Frattura delle costole: come la puoi riconoscere e cosa fare

La frattura delle coste è la conseguenza dei traumi chiusi del torace, quei traumi che imprimono un forte impatto sulla gabbia toracica tanto da provocare la sua rottura. Possono essere singole e semplici, e hanno un’ottima prognosi, oppure possono essere multiple potendo compromettere gli organi adiacenti.
Dott.ssa Roberta Kayed Medico chirurgo
1 ottobre 2020 * ultima modifica il 14/10/2020

Può capitare nel corso della vita d’incrinarsi o addirittura fratturarsi una costola (anche se sarebbe meglio di no), e può capitare in tutte le età. Di per sé, la frattura costale raramente è grave, ma nei casi più complessi e gravi può compromettere gli organi vicini.

Cos'è

La frattura delle costole è un evento abbastanza comune quando il torace riceve una “brutta botta”. Nei traumi contusivi del torace (detti chiusi o non penetranti), cioè quei traumi acuti in cui i tessuti subiscono un forte impatto, ma non sono lacerati, le costole possono incrinarsi o addirittura rompersi.

Non bisogna per forza buttarsi dalla finestra o fare un incidente in moto per fratturarsi le coste, in alcuni casi anche l’attività sportiva o la caduta dalle scale possono provocare una frattura.

Tuttavia, ad esclusione dei traumi maggiori, cioè quelli più gravi e complessi, raramente le fratture costali sono tanto gravi da compromettere gli altri organi e mettere in pericolo la salute della persona.

Le cause

 Le cause che provocano una o più fratture costali dipendono dall’età della persona, o meglio dalle attività quotidiane che più probabilmente si svolgono a una data età.

Se ci pensiamo, infatti, è più probabile che siano i giovani e i giovani adulti a praticare attività ricreative o sportive (con tutte le eccezioni alla regola ovviamente); mentre si sa che sono gli adulti a guidare la macchina o la moto quando i bambini e le persone anziane stanno più spesso a casa.

Detto questo, diventa più semplice capire le diverse cause di frattura delle costole in base all’età:

  • Nei bambini e nei giovani: attività ricreative, sportive, atletiche. Pensiamo alle pallonate al petto, alle cadute in bici, o agli sport da lancio. Un discorso a parte va fatto per le fratture costali nei bambini che possono essere un campanello d’allarme di traumi non accidentali, cioè inflitti in modo volontario per recare danno di proposito.
  • Negli adulti: incidenti stradali (la causa più comune), ma anche aggressioni e cadute da un’altezza importante o dalle scale, traumi minori ripetuti (ad esempio nelle attività sportive).
  • Negli anziani: cadute a terra per diversi motivi (come inciampare o perdere la coscienza).

Accanto a queste, esistono delle cause patologiche, cioè che derivano da alcune malattie sottostanti già conosciute o meno, che danno segno di sé, tra le altre cose, attraverso la frattura. Un esempio sono le metastasi ossee.

 I sintomi e le complicanze

 Generalmente le fratture delle coste si manifestano con alcuni sintomi e segni, tanto più evidenti quanto più forte è stata la “botta”, o se la persona è di per sé più fragile (pensiamo agli anziani). I sintomi sono:

  • Dolore. Il dolore che aumenta durante l’inspirazione è molto tipico della frattura costale, ancora di più se l’inspirazione è profonda. Questo perché quando prendiamo aria, i polmoni si espandono e possono “toccare” il segmento osseo fratturato. Un altro tipo di dolore è quello che si prova alla palpazione dell’area colpita dal trauma (una sorta di “infilare il dito nella piaga, anche se la piaga non c’è).
  • Gonfiore e lividi nella zona interessata.
  • Difficoltà a respirare (dispnea).
  • Aumento della frequenza respiratoria (tachipnea).
  • Deformità della parete toracica
  • Movimenti respiratori anomali

Inoltre, se la frattura ha compromesso gli organi toracici o addominali, potrebbero essere presenti altri sintomi e segni della lesione corrispondente:

  • Contusione polmonare: il forte colpo subito dal polmone può causare la fuoriuscita di sangue e fluidi dai piccoli vasi sanguigni così come accade in qualsiasi distretto colpito da un trauma. I liquidi si accumuleranno nel tessuto (gli alveoli polmonari) e la normale respirazione sarà compromessa. Questo poiché gli alveoli ripieni di liquido collassano su se stessi e impediscono la respirazione (si parla di atelettasia).
  • Cianosi (la colorazione bluastra della pelle se il polmone non ossigena bene il sangue).
  • Pneumotorace o emotorace: la presenza di aria o sangue all’interno dello spazio pleurico impedisce al polmone di espandersi come dovrebbe potendo anche provocarne il collasso.
  • Lesioni vascolari (come l’aorta).
  • Lesioni degli organi addominali: nei casi di fratture delle coste inferiori è possibile che anche gli organi addominali siano compromessi (come fegato, milza o rene).

Nel bambino

I bambini non hanno delle ossa totalmente formate e menomale, altrimenti non potrebbero mai crescere e aumentare in altezza. Infatti, sappiamo che la crescita perdura per tutta l’età infantile rendendo così le ossa dei bambini più elastiche e in qualche modo più “resistenti” alle fratture.

Per questo motivo i bambini sono più “protetti” dalle fratture costali (e in generale dalle fratture ossee) in seguito ai traumi toracici. Il rovescio della medaglia è che, se le coste sono più elastiche e protette, ciò non è altrettanto vero per gli organi presenti nel torace e nella parte superiore dell’addome. Per questo motivo nei bambini potremmo avere un quadro quasi “opposto” rispetto a quello dell’adulto, cioè l’assenza della frattura ma la presenza delle lesioni degli organi vicini.

Nell'anziano

Le persone anziane, si sa, sono più esposte alle fratture ossee.

A causa della fragilità ossea dovuta all’osteoporosi e alla vulnerabilità che l’età anziana porta inevitabilmente con sé, negli anziani sono più frequenti le fratture ossee e anche le complicanze. Il segmento osseo fratturato, infatti, può lesionare gli organi viscerali a contatto con la gabbia toracica (pensiamo ai polmoni che stringono un rapporto diretto con le coste). Si possono avere quindi problemi respiratori, cardiaci e vascolari più di frequente.

La diagnosi

Per la diagnosi è molto importante indagare la storia personale e il meccanismo d’azione del sospetto trauma toracico. La diagnosi è, infatti, basata sulla clinica, ed è poi confermata con la radiografia del torace (la lastra). In alcuni casi si possono richiedere altri esami di accertamento.

  • Clinica. In base all’età e alle caratteristiche della persona e soprattutto grazie al racconto dell’accaduto, il medico può indirizzare la diagnosi e farsi un’idea su quale sia il motivo del dolore o delle difficoltà a respirare.
  • Esami radiologici. La radiografia costale o del torace (lastra) è l’esame che viene richiesto subito nel sospetto di frattura. Può evidenziare i segni radiologici della frattura e le eventuali complicanze. Ricordiamo che in alcuni casi, anche se la frattura è presente, la lastra potrà non “vederla”. Nei casi dubbi, la TAC torace o dell’addome può vedere le fratture che sono sfuggite alla lastra. Inoltre può definire meglio le lesioni associate grazie appunto alla sua capacità di vedere meglio gli organi. L’ecografia è utile per verificare le lesioni degli organi addominali e per identificare le raccolte di sangue.
  • Esami di laboratorio. Si richiedono per i casi più complessi, nei quali si sospettino delle ripercussioni sugli organi, ad esempio si può richiedere il prelievo di sangue arterioso per misurare l’ossigeno disciolto nel sangue (che può diminuire se il polmone soffre).
  • Angiografia. Lo studio dei grossi vasi si rende necessario quando sono fratturate le prime coste poiché sono quelle a contatto con l’aorta e i suoi rami.

La cura

 La cura della frattura delle costole dipende da situazione a situazione e, come è facile capire, l’approccio sarà diverso in base a:

  • Caratteristiche personali
  • Età
  • Entità del trauma
  • Problemi di salute associati

Per quanto riguarda il trattamento delle fratture, la terapia si avvale di:

  • Controllo del dolore: ghiaccio e farmaci antiinfiammatori o analgesici secondo l’intensità del dolore.
  • Riposo: è importante evitare gli sforzi fisici e, a maggior ragione, l’attività sportiva. Il riposo permette all’osso di guarire.
  • Controllo dell’evoluzione e delle complicanze a lungo termine: se indicato dal medico.
  • Osservazione in ambiente ospedaliero. Non tutte le fratture richiedono l’ospedalizzazione, ma in alcuni casi, come nei pazienti a rischio di complicanze, con malattie diverse o nei pazienti anziani, può essere indicato un periodo di osservazione.
  • Chirurgia: in caso di fratture che possono beneficiare dell’intervento chirurgico di riduzione.

La prognosi

 La prognosi delle fratture dipende da molte variabili come:

  • Entità del trauma
  • Numero di coste colpite
  • Eventuali complicanze e compromissione degli organi adiacenti

Se parliamo di fratture semplici, la prognosi è molto buona: con il riposo e con tanta pazienza, il tempo di guarigione delle fratture semplici è infatti di circa 1-2 mesi.

Nelle altre condizioni, i tempi di guarigione ovviamente saranno più lunghi in base al decorso delle complicanze associate.

La prevenzione

 Parlare di prevenzione delle fratture, non solo di quelle costali, significa parlare di prevenzione dei traumi, da quelli minori come la pallonata durante la partita di calcetto, a quelli maggiori in seguito agli incidenti stradali. È intuitivo capire quali siano i comportamenti a rischio e quali no.

Un discorso a parte è rivolto alle fasce d’età estreme: i bambini e gli anziani.

Nei bambini con fratture costali è importante indagare il meccanismo sottostante poiché abbiamo già sottolineato come le fratture possano essere un campanello d’allarme di maltrattamenti fisici se causate da traumi non accidentali.

Per gli anziani, la prevenzione delle fratture si basa su:

  • Attività fisica adeguata: quando diciamo "guarda dove metti i piedi". Gli esercizi mirati per rafforzare la coordinazione nello spazio permettono di "mappare" l'ambiente circostante e diminuire così le probabilità di inciampare o cadere. La contrazione moderata dei muscoli inoltre, sollecita quanto basta le ossa a cui sono attaccati, favorendo la formazione di osso e prevenendo l'osteoporosi.
  • Stile di vita sano: basato sulla cessazione del fumo (fattore di rischio per molte malattie), alimentazione adeguata e attività fisica. Questi accorgimenti sono utili per la prevenzione dell’osteoporosi e quindi delle fratture associate.

Fonti| MedscapeHumanitas

Medico-Chirurgo, specializzanda in Psicoterapia, lavora da diversi anni negli ambulatori di Medicina Generale. Insieme alla pratica clinica quotidiana e alla specializzazione, altro…
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