Come funzionano le valvole cardiache e in quali casi si ricorre a quelle artificiali

Per chi ha problemi di cuore si deve intervenire con aiuti mirati e protesi o sostituzioni, proprio perché il cuore è quella parte del corpo che ci salva la vita e senza non possiamo stare. Esistono infatti anche per le valvole, essenziali per il corretto pompaggio del sangue, delle sostituzioni artificiali. Vediamo insieme quali.
Valentina Danesi 12 Ottobre 2021
* ultima modifica il 12/10/2021

Bhe, se parlando di valvole ti vengono in mente delle parti meccaniche, potresti non avere completamente torto. Nel tuo cuore ci sono ben 4 valvole cardiache che hanno il compito di regolare il flusso del sangue e fare in modo che questo vada nella direzione giusta. Vediamo insieme come funzionano.

Cosa sono e quali sono

Iniziamo dicendo, appunto, che il cuore è formato da ben 4 valvole che lavorano insieme allo scopo di pompare il sangue e indirizzarlo verso un’unica direzione. Ecco quali sono:

  • Valvole atrioventricolari (AV): sono due e ci chiamano valvola mitrale e valvola tricuspide. Segnano il passaggio tra l'atrio e il ventricolo in entrambi i lati del cuore.
  • Valvole semilunari (SL): sono le altre due e sono poste, questa volta, tra i ventricoli e le arterie. Si chiamano valvola aortica e valvola polmonare.

Come funzionano 

Le valvole, come ti abbiamo appena illustrato, sono sì diverse ma lavorano all’unisono per raggiungere lo stesso scopo: pompare il tuo sangue in un'unica direzione ed evitare che si diriga verso quella opposta e scorretta. Ci riescono proprio perché ogni battito del tuo cuore è regolato e coordinato dai movimenti di queste valvole.

Le valvole artificiali 

Se le tue valvole risultano danneggiate o malfunzionanti, è possibile che si debba ricorrere a quelle artificiali o a quelle biologiche. Ma come sono fatte e come funzionano? Di solito si sceglie in base all’età: sotto i 60 anni, per esempio, si tende a preferire quelle di tipo biologico. Se sei più anziano, invece, il chirurgo potrebbe optare per quelle artificiali in modo tale che non si rovinino e tu non debba sottoporti negli anni successivi a un ulteriore intervento chirurgico.

  • Le protesi meccaniche hanno sicuramente il vantaggio che durano di più nel tempo, però dovrai anche tenere in considerazione che questa tipologia aumenta purtroppo il rischio di trombi e quindi dovrai anche assumere una terapia orale che evita che si coaguli il sangue;
  • Le protesi biologiche, che normalmente sono di origine porcina o bovina, sicuramente non necessitano di una terapia orale di supporto, e questo è un punto assolutamente a favore. Però dovrai anche sapere che hanno una durata inferiore, ossia si deteriorano con maggiore facilità.

I fattori di rischio

Proprio perché in nessun caso si è esenti da rischi, è bene che il chirurgo valuti tanti aspetti, tra cui età e patologie del paziente per selezionare l'opzione migliore e mirata alla situazione. Un esempio? Il diabete può contribuire alla degenerazione della protesi. Allo stesso modo, anche fumo e colesterolo alto.

Fonte| Humanitas 

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