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25 Luglio 2019
13:00

Federica Pellegrini, l’araba fenice del nuoto che batte le avversarie e anche le sue stesse ansie

L'abbiamo vista cadere, per poi rialzarsi più forte che mai. E per salire ancora sul podio con una medaglia d'oro, quella appena vinta ai Mondiali di nuoto di Gwangju, in Corea del Sud. Federica Pellegrini è una campionessa straordinaria, ma soprattutto una donna estremamente forte che ha saputo superare momenti particolarmente difficili nella sua vita e carriera di atleta.

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Federica Pellegrini, l’araba fenice del nuoto che batte le avversarie e anche le sue stesse ansie
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Sono diventate sei le medaglie d'oro conquistate dalla Divina ai Mondiali. L’ultima quella vinta nei 200 metri stile libero ai Campionati Mondiali di Gwangju, in Corea del Sud.

Non smette di stupirci Federica Pellegrini, non a torto considerata la più grande nuotatrice italiana. È stata la prima atleta italiana a vincere una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici: c’è riuscita a Pechino nel 2008 nei 200 stile libero. In carriera ha vinto anche quattro titoli mondiali nei 200 e 400 stile libero a Roma e Shanghai. È detentrice del primato mondiale in vasca lunga e vasca corta nei 200 stile libero ed è stata la primatista in vasca lunga nei 400 stile libero dall'agosto 2009 al 10 agosto 2014. E la ricordiamo ancora giovanissima, quando a soli 16 anni si è confermata come la più giovane atleta italiana a salire sul podio, vincendo la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene nel 2004.

Tra pochi giorni Federica compirà 31 anni, ma è ancora la più forte. E non riesce a trattenere le lacrime per una straordinaria vittoria che forse sorprende più lei che noi.

“Non so cosa è successo, devo ancora rendermene conto. Non pensavo fosse possibile: ci ho provato fino alla fine – ha dichiarato Federica Pellegrini al termine dell’impresa – Non so dove ho trovato questa energia, l’ho voluta con la testa. Ora posso dire di essere in pace, questi erano gli ultimi 200 metri della mia carriera”.

Una carriera segnata da alti e bassi, come succede a tanti campioni dello sport. Nel dicembre del 2008 agli Assoluti Invernali di Genova, durante una gara di 800 stile libero smette di nuotare dopo appena 300 metri. Come Federica ha raccontato in un’intervista al settimanale OK Salute, non si trattava di un attacco di panico, ma di un deficit di ossigeno che non la faceva più respirare.

La mente è stata croce e delizia della mia carriera. È stata la forza che mi ha fatto superare momenti difficili, ma a volte è stata lei stessa a causarli. La determinazione mi ha portato ad affrontare tutto quello che mi è accaduto con la sfrontatezza di dire: Supererò anche questo. Io arriverò lì, posso far valere i miei diritti d’atleta senza abbassarmi davanti a nessuno. La paura di non farcela – o addirittura, nei momenti più difficili, la paura di morire in acqua forzando troppo i ritmi – mi ha invece fatto viaggiare per un periodo con il freno a mano tirato, e anche adesso qualche difficoltà nelle gare più lunghe si nota ancora.
(Federica Pellegrini con Matteo Giunta. Il mio stile libero. Nuoto, amore e rock ‘n’ roll, Mondadori)

Dopo i primi soccorsi a bordo vasca, Federica si sottopone a degli esami clinici che le confermano una forma di broncospasmo, ossia un restringimento del 50% dei bronchi, provocato da un’allergia alle muffe presenti nell’acqua della piscina.

Federica risolve il problema utilizzando un broncodilatatore prima di ogni gara o allenamento. Resta però la paura, quella di rivivere le sensazioni provate in quell’occasione. L’ansia blocca Federica per diversi mesi: non è raro che scappi via davanti ai blocchi di partenza. Trova però la forza per reagire e, aiutata dal suo mental coach, si sottopone a sedute di analisi in studio almeno un paio di volte a settimana e a simulazioni di gara in allenamento.

Non è un percorso facile, ma piano piano Federica riesce a controllare l’ansia convincendosi che la paura sia solo una questione di testa, mentre a livello fisico non ha nulla di cui preoccuparsi. La sua determinazione e il suo coraggio nell’affrontare questo periodo buio della sua carriera le permettono di partecipare ai Mondiali di Roma dove l’atleta azzurra conquista l’oro nei 400 stile libero e stabilisce il record del mondo in 3'59″15: Federica Pellegrini è la prima donna nella storia del nuoto a coprire questa distanza in meno di 4 minuti.

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Quell'araba fenice che Federica ha tatuato sul suo collo sembra rappresentarla più che mai. Un'atleta che ha cambiato tecnici e allenatori, che ha dovuto fare i conti con la sua testa per non abbandonare la sua più grande passione. L'abbiamo vista cadere, per poi rialzarsi più forte che mai. È bellissimo rivederla sul podio, con al collo quella medaglia d'oro, su cui forse nessuno avrebbe scommesso.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.