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Cosa vuol dire fare auto-sorveglianza in caso di contatto stretto? Le regole e la differenza con isolamento e quarantena

Con le nuove regole in vigore dal 31 dicembre 2021 l’obbligo di quarantena è stato sostituito dall’auto-sorveglianza per gli asintomatici vaccinati o guariti che sono entrati in contatto stretto con un positivo: ecco come funziona questa misura e cosa si può fare. Ad esempio, è possibile uscire di casa?
Alessandro Bai 18 Gennaio 2022
* ultima modifica il 18/01/2022

A partire dal 31 dicembre 2021, a causa del rapidissimo aumento dei contagi da Covid-19 dovuto alla variante Omicron, è entrato in vigore il decreto-legge con il quale il Governo ha introdotto il concetto di auto-sorveglianza, che va a sostituire l'obbligo di quarantena previsto in precedenza per chiunque avesse avuto un contatto stretto con un positivo.

Le nuove regole prevedono infatti che chi è vaccinato o guarito dal Covid da meno di 120 giorni, così come chi ha ricevuto la terza dose, non è più obbligato a rimanere in quarantena precauzionale dopo essere stato esposto ad un caso Covid-19.

È probabile però che tu abbia qualche dubbio sulla definizione di auto-sorveglianza, ecco perché ti spiegherò nel dettaglio cosa significa, come funziona e cosa puoi fare se sei sottoposto a questa misura.

Auto-sorveglianza Covid: cos'è e come funziona

Oltre a provocare tantissimi nuovi contagi, la quarta ondata ha avuto un forte impatto anche su chi è entrato in contatto stretto con un positivo. Siccome secondo le norme precedenti le persone costrette a rimanere bloccate in casa sarebbero state troppe, con il decreto-legge del 30 dicembre 2021, in vigore dal giorno successivo, il Governo ha eliminato l'obbligo di quarantena per alcune categorie e lo ha rimpiazzato con l'auto-sorveglianza.

Le persone che hanno avuto un contatto ad alto rischio con un caso probabile o confermato di Covid-19 e hanno già ricevuto la terza dose, oppure sono guarite o hanno completato il ciclo vaccinale primario da meno di 4 mesi, non sono più obbligate a rimanere in casa in attesa di capire se la malattia si presenterà dopo un periodo di incubazione. La misura dell'auto-sorveglianza, infatti, prevede che una persona possa uscire di casa liberamente, che sia per andare al lavoro, al ristorante, a fare sport o fare la spesa al supermercato, a patto però di prestare costante attenzione al proprio stato di salute per almeno 5 giorni dal contatto con un positivo.

Significa in altre parole che durante l'auto-sorveglianza dovrai stare all'erta in modo da accorgerti subito di eventuali disturbi riconducibili al Covid-19, come ad esempio il mal di gola o il raffreddore. In questo caso, dovrai effettuare un tampone molecolare o antigenico alla prima comparsa dei sintomi e, se sei ancora sintomatico, ripetere il test al quinto giorno, dato che proprio dopo 5 giorni secondo il Ministero della Salute terminerà l'obbligo di auto-sorveglianza.

Tieni presente però che le nuove regole prevedono che tu debba comunque indossare la mascherina Ffp2 per 10 giorni dal momento del contatto stretto con un caso Covid-19, senza però doverti sottoporre se continui a risultare asintomatico. Tutte queste misure che ti ho descritto valgono ovviamente anche se convivi con un positivo, che contrariamente a te dovrà restare in isolamento, ovvero rimanere in casa e separarsi il più possibile anche dalle altre persone del nucleo familiare.

Infine, non potrai continuare ad uscire e seguire la semplice auto-sorveglianza se non sei vaccinato o se hai completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni, senza però ricevere la terza dose: in questi due casi, infatti, dovrai osservare una quarantena rispettivamente di 5 e 14 giorni, con un test molecolare o antigenico rapido negativo per ritornare in collettività.

Fonte | Circolare Ministero della Salute

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