Cos’è la sindrome orale allergica? Come gestire l’alimentazione

Nella maggior parte dei casi è un’allergia lieve, ma richiede comunque di adottare degli accorgimenti quando sei a tavola. Scopri cos’è la sindrome orale allergica e come affrontarla con l’alimentazione giusta!
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
28 Novembre 2022 * ultima modifica il 28/11/2022

Hai presente quel proverbio secondo cui “chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti”? A me fa venire in mente una situazione nella mia famiglia. A. è sempre stato un individuo selettivo: sin da bambino non ne ha mai voluto sapere della stragrande maggioranza della frutta e, soprattutto, della verdura; anche ora, da adulto, le mangia solo in rarissimi casi. Il fratello, F., ne mangerebbe invece volentieri di ogni tipo, ma non può. O, meglio, può, ma solo dopo averle cotte, pena un fastidiosissimo prurito a labbra, bocca e gola. Quello con cui hanno a che fare i due fratelli sono due problemi diversi. A. rappresenta il tipico caso di selettività alimentare; lui ha i “denti” e potrebbe mangiare liberamente frutta e verdura, ma non ha alcuna intenzione di farlo. F., invece, è un caso di sindrome orale allergica; lui vorrebbe tanto mangiare frutta e verdura fresche, ma gli mancano i “denti” per farlo, perché glielo impedisce un'allergia.

In parte F. può considerarsi fortunato, perché non è costretto a escludere completamente la frutta e la verdura dalla sua alimentazione. Infatti, come ti dicevo, può mangiarle se sono cotte. È questa una caratteristica tipica della sindrome orale allergica: la cottura del cibo fa la differenza nella comparsa dei sintomi, cosa che non vale nel caso di altre allergie alimentari, per esempio la classica allergia alle arachidi. Ma non solo: questo disturbo di natura allergica si presenta anche con altre peculiarità. Scopriamole!

Sindrome orale allergica

Cos'è

La sindrome orale allergica è una forma di allergia da contatto i cui sintomi si scatenano dopo che bocca e gola sono esposte a frutta o verdura cruda. I suoi sintomi principali sono:

  • prurito
  • gonfiore

nelle zone della gola, della bocca, della lingua, delle labbra e, più in generale, del volto.

In genere i sintomi compaiono subito dopo il consumo di frutta e verdura crude, solo più raramente più di un'ora dopo. E solo raramente sono tanto gravi da rendere difficoltoso deglutire o respirare.

L'altra caratteristica tipica della sindrome orale allergica è il fatto di essere associata a un'allergia ai pollini. Pensa che riguarda tra il 50 e il 75% di chi è allergico alla betulla! In effetti, F. è allergico a diversi pollini. Ma mentre questa sua allergia si manifesta solo nelle stagioni in cui quei pollini sono nell'aria, il suo problema con la frutta e la verdura crude dura tutto l'anno. E questa è la terza caratteristica della sindrome orale allergica: non è un'allergia stagionale.

I rimedi

Come nel caso delle altre allergie alimentari, anche nel caso della sindrome orale allergica il primo rimedio da mettere in atto è evitare i cibi che la scatenano – quindi la frutta e la verdura crude. In realtà, però, in questo caso non si tratta necessariamente di un divieto assoluto. Il livello di cautela da applicare dipende dalla gravità dei sintomi scatenati: se si tratta solo di un prurito lieve, puoi anche cedere al compromesso di sopportare un po' di fastidio per goderti il sapore di quel frutto crudo che tanto ti piace ma che ti scatena questa lieve forma allergica.

Purtroppo F. non può farlo. Fortunatamente né la frutta né la verdura cruda rischiano di farlo soffocare, ma il prurito che gli causano è davvero fastidioso. Per questo si è rassegnato a mangiarle sempre cotte. Perché ricorda: la frutta e la verdura cotte si possono mangiare. La situazione è diversa per A. Perché, sì, anche lui qualche frutto lo mangerebbe, ma probabilmente anche lui ha una forma di sindrome orale allergica e, naturalmente, la frutta che gli fa prudere la bocca è quella che mangerebbe, come le ciliegie.

Perché devi anche sapere che non è detto che prurito e gonfiore siano scatenati da qualunque frutto o qualunque verdura cruda. C'è anche una qualche corrispondenza tra specifiche allergie ai pollini e la frutta e la verdura crude che scatenano la sindrome orale allergica; qui sotto ti faccio proprio un riassunto delle principali corrispondenze note:

  • betulla: mele, albicocche, ciliegie, pesche, pere, prugne, kiwi, carote, sedano, prezzemolo, arachidi, soia, mandorle, nocciole.
  • ambrosia: melone (cantalupo e d'inverno), anguria, banana, cetrioli, zucchine e, fra i tuberi, la patata bianca.
  • artemisia: peperoni, broccoli, cavolo, cavolfiore, bietola, aglio, cipolla, prezzemolo e, fra le spezie, anice, cumino dei prati, coriandolo, finocchio e pepe nero.
  • coda di topo ed erba mazzolina: pesche, anguria, arance, pomodori e, fra i tuberi, la patata bianca.

Può quindi capitare che sia necessario evitare solo certa frutta o certa verdura cruda, che comunque può essere mangiata cotta. Questo è dovuto al fatto che le sostanze che scatenano la reazione allergica si degradano facilmente con la cottura, che le altera rendendole innocue. Questa loro labilità è alla base anche della loro incapacità di scatenare, nella maggior parte dei casi, shock anafilattico: anche qualora entrassero in contatto con bocca e gola di un allergico, in poco tempo verrebbero alterate in modo tale da non riuscire a provocare reazioni più gravi del prurito e del gonfiore.

Infine, in alcuni casi potrebbe essere sufficiente sbucciare l'alimento responsabile della sindrome per poterlo consumare anche crudo. Questo avviene quando la sostanza che scatena la reazione allergica è concentrato soprattutto sulla sua superficie. In generale, dato che la situazione può variare da caso a caso, è sempre bene attenersi alle indicazioni del proprio medico per non rischiare reazioni serie e consultarsi con lui se i sintomi:

  • includono forti fastidi alla gola;
  • peggiorano;
  • sono scatenati anche da frutta e verdura cotta;
  • sono scatenati dalla frutta secca (potrebbe trattarsi di un'allergia più grave in grado di scatenare anche shock anafilattico);
  • si estendono oltre il prurito e il lieve gonfiore a bocca e gola (presentandosi, per esempio, come vomito, orticaria o difficoltà respiratorie).

Esiste un vaccino?

Ufficialmente non esiste un vaccino contro la sindrome orale allergica. Alcuni studi suggeriscono però che i vaccini contro le corrispondenti allergie ai pollini potrebbero aiutare a migliorare anche i suoi sintomi.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.