Non toccategli il proprietario: anche i cani, come gli uomini, sono gelosi

Cani ed essere umani sono accomunati anche dal sentimento della gelosia, ma mentre i nostri fedeli amici lo dimostrano apertamente con segnali molto evidenti, nell’uomo le cose sono un po’ più complicate.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
24 marzo 2020

Anche i cani provano gelosia. Te ne puoi accorgere ogni volta che accarezzi un suo simile per strada e all’improvviso il tuo inizia a cercare di attirare la tua attenzione abbaiando, intromettendosi tra te e l’altro cane o dandoti contro con il muso.

Nel XIX secolo Darwin sosteneva già che la gelosia fosse un sentimento innato tanto nell’uomo quanto nell’animale, originato da una forma di protezione nei confronti delle cose o delle persone più care. Negli anni passati molti ricercatori si sono poi chiesti se il sentimento della gelosia richiedesse un sistema cognitivo complesso, se fosse solo il frutto di una costruzione sociale e in quali maniere si esprimesse. E le risposte sono state ricercate attraverso numerosi studi e ricerche.

Nell'ambito di uno studio condotto qualche anno addietro presso l'Università della California di San Diego, un team di psicologi guidati da Christine Harris e Caroline Prouvost, ha evidenziato come i cani provino una forma abbastanza elementare di gelosia, che nel tempo si è comunque evoluta per proteggere i legami sociali dagli intrusi. Ecco perché una carezza fatta a un altro simile, viene vista dal tuo cane come una minaccia.

I cani possono essere gelosi e, in questo caso, cercano di rompere il collegamento tra il proprietario e un apparente rivale.

Christine Harris

Sempre secondo quanto osservato dallo studio, i cani hanno il doppio delle probabilità di spingere o toccare il proprietario quando questo interagisce con un animale che, nel caso dello studio, era un semplice peluche (78%). Questo accadeva molto meno (22%) quando invece l'essere umano era solo distratto dalla lettura di un libro. Se ti stupisce che sia stato usato un cane di pezza, ciò dipende dal fatto che i cani ritengono che il peluche sia un vero rivale perché durante l'esperimento l'86% dei cani ne ha annusato l'estremità posteriore, un atteggiamento tipico per conoscere l'altro.

Capire le motivazioni che portano a provare un sentimento di gelosia è importante, così come comprendere come questo sentimento si esprime, non solo quindi tra esseri umani, ma anche tra i cani.

I segnali di gelosia che mostra il nostro amico a quattro zampe sono piuttosto evidenti: muso cupo o triste, una coda che si muove nervosamente e nei casi più gravi, stress e inappetenza, tutti segnali chiari della sua gelosia. Non si può dire lo stesso per ciò che riguarda l'essere umano, dove la gelosia può essere associata all'invidia o rientrare in una dinamica della coppia ed esprimersi attraverso il controllo, la possessività e in alcuni casi attraverso atti violenti.

Nell’essere umano la gelosia può essere primordiale (quella che può provare un bambino nei confronti dei genitori quando vuole ricevere attenzione) e complessa quando l’emergere del sentimento richiede una capacità cognitiva di riflettere su di sé e sugli altri e, sempre più frequentemente, richiede un triangolo sociale, che nasce nel momento in cui un intruso minaccia una relazione importante. In entrambi i casi, si tratti di gelosia primordiale o complessa, c’è sempre una motivazione per ripristinare la relazione e allontanare l’intruso.

La gelosia non è quindi solo una costruzione sociale. È qualcosa di innato, tanto negli esseri umani, quanto nei nostri fedeli amici a quattro zampe.

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