Coronavirus in Italia: a che punto siamo? La situazione di domenica 23 febbraio 2020

Il numero di contagi accertati è salito a 132, ma si attendono ancora i risultati di centinaia di test che sono stati somministrati tra venerdì e sabato. Nel frattempo sono in corso diverse riunioni e vertici a livello nazionale e regionale per capire quali misure adottare. Vediamo cosa sta accadendo.
Giulia Dallagiovanna 23 febbraio 2020
* ultima modifica il 23/02/2020

Oggi sarà probabilmente il giorno più lungo in questa emergenza Coronavirus che l'Italia si è trovata in pochi giorni a dover affrontare. Oltre alle misure che sono state adottate ieri, e cioè di isolamento totale dei due focolai in Veneto e Lombardia, potrebbero arrivare novità anche da Milano, dove questa mattina ci sarà una riunione in prefettura alla quale parteciperà anche il sindaco Beppe Sala per capire quali altri provvedimenti adottare.

Sul fronte dei contagi è molto probabile che oggi aumenteranno, poiché si aspettano gli esiti di diversi tamponi effettuati tra venerdì e sabato. Bisognerà capire se emergeranno altri casi slegati da quelli che finora conosciamo e che al momento sono 132: 89 in Lombardia, 25 in Veneto, 6 in Piemonte, 9 in Emilia Romagna e due nel lazio (i coniugi cinesi ricoverati da gennaio allo Spallanzani). E sono 129 le persone sotto stretta osservazione del Servizio sanitario nazionale, tra chi è ricoverato e chi in isolamento in casa.

Proviamo a tenere monitorata insieme la situazione in tutte le zone interessate.

Nel lodigiano

Come ormai saprai, il primo caso di cui si ha avuto notizia era originario proprio di questa zona. Si tratta di un 38enne residente nel comune di Castiglione d'Adda, ma che è risultato positivo mentre si trovava ricoverato all'ospedale di Codogno per insufficienza respiratoria. Diversi nuovi casi emersi nel corso della giornata di ieri sono collegati all'uomo.

Al momento il conteggio è fermo a 47 , ma si tratta di un numero probabilmente destinato a salire. Sono stato trovati positivi la moglie, un amico che correva con lui, diversi medici e infermieri che lo hanno assistito prima di sapere che avesse contratto il Covid-19 e persone del paese entrati in contatto con lui per diverse ragioni. Tra di loro c'è anche una vittima, una donna di 77 anni di Casalpusterlengo madre di un amico del 38enne. Quando è stata ritrovata nella sua abitazione, era già morta, ma non è detto che la causa sia il Coronavirus: soffriva già di diverse patologie pregresse ed è probabile che la sua salute fosse già seriamente compromessa al di là del contagio.

Le disposizioni del Consiglio dei Ministri

Tra Lombardia e Veneto sono 11 i comuni coinvolti dal focolaio di Coronavirus in Italia: Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione d'Adda, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Casterlgerundo, San Fiorano e Fombio nel lodigiano e Vo' Euganeo in provincia di Padova.

Secondo quanto ha deciso il consiglio dei Ministri, le due zone sono da ieri sera sottoposte a quarantena e isolamento totale. Nessuno può entrare o uscire dalle aree interessate, nelle quali verranno inviate Forze dell'Ordine ed esercito per monitorare i confini. Chiunque provi ad aggirare i controlli e il divieto rischia fino a tre mesi di arresto.

Il provvedimento si è reso necessario dopo la notizia di un ragazzo di 27 anni scappato da Codogno per raggiungere i genitori in provincia di Avellino. Rintracciato, è stato sottoposto a quarantena assieme a tutta la sua famiglia.

A Pavia

Nella provincia di Pavia sono emersi tre casi di Coronavirus. Si tratta di due coniugi, una pediatra e un medico di base, residenti nel comune di Pieve Porto Morone. Al momento sono ricoverati al reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale San Matteo di Pavia. I due erano entrati in contatto con l'ospedale di Codogno, dove probabilmente hanno contratto l'infezione. I loro ambulatori si trovavano nella zona del pavese e del lodigiano e, in particolare, a Chignolo Po e Guardamiglio.

Il terzo caso è un uomo del comune di Santa Cristina, al confine con l'area del lodigiano e vicino a Pieve Porto Morone. Ora è ricoverato al San Matteo e le sue condizioni di salute sono buone. La figlia, che vive con lui, è invece risultata negativa al test.

E sempre nel reparto di Malattie Infettive del San Matteo sono ricoverati il 38enne di Castiglione d'Adda e il 71enne di Mediglia, della città metropolitana di Milano, risultato positivo ieri sera.

A Cremona

La terza città in Lombardia ad essere toccata dal contagio è Cremona. Qui sono tre i casi che al momento si trovato ricoverati all'Ospedale della città. Si tratta di una ragazza di 38 anni del comune di Sesto ed Uniti, che aveva avuto contatti con un lavoratore di Codogno. A lei si aggiunge poi un uomo di Pizzighettone e un altro di Soresina, vicino a Crema.

A Milano

Sono quattro i casi finora registrati nella città più grande della Lombardia, Milano. I primi sono stati due uomini nella giornata di ieri. Il primo ha 78 anni e vive a Sesto San Giovanni. Si trovava già da una settimana ricoverato presso l'Ospedale San Raffaele con i sintomi di una polmonite, una volta effettuato il tampone si è capito che la causa era il Covid-19. In queste ore si stanno ricostruendo tutti i contatti diretti che ha avuto negli ultimi 14 giorni.

L'altro ha 71 anni e vive a Mediglia, ma era ricoverato nell'ospedale di Melegnano per accertamenti. Una volta risultato positivo è stato trasferito al San Matteo di Pavia. Anche in questo caso, si stanno ricostruendo i contatti diretti.

Gli altri due sono invece emersi oggi. Uno lavora all'interno del grattacielo Unicredit, che rimarrà chiuso per precauzione. Il medico dell'azienda ha disposto che tutti i 1.600 dipendenti non vadano al lavoro e verranno probabilmente sottoposti al tampone. Il secondo è un medico del Policlinico di Milano, che al momento è ricoverato all'Ospedale Sacco per una polmonite. Altro personale dello stesso reparto – medici, infermieri e specializzandi – sembrano presentare sintomi che fanno presupporre un contagio. Verranno tutti sottoposti a tampone. Non è ancora stata disposta la chiusura dell'ospedale.

Nel frattempo la città prende provvedimenti: chiuse le università fino al 29 febbraio e sospese anche le lezioni a scuola nella città di Milano, i lavoratori provenienti dalla zona del basso lodigiano dovranno rimanere a casa e la partita Inter Sampdoria prevista per questo pomeriggio è stata sospesa.

A Monza

Un paziente affetto da Coronavirus si trova ora nel reparto di Rianimazione dell'Ospedal San Gerardo di Monza. Diversi reparti della struttura sono stati chiusi al pubblico, mentre si cerca di ricostruire il percorso dell'uomo che sembrerebbe fosse prima ricoverato nell'Ospedale di Crema.

A Bergamo

Sono 3 i pazienti al momento positivi in provincia di Bergamo. Si tratta di una persona a Bergamo, una a Seriate e una ad Alzano Lombardo.

In Emilia-Romagna

A Piacenza, la provincia dell'Emilia-Romagna che confina con il territorio del focolaio, si trovano ricoverate cinque persone, tutte collegate al lodigiano. I primi tre sono una donna di 82 anni che abita a Codogno, un paziente di Maleo e un infermiere piacentino che lavora al triage del pronto soccorso di Codogno. Ci sono poi due medici e un infermiere dell'ospedale piacentino e altre tre persone. In tutto in contagi accertati sono 9 e in cinque sono ricoverati nel reparto di Malattie Infettive, mentre altri 4 sono in isolamento presso le proprie case. 

Nel piacentino sono state adottate misure simili a quelle che vigono nel lodigiano, con scuole chiuse ed eventi sospesi. La regione Emilia-Romagna ha deciso di chiudere le università.

A Sondrio

Un ragazzo di 17 anni residente in un paese della Valtellina è risultato positivo al test per il Coronavirus. Lo ha probabilmente contratto a Codogno, dal momento che studiava all'Istituto Agrario del comune lodigiano. Quando ha iniziato a lamentare la febbre, gli è stato fatto il tampone e si è scoperto il contagio da Covid-19.

In Veneto

Sono 25 i casi risultati positivi in Veneto, quasi tutti attorno al comune di Vo' Euganeo, nel padovano, che è stato messo in quarantena e isolamento totale. Qui sono 19 quelli risultati positivi. Quattro di questi sono invece stati rintracciati a Mirano, paese che fa parte della città metropolitana di Venezia, e tre sono operatori sanitari dell'ospedale che avevano assistito il primo caso, un paziente di Mira. Due infine sono anziani che risiedono nel centro storico di Venezia.

Intanto l'ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, è stato isolato e viene utilizzato come ricovero per tutte le persone che devono sottomettersi al tampone. Si parla di almeno 450.

Il governatore della regione Luca Zaia ha sospeso tutte le manifestazioni sul territorio, compreso il Carnevale di Venezia.

In Piemonte

Il Coronavirus è arrivato anche in Piemonte, e precisamente nel capoluogo, Torino. Sono sei i contagi. Il primo è un uomo di 40 anni che lavora come manager in un'azienda di Cesano Boscone. Proprio qui sono stati individuati due casi accertati, ricoverati ora all'Ospedale Sacco di Milano e legati al focolaio di Codogno. Il 40enne è invece in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia, ma le sue condizioni sarebbero buone.

Gli altri due invece sono emersi questa mattina. Si tratta di una coppia di genitori. Dopo aver avuto contatti con una famiglia di Codogno si sono recati all'Ospedale Regina Margherita in via precauzionale. Effettuati i test sono risultati positivi, ma fortunatamente sono in buone condizioni di salute e per ora rimarranno isolati dentro la propria casa. Negativa invece la figlia.

Il paziente zero

Il paziente zero, cioè colui che avrebbe dovuto portare il Coronavirus in Italia, non è ancora stato trovato. E forse non è nemmeno poi così importante rintracciarlo ora che l'epidemia è scoppiata e le forze sono tutte allertate sul suo contenimento.

In un primo momento si era ritenuto essere un manager di Castiglione d'Adda, il paese del 38enne, e dirigente di un'azienda di Fiorenzuola D'Arda nel piacentino. Ma è risultato negativo a tutti i test.

Lo stesso discorso vale per gli operai cinesi che, di rientro in Veneto dopo i festeggiamenti per il Capodanno cinese, hanno giocato a carte con due anziani di Vo' Euganeo, risultati poi positivi. Ma anche loro non avrebbero mai contratto il virus.

Nel Lazio

Sono poche le novità che arrivano dal Lazio, dove i primi casi di Coronavirus registrati a gennaio in Italia si stanno piano piano riprendendo. Il 29enne giunto da Wuhan sul volo militare assieme agli altri 55 italiani è guarito ed è stato dimesso ieri dall'Istituto Spallanzani, mentre i due coniugi cinesi sono usciti dalla terapia intensiva e anche l'uomo al momento risulta negativo ai test per il Coronavirus. A conferma, insomma, che per fortuna si può guarire.

In Trentino

Primi casi di coronavirus anche in Trentino. Sono infatti risultate positive tre persone che venivano dalla Lombardia ed erano arrivate in Trentino venerdì. Lo ha comunicato il presidente Fugatti.

Gli eventi sospesi

Nei comuni interessati dal focolaio sono stati chiusi i negozi, tranne alimentari e farmacie, e sospesi tutti gli eventi. Nessun festeggiamento di Carnevale dunque, ma neanche manifestazioni sportive, ludiche e religiose. Non si terranno neanche i mercati settimanali e nessun mezzo pubblico potrà viaggiare.

Anche al di fuori delle aree più colpite vengono però assunte misure importanti. Il Carnevale non avrà nessun evento pubblico e persino a messa si sono prese precauzioni per evitare il contatto diretto tra i fedeli.

Sono state poi sospese quattro partite di Serie A: Inter-Sampdoria, Torino-Parma, Verona-Cagliari e Atalanta-Sassuolo.

Gli studenti sull'intero territorio italiano non potranno probabilmente andare in gita, né in Italia né all'estero, e diversi istituti hanno chiuso almeno fino al 25 febbraio. L'ordinanza viene dal Miur.

Scuole chiuse inoltre in tutta la Lombardia fino a data da destinarsi e università chiuse in Friuli Venezia Giulia, compresa la Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati).

Intanto sono state sospese anche tutte le messe e le celebrazioni religiose nella Lombardia. Lo hanno comunicato le diocesi del territorio lombardo che hanno così recepito l'ordinanza della Regione.

Fonti| Regione Lombardia; Comune di Milano; Regione Emilia-RomagnaRegione Piemonte

Aggiornato da Simona Cardillo il 23 febbraio 2020

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