Enrico e Tommaso

Enrico e la sua voglia di cambiare la percezione dell’autismo: “Non è una malattia, ma un modo d’essere”

Il progetto Link@ut nasce dalla vicenda personale di Enrico Fantaguzzi, padre di Tommaso, un ragazzo con autismo di 23 anni. Il sogno è di immaginare un mondo senza preconcetti dove si guardi con amore alla diversità, vedendola come qualcosa che può arricchire la nostra vita. Una sfida non semplice e, allo stesso tempo, un grande esempio da seguire.
Emanuele La Veglia 11 Maggio 2021

Il suo viaggio è iniziato quando ha percepito che c’era qualcosa che non andava nello sviluppo di suo figlio Tommaso. Ventidue anni fa Enrico Maria Fantaguzzi ha iniziato a conoscere sempre persone con autismo. E non ce lo racconta come una malattia da sconfiggere, ma come un qualcosa che fa vedere il mondo in modo differente: "Mio figlio è e rimarrà autistico perché è il suo modo di essere" Diamogli subito la parola e scopriamo cos'è Link@ut, il progetto portato avanti da Enrico.

Come inizia la tua storia?

Dopo il diploma al liceo scientifico, mi sono lanciato in una cosa che mi attirava molto, la vendita. Dopo diverse esperienze lavorative e corsi sul marketing ha avuto luogo il percorso più importante: la mia entrata ufficiale nel mondo dell’autismo. Una formazione con effetti strabilianti. Fu incredibile per me capire che la vera difficoltà delle famiglie coinvolte non era "gestire l'autismo" del proprio parente, ma inserirsi insieme a lui nel contesto esterno. La situazione più complessa diventava proprio l'interazione con chi ci circonda.

E come si fa fronte a tutto questo?

Prendendo consapevolezza che è la società da “curare”, per far si che tutti siano liberi esprimere i loro talenti, a testa alta e non da “poverini”. L’autismo non va "assistito" ma chiede inclusione e armonia. Volevo creare qualcosa che facilitasse una "accoglienza consapevole". Ho provato a diffondere l'idea nel mondo del volontariato e, per undici anni, ho presieduto un' associazione di genitori.

Com'è nata Link@aut?

Dalla convinzione che chi sfarfalla le mani o saltella ha dei talenti che lasciano a bocca aperta. Il 75% circa degli italiani conosce almeno una persona con autismo, e ha riscontrato problemi di comunicazione. Da qui la volontà di coinvolgere aziende e fornitori. Oggi Link@ut è una realtà con più di 50 points sul territorio nazionale in grado di fornire servizi alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Enrico

Quali sono le motivazioni che ti spingono nella tua impresa?

La mia battaglia è quella di far confondere nella folla i nostri figli, lottare perché un giorno nessuno più guardi in modo colpevole una persona autistica o la consideri non intelligente. L'autismo non è una malattia ma un diverso modo di processare le informazioni che va compreso per poter abbracciare la grande opportunità che rappresenta per la società.

In che direzione ti muovi ora?

Sempre più verso grandi platee usando qualunque mezzo. Ad esempio da poco più di un anno, abbiamo lanciato la web tv interattiva di Link@ut, un canale di dirette web che periodicamente parla di tutto ciò. Siamo un gruppo molto affiatato che continuamente evolve la sua visione e siamo alla ricerca di chi desideri mettersi in gioco, spogliandosi di ogni pregiudizio.

Credits: Le foto sono state fornite da Enrico Fantaguzzi di Link@ut