E-dock, le briccole di ricarica elettrica per rendere Venezia una città più sostenibile

La start up e-concept sta per lanciare dei pali di ricarica con l’obiettivo di rivoluzionare il trasporto lagunare in ottica smart. Abbiamo sentito due dei fondatori: «Venite a vedere il futuro di Venezia».
Gianluca Cedolin 26 Ottobre 2020

In quarantasei giorni del 2019 la concentrazione di polveri pm10 ha superato il limite giornaliero di 50 μg/m3 nel monitoraggio della centralina Arpav di Rio Novo, uno dei canali principali di Venezia, che collega il centro del Canal Grande a Piazzale Roma. Nella laguna serenissima spesso si respira una brutta aria, perché ok che non ci sono le macchine, ma le barche, la maggior parte con motori vecchi a gasolio, inquinano tantissimo. Da qui, dalla voglia di gettare le basi per una transizione sostenibile della laguna e rendere il capoluogo veneto una guida nel futuro delle smart cities, nasce e-concept, una start-up innovativa nel settore della green economy.

Il fiore all'occhiello della start up, fondata da Claudio Iannelli, Matteo Bartoli e Francesco Pannoli, è e-dock, una briccola (o palina, come anche viene chiamata a Venezia) che permette alle barche elettriche pubbliche e private di ricaricarsi: come una colonnina elettrica, solo che si trova sull'acqua, e dà energia alle barche. L'hanno messa in acqua per la prima volta qualche settimana fa, la stanno testando con un motoscafo elettrico e in questi giorni stanno lanciando una campagna di crowdfunding: per l'occasione abbiamo sentito Claudio e Francesco.

Il team di e–concept: Claudio, Francesco e Matteo.

«La prima cosa che ho fatto quando abbiamo messo in acqua la palina è stata prendere la barca elettrica, andare allo stazione dei taxi (una specie di centrale dei taxi acquei) e dire ai tassisti: Salite a bordo, che vi mostro il futuro di Venezia», racconta Francesco, che ha quasi 30 anni, è veneziano, ha studiato economia e da sempre lavora e vive a contatto con le barche. Le paline e-dock, create con materiali riciclabili al 100% e resistenti all'usura della salsedine, serviranno sia per ormeggiare la barca, legandola come a qualsiasi altro palo di attracco, sia per ricaricare il natante elettrico attraverso l'energia (il più possibile da fonti rinnovabili) erogata dal partner scelto da e-concept, Enel X. I pali saranno piantati sulle rive pubbliche, e attivabili da tutti tramite un'app dallo smartphone, ma uno potrà anche acquistarli a uso personale, per impiantarli nel proprio ormeggio privato e ricaricare la barca ogni volta che non la usa.

Ma con e-dock, la start up vuole dare il La alla rivoluzione dell'intera mobilità lagunare, coinvolgendo quindi anche il trasporto e i servizi pubblici: «I primi a cui abbiamo venduto le paline sono quelli di Veritas, la società pubblica dei rifiuti, che da tempo investe molto nella ricerca e ha già una sua barca elettrica per la raccolta dei rifiuti. La sfida – spiega Claudio, ambientalista, project manager e consulente per le energie rinnovabili e la smart mobility – è quella di installare dei punti di ricarica nei luoghi di sosta di maggior durata e garantire l'esaurimento del ciclo di lavoro tutto in elettrico. Vogliamo dimostrare che oggi l'elettrico è affidabile ed efficiente».

La palina di ricarica e–dock.

Quella di e-concept è un'operazione imprenditoriale bella e pure coraggiosa, perché se è vero che mai come oggi un cambiamento della mobilità è un argomento discusso e cruciale per il futuro, il settore della nautica elettrica, soprattutto in un ambiente come quello veneziano molto ancorato alle tradizioni e restio ai cambiamenti, è davvero indietro. Le barche elettriche a Venezia si contano quasi sulle dita di una mano, ma è proprio per questo che la start up ha voluto accelerare i tempi, nella speranza che, mettendo a disposizione l'infrastruttura, non ci siano più alibi per avviare la transizione: «Ci vuole una spinta dal basso per creare delle condizioni con cui si accelerino le dinamiche politiche per intraprendere questa nuova strada – ammette Claudio -. Abbiamo voluto creare un presupposto grazie a cui l'amministrazione possa (e debba) proseguire nella direzione».

D'altronde, come ribadisce Francesco, «la strada verso la decarbonizzazione è già segnata. Il nostro compito è agevolare e accelerare questa transizione, ma anche aiutare i veneziani a viverla in maniera soft e positiva». Sui costi dell'elettrico, per il momento ancora abbastanza elevati, non ha dubbi il più giovane dei fondatori di e-concept: «È successo lo stesso con i primi telefoni, i primi computer: verranno investiti più soldi e i prezzi si abbasseranno. Servono intanto incentivi forti per velocizzare questo processo». Il futuro di Venezia e della Laguna è silenzioso e sostenibile come una barca elettrica, luminoso come l'elettricità delle paline e-dock ed entusiasmante come la voglia dei tre fondatori di e-concept.