Ecco come mamma e feto comunicano (tramite cellule) durante la gravidanza

Uno studio condotto alla University di Galveston in Texas ha mostrato come le cellule materne siano in stretta comunicazione con le cellule fetali grazie a delle sostanze chimiche chiamate esosomi. E grazie alla scoperta di questa sorta di linguaggio tra mamma e bambino nei nove mesi di gravidanza, si vuole testare un nuovo approccio nel trattamento delle nascita pretermine.
Gaia Cortese 12 gennaio 2020
* ultima modifica il 12/01/2020

In tutti i nove mesi della gravidanza mamma e bambino comunicano tra loro. A spiegare come avviene questa sorta di comunicazione è uno studio che è stato condotto alla University of Texas Medical Branch di Galveston, e successivamente pubblicato sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology. Non si tratta semplicemente di  cogliere una manina o un piedino che si fa sentire (e vedere) dalla pancia della mamma, ma di una vera e propria comunicazione a livello cellulare.

La comunicazione tra le cellule materne e le cellule fetali, infatti, avviene attraverso gli esosomi, sostanze chimiche che hanno la funzione di rendere possibile questa sorta di "linguaggio cellulare". In passato sono stati già compiuti diversi studi per capire se fosse possibile monitorare in qualche modo e supportare il feto durante la gravidanza: sappiamo infatti già che gli esosomi fetali sono in grado di segnalare al corpo della mamma che gli organi del feto sono completamente maturati e che il bambino è pronto per nascere, ed è da questo momento che viene innescato il travaglio e tutto il processo che porta alla nascita. L'obiettivo è capire come poter prevenire le nascite pretermine, su cui ancora difficilmente si riesce ad intervenire.

Per questi studi sono stati utilizzati topi geneticamente modificati, in modo che determinate proteine esosomiche si illuminino di rosso o verde fluorescente quando i campioni di sangue e tessuto vengono visualizzati al microscopio per distinguere quelli della mamma e quelli del feto. Nello specifico, dallo studio condotto alla University of Texas Medical Branch è stato mostrato come isolare e rintracciare gli esosomi fetali che viaggiano in direzione delle cellule materne sia un utile indicatore della salute e dello sviluppo del feto (e che può essere misurato in campioni di sangue materno); alla stessa maniera, il viaggio di esosomi materni in direzione delle cellule fetali produce cambiamenti funzionali.

“Abbiamo appena ricevuto un contratto triennale per testare un nuovo approccio nel trattamento delle nascita pretermine – ha spiegato soddisfatto il Dottor Ramkumar Menon, autore senior dello studio -. Verificheremo l'utilità di farmaci racchiusi in esosomi che possono potenzialmente attraversare la barriera della placenta, raggiungere il feto e prevenire l'infiammazione fetale, una delle principali cause della nascita pretermine per la quale non esiste attualmente alcun trattamento farmacologico".

Fonte | "797: Exosome contribution to feto-maternal signals that induce preterm labor in mice" pubblicato su American Journal of Obstetrics and Gynecology, a gennaio 2019.

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