Giuseppe Ottaviani, campione di atletica a 103 anni: “Lo sport è gioco, curiosità, vita”

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Atleta a 103 anni, decine di medaglie, 8 titoli mondiali e ancora tanto da dare al mondo sportivo e alla vita. Giuseppe Ottaviani, marchigiano, classe 1916 da vent’anni colleziona riconoscimenti sportivi. Il suo segreto? Prendere lo sport come un gioco e non come competizione, amare la vita ed essere curioso.

Una vita a lavorare come sarto, proprio come sua madre prima di lui. Poi, a 70 anni la pensione. Ed è allora che nella vita di Giuseppe Ottaviani lo sport inizia a ricoprire una fetta sempre maggiore di tempo. Fino ad arrivare al titolo di campione mondiale, e oltre.

Giuseppe ha 103 anni e tre volte a settimana si allena. Il resto del tempo lo trascorre in compagnia della famiglia o in paese con i suoi amici. Sulle pareti del salotto, nella sua casa a Sant’Ippolito, un paesino delle Marche, decine e decine di premi, riconoscimenti e medaglie. Quante sono? “Non lo so, non le ho contate” risponde.

Perché per Giuseppe, la cosa veramente importante è ciò che può ancora fare, ciò che è ancora in grado di dare. Nonostante la sua età, che non è in alcun modo un ostacolo. Anzi, mantiene viva la sua curiosità, lo stesso motore che lo ha spinto a fare sport.

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“L’attività fisica, quella che faccio io, dà salute, dà curiosità che è molto importante, perché se non sei curiosa ti metti in un angolo e stai a guardare.”

Nato il 20 maggio del 1916, sarto, militare nell’areonautica durante la seconda guerra mondiale, Peppe è sposato con Alba, ha tre figli e a partire dal 1999 ha collezionato decine di riconoscimenti sportivi in ben undici discipline. La sua specialità è il salto triplo, di cui ha ottenuto l’oro mondiale per la categoria master, diventando il primo e l’unico al mondo ad aver raggiunto tale risultato.

La storia di Peppe e il suo impegno in ambito sportivo gli hanno valso anche altre soddisfazioni, come l’invito come ospite al Festival di Sanremo nel 2016 e Commendatore della Repubblica per alti meriti sportivi. Anche se per lui, lo sport è sempre stato e tuttora rimane un modo per non annoiarsi, per stare in salute, per trascorrere del tempo in compagnia e divertirsi.

“C’è chi fa di più e chi fa di meno, chi è più contento e chi è meno contento, chi ritorna e chi non ritorna. È un gioco, bisogna prenderlo come gioco. Se non lo prendi come un gioco è meglio che non ci vai.”

Perché, dopo oltre 100 anni di vita ed esperienze e una costante voglia di superare i propri limiti, Peppe sa che preoccuparsi non ha senso. Perché la vita è bella per tutti, ma è importante saper cogliere le occasioni che offre e non smettere mai di aver voglia di imparare.

“Non bisogna mai preoccuparsi per il domani. Domani è un giorno qualsiasi come oggi. Puoi fare o non fare. Almeno io la vedo così. La vita è bella in sé. Bella in quanto viene offerta, senza che ti costi niente. O per lo meno chi te la offre non chiede soldi.”

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.