È morto a 104 anni Peppe Ottaviani, l’atleta ultracentenario da cui tutti dovremmo imparare

Sportivo dall’età di 70 anni, Peppe Ottaviani era diventato una vera e propria leggenda collezionando medaglie su medaglie e venendo insignito di primati mondiali e del titolo di Commendatore della Repubblica italiana. Si è spento ieri, all’età di 104 anni, nel suo paese di origine. Ma ciò che ci ha insegnato rimarrà per sempre.
Sara Del Dot 20 luglio 2020

Quando lo avevamo intervistato, alcuni mesi fa, ci aveva parlato dello sport, che per lui ha sempre rappresentato curiosità, vita ma soprattutto gioco. Ed è questo forse il più grande insegnamento che Giuseppe Ottaviani ci ha lasciato. Vivere lo sport non come competizione ma come un’attività che fa bene a corpo, mente e spirito, aiuto reciproco e amore per se stessi e per la propria salute. Anche per questo forse era arrivato a compiere i 104 anni mantenendosi perfettamente lucido e in forze, tanto da continuare a partecipare a competizioni sportive.

Ieri 19 luglio, Peppe Ottaviani, classe 1916, si è spento nel paese in cui era nato oltre un secolo fa, Sant’Ippolito, nel cuore delle marche. Un luogo da cui non si era mai spostato, se non per andare a guadagnarsi gli innumerevoli titoli sportivi che lo hanno visto protagonista di vere e proprie imprese. Titoli che, ricordiamo, ha iniziato a collezionare soltanto a partire dai 70 anni, dopo una vita trascorsa a lavorare come sarto, proprio come sua madre prima di lui e da militare dell’aeronautica durante la seconda guerra mondiale.

Ciò che Peppe ci lascia non ha soltanto il colore oro, argento e bronzo delle medaglie e dei riconoscimenti appesi a decine nel suo salotto. Peppe ci ha dimostrato che non si è mai troppo vecchi per fare ciò che si desidera, per cercare di stare in salute e vivere nel modo migliore e più soddisfacente possibile. Così come ci aveva ripetuto in quella giornata d’ottobre, quando seduto sulla sua poltrona, ha detto “noi, piaccia o non piaccia, siamo dei bambini cresciuti e tutto ciò che facciamo viene dal gioco.” Una visione della vita basata sulla curiosità che, secondo Peppe, è ciò che ci mantiene attivi e può farci fare tutto, spingendoci a superare i nostri limiti per raggiungere la felicità. Perché la vita è bella in sé, ci viene offerta e noi dobbiamo valorizzarla e trarne tutto ciò che possiamo.