Come eliminare un blocco emozionale con l’aiuto della medicina energetica

Quando un trauma o un’esperienza forte a livello emotivo causa un blocco emozionale lo si può affrontare con l’aiuto di una tecnica basata sui principi della medicina energetica: il lavaggio bioenergetico. Laura Quinti, esperta di Medicine Energetiche ci spiega come fare.
Gaia Cortese 25 dicembre 2018

I blocchi emozionali sono delle difese messe in atto dal nostro organismo. Di fronte a degli eventi che ci colpiscono molto a livello emotivo, come per esempio l'improvvisa scomparsa di una persona cara, il nostro organismo mette in atto un blocco che ci protegge dal dolore. Tuttavia, quando il trauma non viene rielaborato, ma semplicemente “congelato”, possono esserci diverse ripercussioni a livello psicofisico. Alle Terme di Saturnia la naturopata Laura Quinti, esperta in Omeopatia, Medicine Energetiche, Nutrizione e Bioenergetica propone delle tecniche per risolvere questi blocchi emozionali.

Proprio con lei abbiamo voluto approfondire come funziona il lavaggio bioenergetico, una tecnica utilizzata nella medicina energetica, che agisce a livello biologico sulla persona trattata, eliminando con una o più sedute il blocco emozionale.

Cosa si intende per medicina energetica?
"Il concetto di energia vitale e dell'intuito del corpo è un concetto molto arcaico e i sistemi di cura che permangono ancora oggi non sono invasivi e portano a una guarigione profonda interpretando l’essere come un tutt'uno nell’infinità del tutto. L’organismo non è altro che energia immersa in un campo elettromagnetico frutto di tante energie, non solo quelle interne, ma anche quelle del campo in cui si trova.
La medicina convenzionale, capace di azioni salvavita, riconosce sempre più il concetto delle energie sottili e la biofisica mostra che le cellule sono immerse in una matrice olografica fluido-liquida dove ogni parte del corpo è capace di influenzare tutte le cellule non solo a livello fisico, ma anche emotivo e addirittura spirituale. È per questo che durante una seduta di massaggio o terapia di contatto c’è uno scambio di energie che si incontrano non solo a livello locale, ma anche cellulare, raggiungendo tutto il corpo fisico ed emozionale.
La medicina energetica conduce la persona verso la causa che è la motivazione della malattia o del disagio che vive. Possiamo dire che la profezia di Thomas Edison si è avverata: l’inventore scrisse che il medico nel futuro non avrebbe più somministrato farmaci, ma avrebbe condotto il paziente nella cura della struttura umana, anche con la dieta e verso la scoperta della vera causa della malattia.
Il corpo fisico non viene interpretato come un insieme di organi e di apparati distinti, ma come il riflesso dei nostri pensieri, delle emozioni e dei comportamenti che agiscono su di noi sia da un punto di vista fisico che spirituale.

La medicina energetica dovrebbe essere vista come preventiva esattamente come l’antica medicina cinese dove il medico veniva pagato quando il paziente tornava a stare bene e ucciso in caso non guarisse! Il cliente viene accompagnato in un percorso, spesso con tecniche associate, che vanno dall’utilizzo di strumenti elettromedicali di medicina quantistica a terapie corporee con esercizi personalizzati volti a mantenere i centri dell’energia vitale in equilibrio. Una sana alimentazione permette di nutrire non solo il corpo ma anche di modificare lo stato d’animo poiché ogni cibo è capace di influire su organi specifici e questi su emozioni specifiche. Infine, un’attività fisica mirata e associata a pratiche come la meditazione possono alleggerire la mente, rinforzare il cuore, dare ascolto all’anima. Siamo progettati per essere in equilibrio…

Quali sono le cause più frequenti che possono portare a un blocco emozionale?
Un blocco emozionale nasce da traumi o ferite che possono rimanere nella psiche di un soggetto anche per molti anni e manifestarsi all’improvviso. Quando un’esperienza ci colpisce fortemente a livello emotivo la nostra psiche attiva un meccanismo di difesa che ci porta a sopravvivere al trauma e ci impedisce di entrare nel dolore. Tutto ciò ci congela, ci blocca, ma ci impedisce di andare oltre. L’esempio classico è il blocco in seguito della perdita di una persona cara o la fine di una relazione; la notizia è grave, ma la vita va avanti normalmente in quanto la psiche blocca l’informazione in maniera automatica. I blocchi emotivi sono anche conseguenti a situazioni positive, inaspettate o incredibili. Il sistema nervoso ha bisogno di tempo per assimilare qualunque cambiamento e nel frattempo congela, si paralizza e lavora come se nulla fosse avvenuto. Ecco il blocco emotivo ci sostiene per adattarci a una nuova realtà, ma prima o poi, se i sentimenti non vengono rielaborati, si manifestano nel corpo sotto forma di comportamenti diversi: insicurezza, ansia, dolori muscolari, formicolii, insonnia, disturbi digestivi, mal di testa, confusione, stanchezza cronica, vertigini, pressioni al petto e così via.

Come lo si può rimuovere?
Purtroppo non sempre ci si rende conto di trovarsi in un tale stato. Il desiderio di chiusura verso l’esterno è forte, si tende a rimanere nella zona di comfort malata che ci impedisce di risolvere e accogliere nuove esperienze. Il primo passo è farsi aiutare da un terapeuta, impegnare la mente e portare l’attenzione al corpo.

In cosa consiste il lavaggio bioenergetico?
È un metodo originale nato dall’elaborazione di varie discipline energetiche sia orientali che sciamaniche, e degli studi di Wilhelm Reich: tutto ciò viene interpretato con le conoscenze di biofisica e con rigorose basi di fisica quantistica. Spesso viviamo conflitti e traumi che non riusciamo a elaborare, talvolta non sono eventi importanti, anzi, può capitare che i più difficili da rielaborare siano i più leggeri. Può succedere che un blocco emozionale sia dovuto a un trauma prenatale e ci condizioni tutta la vita. Il tempo può farci elaborare il lutto di una persona cara, ma non la morte del gatto di casa per esempio, proprio perché non percepito come importante.
Un blocco emozionale si nasconde nelle strutture psichiche più profonde, condizionandoci con una serie di atteggiamenti incomprensibili; anche violenze subite nell’infanzia possono acquisire un grado emotivo sbagliato o addirittura innescare un senso di colpa o una dimenticanza totale. Fatti di questo tipo possono determinare nella nostra struttura vitale dei blocchi che poi si manifestano sia a livello somatico che psichico. L’analisi è dettagliata e volta alla ricerca del tipo di malattia, dell’organo colpito e del conflitto specifico che ha causato la malattia o il blocco. Come tutte le medicine energetiche il lavaggio bioenergetico dovrebbe essere utilizzato a livello preventivo poiché è capace di definire i punti di forza o debolezza nelle strutture energetiche della persona.
Una fase successiva del lavaggio comprende la trasmissione di una grande quantità di energia al soggetto; si lavora prima con il corpo attraverso esercizi fisici capaci di liberare le emozioni bloccate e ogni soggetto ha una diversa reazione. Alcuni esercizi provocano un tremito particolare della muscolatura delle gambe; altre volte il riso si alterna al pianto, al sonno, a momenti di relax profondo, ognuno però è votato allo stesso risultato: riportare la struttura psicofisica della persona all’equilibrio profondo dove l’anima si riconnette col corpo.

E l’autolavaggio?
L’autolavaggio già dopo una prima seduta, permette di mantenere uno stato di benessere e di “pulizia”. Attraverso semplici movimenti personalizzati la persona trattata impara a entrare in contatto con il proprio respiro. Nella respirazione toracica l’organismo va in simpaticotonia: l’adrenalina viene liberata, la peristalsi intestinale rallenta, il sangue viene pompato velocemente, la sudorazione aumenta e i muscoli vengono attivati in una situazione di allerta. Si tratta di recuperare la respirazione diaframmatica spontanea costituita da ritmi e movimenti tipici della condizione di calma e benessere. Questo tipo di respirazione porta a uno stato di tranquillità: lo stomaco e l’intestino si muovono, il sangue rallenta e vengono messi in circolo ormoni e neurotrasmettitori della calma come le endorfine, la serotonina e l’ acido gamma-amminobutirrico, tutte sostanze volte alla produzione del benessere. Un individuo dovrebbe saper tornare a questo tipo di respirazione ogni volta che non c’è più bisogno di attivarsi verso qualunque tipo di trauma o attacco.