Clamidia: sperimentato con successo il primo vaccino

L’infezione sessualmente trasmissibile più diffusa al mondo. Nella maggior parte dei casi non dà sintomi e il rischio è quello di riportare danni permanenti, se non si interviene in tempo. Per questa ragione, devi sempre mettere in atto comportamenti responsabili e di prevenzione. La buona notizia è che in futuro potrebbe essere disponibile un vero e proprio vaccino.
Giulia Dallagiovanna 14 agosto 2019
* ultima modifica il 14/08/2019

Delle malattie sessualmente trasmissibili si parla poco. Tabù sociale, pudore, imbarazzo. Ogni ragione sembra essere buona per evitare l'argomento e così l'informazione è carente e si lascia loro terreno libero per proliferare. È successo anche alla clamidia: non solo è la più diffusa al mondo ma, secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, dal 2010 al 2016 i casi in Italia sono addirittura raddoppiati. Al momento, si tratta di un'infezione che viene curata tramite antibiotici, ma il vero problema è che la maggior parte delle volte non dà sintomi e potresti quindi non accorgerti di averla contratta. Il rischio è quello di riportare danni permanenti, tra i quali l'infertilità, e, se sei una donna, di contagiare tuo figlio durante il parto. Prevenire è meglio curare, e questa stavolta non è una frase da sottovalutare. Una buona notizia arriva da uno studio anglo-danese: è stato testato con successo il primo vaccino.

Il farmaco aveva già superato i test in laboratorio ed è stato poi somministrato a 35 donne. Non sono stati rilevati effetti collaterali o altri possibili rischi per la salute, requisiti fondamentali affinché i prodotti farmaceutici vengano considerati sicuri. Ma la notizia più importante è che è stata rilevata una potente risposta immunitaria che potrebbe quindi respingere il batterio Chlamydia trachomatis che provoca l'infezione. Naturalmente serviranno ancora altri studi, ma soprattutto anni di osservazione per verificare con certezza che il vaccino è efficace. I primi risultati però fanno ben sperare il team di ricerca composto da esperti dello Statens Serum Institute di Copenaghen e dell'Imperial College di Londra.

Intanto, metti in atto comportamenti preventivi: rapporti sessuali protetti e controlli medici periodici

Mentre aspetti che dal mondo scientifico arrivi un verdetto definitivo, però, diventa tu stesso il primo responsabile per la tua salute e quella degli altri. La clamidia si trasmette soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti, perciò non scordarti mai di utilizzare il preservativo. Inoltre, sottoponiti a controlli periodici dal ginecologo o dall'urologo e fai attenzione a tutti i segnali che il tuo corpo può inviarti. Come ti dicevo prima, si tratta di una patologia per lo più asintomatica, ma a volte capita che alcune manifestazioni vengano invece sottovalutate. Dolore mentre urini, macchie rosse e prurito agli organi genitali o perdite rosate lontano dai giorni del ciclo mestruale possono essere segnali di un'infezione in corso.

Fonte| "Safety and immunogenicity of the chlamydia vaccine candidate CTH522 adjuvanted with CAF01 liposomes or aluminium hydroxide: a first-in-human, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 1 trial" pubblicato su The Lancet Infectious Diseases, il 12 agosto 2019

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