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31 Marzo 2020
20:25

Divieto di assembramento. Dipende.

Decine di persone, alcune molto vicine ad altre, tutte riunite in una grande stanza. Una scena che non avremmo mai voluto vedere durante la conferenza stampa della presentazione del nuovo ospedale in Fiera a Milano.

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Divieto di assembramento. Dipende.
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Da quasi un mese l'Italia intera è chiusa in casa. Anziani, bambini, famiglie nelle loro 4 mura domestiche ad aspettare che l'emergenza rientri. Dobbiamo fare sacrifici e tenere duro perché prima o poi queste misure porteranno risultati e grazie ad esse sempre meno persone saranno contagiate. E noi lo facciamo, con senso di responsabilità e civiltà.

Ce ne freghiamo del bisogno fisiologico che avremmo di fare due passi, usciamo per portare fuori il cane giusto il tempo di fare la sua veloce pipì, costringiamo tutti i giorni i nostri figli a resistere in casa e facciamo lunghe videochiamate per vedere i nostri genitori. Ci consoliamo all'idea che forse stiamo davvero salvando delle vite umane. E i nostri sforzi prendono un senso.

Divieto di assembramento, ti hanno detto.

Così si chiama l'assoluta impossibilità di incontrarsi con altre persone. E, se proprio devi uscire per necessità o urgenze, devi mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Eppure oggi questo divieto è sembrato non esserci, almeno per alcuni, almeno per un'oretta scarsa, almeno per la Regione Lombardia. E' stata organizzata questa mattina una conferenza stampa per presentare il nuovo ospedale in Fiera a Milano. Un evento trasmesso anche in diretta Facebook sulla pagina ufficiale della Regione.

E dopo le dichiarazioni di rito, i ringraziamenti del caso, un video celebrativo e chi più ne ha più ne metta, arriva. L'immagine che non avresti mai voluto vedere. Né tu, né io e nemmeno i milioni di italiani che con fatica se ne rimangono chiusi nelle loro case centellinando le uscite necessarie.

Decine di persone, alcune molto vicine ad altre, tutte riunite in una stanza. E' vero: hanno mascherine sul volto e guanti sulle mani. Ma questo non basta a rendere quest'immagine meno brutta.

Che bisogno c'era di organizzare un incontro di questo tipo, con così tante persone, in un momento come questo? Certo, là dentro ci sono persone che lavorano, ognuna con un ruolo e un motivo ben preciso per essere presente. Ma erano davvero tutte necessarie?

No, non lo erano. Bastavano una decina di persone in tutto, bastava la diretta Facebook e alcuni giornalisti (anche da remoto) per eventuali domande.

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Le istituzioni devono essere un faro e guidare i cittadini nei giusti comportamenti. Invece quella di oggi è stata una scena che non avremmo mai voluto vedere.

Noi a casa a chiederci quale sia il modo migliore per fare la spesa una sola volta a settimana, per la Regione Lombardia una conferenza stampa in una sala chiusa con solo una mascherina e un paio di guanti a fare da barriera.

Emanare direttive è un dovere delle istituzioni, rappresentare il buon esempio non sempre.

Giornalista di professione, curiosa per passione. Amo scoprire cose nuove, andare al di là delle apparenze e conoscere i fatti in ogni loro sfaccettatura. Credo che il dovere di ogni giornalista sia quello di raccontare il mondo in cui viviamo, mettendo in luce diversi punti di vista e permettere così ai suoi lettori di avere un’idea libera e completa sugli argomenti narrati. Una Laurea triennale in Scienze della Comunicazione e una Specialistica in Scienze e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nel cassetto, nel 2006 ho frequentato la Scuola di Giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. Giornalista professionista dal 2009, lavoro nel mondo dell’informazione digitale da oltre 10 anni. Da sempre interessata ai temi green, all'ambiente e al mondo del benessere e della salute, cerco di migliorare la mia vita grazie a semplici accorgimenti quotidiani. Amo la natura e gli animali, leggo libri e approfondimenti di medicina e wellness, inoltre sono sostenitrice di uno stile di vita sostenibile ed eco-friendly. Credo fermamente che prendendoci cura di noi stessi e dei nostri spazi con impegno, responsabilità e consapevolezza, insieme possiamo lasciare ai nostri figli un mondo migliore.