Congelare il tumore fino a farlo scomparire: la crioterapia in ambito oncologico non è più fantascienza

Gli esperti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna hanno impiegato con successo la “terapia del freddo” su ben 6 pazienti affetti da fibromatosi desmoide: un raro tumore benigno che può crescere in forme maligne nei tessuti provocando dolori e difficoltà motorie. La crioterapia può sostituire non solo la chemioterapia ma anche l’intervento chirurgico, molto spesso sconsigliato a causa degli alti rischi di recidiva che porta con sé.
Kevin Ben Alì Zinati 8 Settembre 2021
* ultima modifica il 08/09/2021

Ma quale fantascienzaCongelare il tumore fino a ridurlo e perfino a farlo progressivamente scomparire, senza dover quindi ricorrere a cicli di la chemioterapia né a un intervento chirurgico e al rischio di una recidiva della malattia oggi è realtà.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna è il primo centro in Italia che ha già applicato con successo la terapia del freddo.

Il “paziente zero” è stato un uomo di 39 anni che soffriva di un dolore altamente debilitante nella zona di crescita della fibromatosi desmoide, un raro tumore benigno.

Grazie a una sola seduta di crioterapia l’uomo sta bene e la massa è quasi scomparsa. Dal luglio del 2020, momento in cui il primo paziente è entrato in sala operatoria, ad oggi ne sono già stati trattati altri 6.

La “terapia del freddo” 

Come potresti intuire dal nome, la crioterapia è una tecnica che sfrutta le potenzialità terapeutiche del freddo.

Detta anche “crioablazione”, prevede l’inserimento di uno o più aghi all’interno della massa tumorale. Ciascuno di questi rilascia un gas a bassissima temperatura che congela un’area di circa 3 centimetri.

Il tumore, rimasto bloccato e senza possibilità di alimentarsi, necrotizza e si riduce fino anche a scomparire.

Un tumore benigno… o quasi

Il Rizzoli di Bologna ad oggi è il primo centro in Italia a utilizzare la crioterapia per trattare i tumori. In particolare, la fibromatosi desmoide.

Si tratta di una rara forma di tumore benigno che in Italia conta solo una manciata di casi, circa 150 all’anno. Può colpire a tutte le età ma è più comune nella fascia che va dai 18 ai 35 anni, specialmente nelle donne.

Tumore benigno, dicevo. Vero: crescendo in forma aggressiva nei tessuti, tuttavia, la fibromatosi desmoide può dare origine a masse di grandi dimensioni responsabili di dolori, compressione di organi interni e difficoltà motorie. È una patologia invalidante: chi ne soffre può anche fare molta fatica a stare in piedi.

Il dottor Costantino Errani (a sinistra) della Clinica ortopedica oncologica e il dottor dottor Giancarlo Facchini (a destra) della Radiologia diagnostica ed interventistica: sono loro gli autori dello studio per l’impiego della crioterapia contro la fibromatosi desmoide. Photo credit: Istituto ortopedico Rizzoli.

Fino ad oggi quando l’opzione terapeutica migliore è sempre stata la chemioterapia che, seppur a basso dosaggio e quindi “meno” invalidante non porta sempre a una scomparsa della massa ma ne blocca soltanto la progressione.

L’altra strada prevede la rimozione chirurgica del tumore ma è tendenzialmente sconsigliata perché l’intervento porta con sé i rischi di una recidiva più aggressiva.

Per usare le parole degli esperti del Rizzoli, quindi, la crioterapia nel caso della fibromatosi dermoide “è una valida alternativa a un trattamento aggressivo o invasivo ma soprattutto una tecnica più efficace”.

Fonte | Istituto Ortopedico Rizzoli

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