Cinque falsi miti sulle diete dimagranti: dalle calorie alla frutta dopo i pasti

Anche quando si tratta di diete dimagranti i falsi miti non mancano. Sapete, per esempio, che per dimagrire non è necessario “fare la fame”? E che molti test delle intolleranze servono solo a farvi spendere soldi inutilmente? Le convinzioni errate da superare sono molte: scopriamo insieme quali sono alcune delle più frequenti.
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
13 maggio 2019 * ultima modifica il 29/05/2019

Abbiamo già avuto modo di discuterne ampiamente: quando si tratta di alimentazione, ognuno ha da dire la sua. Naturalmente nemmeno scendendo nella tematica specifica delle diete dimagranti si sfugge a questa regola, e nemmeno in questo caso tutte le voci sono ugualmente affidabili, anzi, anche alcune opinioni ampiamente diffuse ormai da tempo sono veri e propri falsi miti non privi di possibili effetti collaterali.

Non dobbiamo infatti dimenticare che i falsi miti non sono sempre innocue bugie. Nel caso delle diete dimagranti, potrebbero scoraggiare chi di noi avrebbe bisogno di ‘iniziare un percorso per perdere peso. Oppure potrebbero portarci a spendere inutilmente centinaia di euro in analisi del tutto inaffidabili. O, ancora, potrebbero farci rinunciare a quel cibo che ci piace tanto nella convinzione che ci faccia ingrassare quando, in realtà, non c'è un reale motivo per metterlo al bando dai nostri piatti.

Di falsi miti di questo tipo ne esistono davvero tanti. Ho deciso di selezionarne per voi cinque fra quelli che mi trovo più di frequente a dover smentire parlando con chi si rivolge a me per avere un consiglio sulla sua alimentazione o per ritrovare la linea perduta, partendo da quello che forse è il più banale fra tutti: che le diete dimagranti siano fatte da pasti miseri sia dal punto di vista della qualità sia da quello della quantità.

Falso mito#1: bisogna soffrire la fame

Certo, se sei abituato a pasti pantagruelici dovrai darti una regolata. In molti casi, però, a fare la differenza non è tanto quanto ma cosa si mangia. Questo significa che per  dimagrire ti potrebbe bastare sostituire portate “pesanti” con ingredienti più salutari. Più sazianti e meno densi di energie, questi alimenti ti aiutano ad alzarti da tavola con la sensazione di aver mangiato abbastanza, senza dover soffrire la fame.

Non voglio peccare di eccessivo ottimismo: anche con questa strategia potresti, nei primi giorni di dieta, avvertire un po' di fame tra un pasto e l'altro. Ma con l'aiuto degli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio riuscirai ad affrontare la giornata con tutte le forze necessarie a disposizione, e con un po' di pazienza supererai queste prime difficoltà nell'arco di pochissimo tempo, trascorso il quale il tuo stomaco si sarà abituato a essere riempito in modo regolare e in quantità non eccessive.

A onor del vero potresti anche essere nel gruppo di chi, trascorso il primo mese a dieta, torna da me raccontandomi di mangiare anche più di quanto fosse abituato – a riprova del fatto che a volte non è quanto ma quello che metti nel piatto a farti ingrassare.

Falso mito #2: le calorie non contano

A questo punto mi sembra corretto toccare subito un altro punto: l'importanza del bilancio calorico, cioè della differenza tra le energie che introduciamo con cibi e bevande e quelle che consumiamo nell'arco della giornata. Ormai quella del “contare le calorie non serve”, declinata nei modi più vari, è una litania che se da una parte nasconde una certa verità dall'altra mi sembra essere spesso interpretata nel modo sbagliato.

Mi spiego: è vero, non devi fissarti con il conteggio delle calorie. Prima di tutto ti fa male psicologicamente, rischiando di diventare una vera e propria fissazione malsana. In più ti può danneggiare anche fisicamente, perché è fondamentale sapere anche da dove arrivano le calorie che stai assumendo. Ti vengono fornite per la maggior parte da zuccheri? Oppure si tratta di calorie di origine proteica? E quelle che arrivano sotto forma di grassi lo fanno con grassi “buoni” o con grassi “meno buoni”? Arrivano da sole o insieme a tanti minerali e a tante vitamine?

Insomma, proprio come ti ho detto poco fa, quando si è a dieta è importante non solo quanto ma anche cosa mangi. Tuttavia, la possibilità di dimagrire dipende sempre dal bilancio energetico, e per perdere peso devi ingerire meno calorie di quelle che consumi. Potranno avertela raccontata in qualunque modo, ma se farai il conto delle calorie che avrai introdotto in una giornata tipo della dieta che ti ha fatto dimagrire scoprirai che si tratta di una dieta ipocalorica, cioè che avrai mangiato meno di quello che avrai consumato.

Detto ciò, il consiglio di non mettersi a contare le calorie resta valido: l'avrà fatto per te il tuo medico o il tuo nutrizionista, e a te non resta altro che il compito di imparare quali sono le buone abitudini alimentari che ti aiutano a fornire al nostro organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno senza esagerare con le energie assunte.

Falso mito #3: bisogna eliminare i carboidrati

A proposito di sostanze presenti nel cibo, passiamo a parlare di un tipo di nutrienti oggi spesso accusati di far ingrassare: i carboidrati. Naturalmente non tutti i carboidrati sono uguali fra loro; non è però questo il punto su cui voglio concentrare l'attenzione in questa occasione. Piuttosto, mi preme sottolineare come esistano diete dimagranti efficaci e sicure che seguono i principi della classica alimentazione mediterranea, in cui il macronutriente principale è rappresentato – pensa un po' – proprio dai carboidrati.

È vero anche che esistono diete dimagranti efficaci in cui l'apporto di carboidrati è fortemente ridotto. Attenzione, però: si tratta di regimi alimentari particolari che richiedono di essere seguiti sotto stretto controllo medico. Nel loro caso è più che mai necessario evitare il fai da te e affidarsi alle mani di un esperto che sappia spiegarti se si tratta di diete dimagranti adatte al vostro caso, come seguirle in modo sicuro e a quali controlli sottoporti durante il tuo percorso.

Falso mito #4: le intolleranze fanno ingrassare

Ebbene sì: magari potranno fari sentire gonfio, ma le intolleranze non ti fanno accumulare grasso, anzi, in molti casi ti fanno rischiare malassorbimenti. Spesso chi ti vende costosi test facendoti tornare a casa con una lunga lista di alimenti da evitare, ti sta facendo spendere soldi inutilmente. Di sicuro ci sarà qualcuno che ti avrà detto che dopo aver eliminato i cibi incriminati ha perso peso, ma con tutta probabilità i risultati che ha raggiunto saranno dipesi dal fatto di essere passato da un'alimentazione non adeguata ai suoi fabbisogni a una dieta controllata e più sana – nulla di diverso, insomma, da chi è dimagrito senza essere prima passato dalla prova dei test delle intolleranze.

Per non cadere nell'errore basta seguire le indicazioni delle società scientifiche di riferimento, come la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, che parla chiaro: metodiche come VEGA-test, Cytotoxic test, dosaggio delle IgG4 sieriche, analisi del capello e tecniche di biorisonanza sono prive di dimostrazioni scientifiche di efficacia nella diagnosi di disturbi legati all'alimentazione. Piuttosto, parla di eventuali dubbi con il tuo medico: saprà quali analisi prescriverti nel caso ci sia ragione di sospettare davvero che tu soffra di una reazione avversa a sostanze presenti nel cibo.

Falso mito #5: la frutta lontana dai pasti

Arriviamo infine alla frutta. È vero che è sempre meglio mangiarla lontano dai pasti? In realtà no: una mela a fine pasto non comprometterà la tua dieta dimagrante. Se però avverti dei fastidi consumandola come ultima portata del pranzo o della cena; ti consiglierei di preferirla come spuntino, ma non stabilirei una regola generale per tutti. Piuttosto, confermerei ancora una volta l'importanza di personalizzare ogni percorso dimagrante non solo per ottenere i risultati sperati in termini di peso ma anche di benessere generale, inclusa l'eliminazione di un'eventuale sensazione di gonfiore dopo i pasti.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…