorrere molti chilometri ogni singolo giorno.

Pro e contro

Dopo aver affrontato tutti gli aspetti principali del car sharing, è possibile mettere sul piatto della bilancia i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione.

Iniziamo proprio dai pregi, cercando di riassumere tutti i motivi per cui conviene utilizzare i servizi di condivisione dell'automobile:

  • Avrai sempre a disposizione automobili moderne, meno inquinanti e più sicure
  • Non devi sostenere costi di manutenzione, pagare il bollo, l'assicurazione o fare benzina
  • È una soluzione che permette di ridurre il numero di auto sulle strade, diminuendo l'impatto ambientale degli spostamenti
  • Puoi parcheggiare gratuitamente anche nelle aree a pagamento o per residenti (ma non nelle ZTL)
  • È possibile circolare anche in caso di blocco del traffico

In alcuni casi, più che altro legati a specifiche esigenze personali, il car sharing potrebbe presentare alcuni limiti, come:

  • Devi dipendere dalla disponibilità di auto dell'operatore e non sempre potresti trovare una vettura nelle tue vicinanze
  • Pur essendo diventato sempre più diffuso, il servizio potrebbe non essere ancora disponibile nei centri più piccoli