Cosa si farebbe per avere un cane ai tempi del Coronavirus

Se prima erano compatiti per le uscite forzate al mattino presto con il cane al guinzaglio, oggi i proprietari di Fido sono, tutto sommato, un po’ invidiati. Sono infatti gli unici a poter uscire di casa dalle 3 alle 4 volte al giorno per i bisogni del loro fedele amico. Ma non considerateli degli “untori”, fanno solo il bene del loro cane.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
31 marzo 2020

Quando nel 1630 la peste scoppiò a Milano, si scatenò anche la caccia all’untore. Il Manzoni racconta così che fu un certo pietro Antonio Lovato di Lecco, o Pier Paolo Locati di Chiavenna (alcuni documenti non coincidono), ad entrare a Milano l’anno prima, carico di indumenti rubati agli appestati soldati alemanni. In questo modo, lo sventurato ebbe modo di contagiare non solo la propria famiglia, ma addirittura l’intera città. Anche ai tempi del coronavirus, la caccia all’untore non è mancata.

Di questi tempi tuttavia, ci sono più categorie incriminate, non un solo uomo, ma tutti i bambini, i runner e i proprietari di cane. I bambini sono stati rinchiusi in casa. I runner sono stati costretti a limitare le proprie uscite sotto casa, il che ha inevitabilmente portato gli appassionati della corsa a rinunciare del tutto allo sport all’aperto, piuttosto che finire a fare il giro dell’isolato. E poi ci sono i proprietari dei cani che, tutto sommato, ne sono usciti meglio.

Il più fedele amico dell'uomo ha necessità di uscire più volte al giorno per espletare i propri bisogni. Non solo. Il cane ha anche bisogno di sgambettare un po’ per mantenersi in buona salute e per potersi sfogare. Ma se il diritto a fare cacca e pipì è sacrosanto, non si può dire lo stesso della necessità di sfogarsi, così in poco tempo sono state chiuse anche le aree cani.

Gli untori del coronavirus? Bambini, appassionati di running e, ovviamente, i proprietari di un cane.

Sarà perché i loro proprietari non hanno capito bene il concetto di assembramento? Già. Le aree cani sono state pensate per permettere ai cani di correre e giocare liberi, non per consentire agli esseri umani di tener convivio, soprattutto in piena emergenza coronavirus. Ma non si tratta dell'unica pecca dei porprietari. Alcuni di loro, infatti,  sono arrivati a usare il proprio cane come "scusa" per uscire di casa: c'è chi lo costringe a continue passeggiate, chi lo usa per farsi una sessione di fit walking, chi lo usa per testare la rigidità della suola delle proprie scarpe. Ogni scusa è valida (per loro).

E non stupisce l’avvertimento di un sindaco di un piccolo comune in provincia di Nuoro che recita: “Le passeggiate devono essere giustificate da validi motivi, ad esempio portare fuori il cane per espletare i propri bisogni (e l'animale deve essere necessariamente in vita)”. Già, perché c’è chi ha provato a portarsi al guinzaglio anche il golden retriever, versione peluche, di Ikea. Cosa non si farebbe per avere un cane di questi tempi…

Insomma, in questo momento i proprietari di cani non sono ben visti (a volte, a ragione). Ma c'è anche da considerare che dall'essere compatiti, sono diventati non poco invidiati. Nessuno si curava di loro quando erano costretti a uscire con il cane sotto la pioggia, con vento forza nove, in mezzo alla nebbia o con quattro gradi sotto lo zero. Agli occhi di chi li guarda oggi attraverso il vetro di una finestra chiusa, i proprietari di cane sono gli unici ad avere diritto ad uscire, a godere delle temperature miti primaverili e delle giornate sempre più lunghe.

Non è così, state tranquilli. Non solo ci hanno chiuso le aree cani, ma non possiamo allontanarci più di 200 metri da casa. E se mai doveste vederci fare avanti e indietro lungo la stessa via, non siamo né pazzi, né opportunisti. Forse, è solo Fido ad avere qualche problema di stitichezza.

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Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti altro…