È morto Gino Strada, il fondatore di Emergency. “Ignorare la sofferenza è sempre un atto di violenza”, diceva

Gino Strada ci mancherà perché ci veniva a ricordare quanto fosse facile voltarsi dall’altra parte e quanto invece tutto quello che accadeva nel mondo ci riguardasse da vicino. Ha fondato un’organizzazione che è arrivata a curare più di 11 milioni di persone, vittime di violenze e conflitti in ogni angolo del Pianeta. Perché il diritto alla salute non può essere messo in discussione, mai.
Giulia Dallagiovanna 13 Agosto 2021

"Se un qualsiasi essere umano sta in questo momento soffrendo, è malato o ha fame ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di una persona è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi". Diceva questo Gino Strada, fondatore di Emergency, che è morto oggi all'età di 73 anni. Soffriva da tempo di problemi di cuore, eppure questa notizia è giunta inaspettata. Sui social, le sue foto stanno già spuntando ovunque e tantissimi sono i politici, i personaggi famosi o le persone comuni che lo vogliono ricordare. Ma perché? Cos'aveva di così speciale quest'uomo?

Gino Strada era un medico che aveva mosso i primi passi all'ospedale di Rho, alla periferia di Milano, formandosi soprattutto sui trapianti di cuore. E si era poi specializzato in chirurgia cardiopolmonare lavorando in giro per il mondo, dagli Stati Uniti al Sudafrica. Ma in questo suo peregrinare era arrivato fino alle zone dove nessuno voleva andare, lavorando con il Comitato internazionale della Croce Rossa nelle aree di conflitto in Pakistan, Afghanistan, Somalia, Bosnia ed Erzegovina e tante altre.

È alla fine di questa esperienza che nel 1994, assieme alla moglie Teresa Sarti scomparsa qualche anno fa, deciderà di fondare Emergency. L'organizzazione umanitaria è intervenuta in 17 Paesi del mondo e ha curato almeno 11 milioni di persone. Dal 2006 è attiva anche in Italia, con alcuni poliambulatori e unità mobili per raggiungere migranti e chiunque avesse bisogno di assistenza sanitaria. Perché, come lo stesso Strada ricordava: "I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, sennò chiamateli privilegi".

E cosa c'è di più basilare del diritto alla salute? Di ricevere assistenza sanitaria, anche se non hai soldi e mezzi per potertela procurare? E soprattutto quando ti ritrovi vittima di una guerra sulla quale tu non hai avuto nessun potere?

Tra i Paesi dove l'organizzazione è più attiva c'è proprio l'Afghanistan, che in questi giorni sta subendo una riconquista di alcuni territori da parte dei talebani. Gino Strada aveva più volte criticato l'intervento militare degli Stati Uniti nel Paese, che aveva trovato l'adesione dei Paesi della NATO tra cui l'Italia. Al tempo, aveva lanciato una campagna pacifista invitando tutti a indossare o a esporre uno straccio bianco in segno di ripudio alla guerra.

Emergency ha costruito la sua credibilità e la sua autorevolezza proprio grazie a un modo di agire chiaro: offrire cure mediche gratuite a tutte le vittime di conflitti armati e povertà. Negli anni '90 aveva lanciato un'importante campagna per la messa al bando delle mine antiuomo che aveva portato, nel 1997, al trattato internazionale di Ottawa firmato da 162 Paesi, nel quale ci si impegnava per eliminare la produzione di queste armi.

Perché Gino Strada e chi collaborava con Emergency ricordavano a tutti un fatto semplice: la guerra è violenza. Ci sono persone innocenti che perdono la propria casa, vengono ferite in modo grave, muoiono. E no, non è una questione banale. La realtà è che nessuno lo vuole vedere. All'ennesima notizia di bombardamenti in qualche remota area del mondo, cambiamo canale. Quando non possiamo più ignorare i conflitti e la povertà di fronte a barche e gommoni che scaricano sulle nostre coste una marea di uomini spaventati e in fuga, allora ne rimaniamo infastiditi e gridiamo all'invasione.

"Quest'idea imbecille d'una società violenta e rancorosa, che ti spinge a trovare chi sta peggio di te e a dargli la colpa dei tuoi guai. Mai uno di loro che punti il dito su quelli che stanno meglio, eh?", aveva detto in un'intervista al Corriere della Sera.

E questa forse è la ragione per cui Gino Strada ci mancherà di più: ricordarci la realtà delle cose, scardinando tutto quel sistema di giustificazioni che mettiamo in piedi per non sentirci troppo in colpa quando decidiamo di voltarci dall'altra parte.