Cop26, a Glasgow è il giorno della verità: serve un accordo sul clima ambizioso

Oggi si dovrebbe chiudere la 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che i negoziati potrebbero andare per le lunghe Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres striglia i Paesi del mondo: “Senza addio al carbone e ai sussidi alle fonti fossili, le promesse suonano vuote”.
Federico Turrisi 12 Novembre 2021

Quelle appena trascorse sono state due settimane intense a Glasgow, dove sta per avviarsi alla conclusione la Cop26. Molti gli annunci (come gli impegni a fermare la deforestazione e a ridurre le emissioni di metano per il 2030), con anche alcune iniziative interessanti (come la Boga, la coalizione internazionale per sostenere l'uscita graduale dai combustibili fossili, a cui l'Italia ha aderito soltanto come "amico"), e molte anche le marce di protesta (come quelle organizzate da Extinction Rebellion e Fridays for Future).

Ma adesso ci vogliono le azioni concrete. Siamo alla resa dei conti. I delegati dei quasi 200 Paesi del mondo che aderiscono all'Unfccc (la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici), devono dare forma a un accordo finale in cui mettere nero su bianco le misure da intraprendere per rispettare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e limitare il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale.

In realtà, le questioni sul tavolo sono molteplici: dal fondo da 100 miliardi all'anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo alla definizione di un mercato globale delle emissioni di carbonio, previsto dall'articolo 6 dell'Accordo di Parigi, passando per la trasparenza, ovvero l'insieme delle regole per monitorare i progressi dei Paesi in fatto di decarbonizzazione. Negli ultimi giorni la notizia che più di tutte ha acceso la speranza per la buona riuscita della Cop26 è l'intesa trovata da Stati Uniti e Cina. Ma i negoziati si preannunciano ancora lunghi, e la chiusura della Cop26 potrebbe slittare di qualche giorno.

Nella giornata di ieri allo Scottish Event Campus di Glasgow, il centro congressi dove si tiene la Cop26, non sono mancati i discorsi che ricordano l'urgenza di trovare un accordo sul clima e di passare dalle parole ai fatti. "L'umanità non verrà salvata dalle promesse. Sono qui per dire che non vi crediamo. Non crediamo ai Paesi ricchi, alle banche e alla finanza che dicono di stanziare miliardi di dollari per i Paesi vulnerabili, non crediamo ai vostri impegni per fermare la deforestazione", ha detto Vanessa Nakate, attivista di Fridays for Future Uganda, tra gli applausi dei presenti. "Dimostrateci che abbiamo torto. Abbiamo disperatamente bisogno di voi".

Dure anche le parole del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: "Le promesse suonano vuote se l'industria dei combustibili fossili continua ricevere ancora trilioni di dollari in sussidi, come ha messo in evidenza il Fondo Monetario Internazionale, e i Paesi continuano a costruire centrali elettriche a carbone. Ogni Paese, ogni città, ogni azienda, ogni istituzione finanziaria deve ridurre drasticamente, in maniera credibile e verificabile, le proprie emissioni di carbonio a partire da adesso".

"Non ci siamo ancora sui punti più critici. Tutti i Paesi devono scendere a compromessi", ha ricordato il presidente della Cop26 Alok Sharma. "Ho l'intenzione di chiudere i lavori alle sette di stasera (cioè alle otto ora italiana, ndr)". Gli occhi del mondo sono puntati su Glasgow. Questa volta è vietato fallire.

Credits Video | Source: Ruptly