Coronavirus, monaci buddisti producono in Thailandia mascherine con plastica riciclata

I monaci buddisti stanno realizzando le mascherine per evitare contagi da Coronavirus nel loro tempio. La produzione è possibile grazie alle tonnellate di plastica conservate dai religiosi per combattere l’inquinamento ambientale e offrire una seconda vita al materiale.
Alessandro Artuso 24 marzo 2020

Proteggersi dal Coronavirus è uno degli obiettivi che devi porti. Sappiamo bene che la situazione non è semplice, ma è opportuno seguire tutte le precauzioni necessarie per evitare la diffusione dei contagi. Una notizia a riguardo arriva dalla Thailandia.

Un gruppo di monaci buddisti del tempio Chak Daeng sta realizzando delle mascherine con la plastica riciclata nella città di Samut Prakan (dista 20 chilometri dalla capitale Bangkok).

Le mascherine

I lavori manuali, ripresi da un video dell'Afp (Agence France-Presse), ritraggono i monaci nei loro templi in città. Un modo per passare il tempo insieme alla preghiera e alla meditazione, ma allo stesso tempo utile per contenere la diffusione del virus: in tutto il mondo, infatti, i malati affetti da Covid-19 sono centinaia di migliaia. I monaci non si sono però abbattuti e hanno trovato il modo di produrre mascherine sfruttando le scorte di plastica da riciclare.

Come hanno fatto

Il responsabile del tempio aveva già messo da parte 15 tonnellate di bottiglie di plastica ricevute ogni mese con l'obiettivo di evitare l'inquinamento ambientale. La loro realizzazione è stata possibile grazie anche ad alcuni volontari che hanno estratto le fibre sintetiche delle bottiglie per produrre mascherine aggiungendo anche del cotone.

I monaci utilizzano la plastica principalmente per realizzare le vesti utilizzate tutti i giorni: adesso è tempo di dirottare il materiale per produrre le mascherine.