Due passi tra il borgo di Orta San Giulio e la sua isola: un microcosmo dove il tempo va più piano

Tra la Lombardia e il Piemonte, in provincia di Novara, c’è un piccolo comune di 1300 abitanti che si affaccia sul lago d’Orta. Si tratta di un borgo medievale celebrato anche da scrittori come Gianni Rodari e Umberto Eco e caratterizzato dall’affascinante commistione di diversi stili architettonici. Suggestiva è anche la “sua” isola, dedicata a San Giulio che, secondo la leggenda, la liberò da mostri e draghi terribili.
Rubrica a cura di Kevin Ben Alì Zinati
30 Ottobre 2020

Appena superi il confine tra la Lombardia e il Piemonte, c’è un posto dove il tempo scorre più lento, così piano che sembra fermo, e dove il suono della città è solo un ronzio lontano surclassato dal silenzio dell’acqua e della natura. Prendi carta e penna perché ti do le coordinate per questo piccolo paradiso: si chiama Orta San Giulio, a due passi da Novara.

A specchiarsi nel suggestivo lago d’Orta ci sono un piccolo borgo medievale, Orta appunto, e di fronte ad essa l’isola di San Giulio, di cui forse avrai già letto nel romanzo “C’era una volta il barone Lamberto” di Gianni Rodari oppure nell’opera "Numero Zero" di Umberto Eco.

Il Borgo

Orta San Giulio è un piccolo capolavoro ricco di storia e arte. Passeggiando nelle sue strette viuzze puoi ammirare palazzi signorili che, a seconda di dove guardi, ti trasportano in epoche artistiche diverse: ti giri e di fronte ha un elegante edificio d’arte rinascimentale, volti l’angolo e incappi in uno barocco. Al centro del paese c’è Piazza Motta, una vera e propria finestra affacciata sul lago e sull’Isola.

Una delle caratteristiche di Orta San Giulio è l’isolamento, la pace dal mondo frenetico e caotico che c’è là fuori. Il borgo gode di una posizione strategica e così appartata che, quando il suo primo sistema di fortificazioni è andato distrutto nel 1311, non è più servito costruirne di nuove perché era fondamentalmente isolato da tutto e tutti: nella sua storia Orta San Giulio subì un solo saccheggio, nel 1524.

L’isola

Dando le spalle a Piazza Motta e guardando verso il lago, vedresti una piccola macchia di colore verde e grigio posta al suo centro: è l’isola di San Giulio. La puoi raggiungere in battello o in motoscafo ed è la vera perla del borgo. Non solo per la sua storia particolare, che la vede al centro di una leggenda fatta di mostri, draghi e serpenti. Sembra infatti che un tempo l’isola non fosse altro che uno scoglio abitato da esseri terrificanti, scacciati solo nel 390 quando vi approdò San Giulio. La leggenda vuole anche che il santo venne guidato nella tempesta dal suo bastone e, una volta arrivato sull’isola, vi fondò una chiesa dove poi volle farsi seppellire.

L’isola di San Giulio è un piccolo pezzo di arte e fascino. Una volta messo il primo piede a terra, ti troveresti di fronte a una suggestiva basilica romanica, raggiunta da una breve scalinata. Percorrendola arriveresti anche a una stradina in ciottolo, quasi nascosta: si tratta di un percorso, soprannominato la “via del silenzio e della meditazione”, che circumnaviga l'intera isola immergendoti in un’atmosfera suggestiva fatta di spiritualità e architettura. L’altra particolarità dell’isola è l'Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae: è un affascinante convento di clausura femminile dove le monache, ancora oggi, vivono dedicandosi alla preghiera, allo studio, al restauro di antichi oggetti sacri.

E tutto attorno? Il nulla. L’isola di San Giulio è l’unica escrescenza di terra del Lago d’Orta, e attorno non c’è niente se non acqua, e acqua, e silenzio.

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Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal altro…