Il 2021 è stato l’anno della mobilità green in Italia? Bene, ma non benissimo. Il rapporto MobilitAria 2022 segnala ancora troppe emissioni

Bici e monopattini sono stati i protagonisti del 2021. Ma non abbiamo ancora abbastanza per ridurre l’inquinamento delle nostre città. Lo rivela il rapporto MobilitAria del 2022, che mette in relazione la presenza di polveri inquinanti nell’atmosfera e la viabilità delle metropoli analizzate.
Francesco Castagna 10 Maggio 2022

Il 2021, come avrai potuto vedere, è stato l’anno dei monopattini e delle biciclette. Un po’ perché l’emergenza sanitaria ha allontanato le persone dai mezzi pubblici, ma anche perché finalmente qualcosa si muove sul fronte della mobilità dolce. Forse anche tu, come tanti altri, ti sarai convinto che rispettare l’ambiente è una decisione che parte dal singolo.

Eppure c’è ancora qualcosa che non va: “Siete intelligenti, ma non vi applicate” ci direbbe il nostro Pianeta se potesse parlare. E in effetti può, perché i suoi messaggi sono visibili a tutti. L'aria è ancora troppo inquinata, lo segnala il Rapporto MobilitAria 2022 dell’organizzazione non-profit Kyoto Club in collaborazione con l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche e Isfort per la campagna europea Clean Cities. L’indagine sulla situazione del 2021 ha analizzato la qualità dell’aria e la mobilità di 14 metropoli italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia.

L'analisi mostra come i gas serra emessi nei trasporti siano cresciuti di circa il 4% in 30 anni

Sapevi che mentre svolgi le tue attività quotidiane c’è qualcuno che analizza la qualità dell’aria e le relative emissioni di gas serra delle città metropolitane? Uno di questi centri di studi è l’ISPRA, ma ne esistono altri. L’ISPRA in questo caso ha fornito il database dei dati riguardati le emissioni di NOX (ossidi di azoto) e PM10 (particelle di diametro di circa 10 µm che rimangono a lungo tempo nell'atmosfera) nell’arco di tempo che va dal 1990 al 2019.

Come forse già sai, queste polveri rimangono per lungo tempo disperse nell’atmosfera e possono essere trasportate in luoghi molto lontani rispetto a quelli in cui sono stati prodotte. Essendo di natura chimica molto variabile, sono in grado di entrare nel corpo umano tramite le vie respiratorie, con effetti negativi sulla salute.

Secondo il report MobilitAria 2022, il 2021 è uno degli anni in cui è stata maggiormente promossa la mobilità sostenibile, infatti:

  • Piste ciclabili: nel 2021 diverse metropoli hanno aumentato la loro rete di piste ciclabili. Ecco alcuni esempi: +69 km per Roma, +29km per Genova, +17km Torino, +12km Torino, +12km Bologna, e per finire +11km per Cagliari.
  • Monopattini: se vivi in una di queste città ti sarai accorto che in pochi mesi si sono riempite di mezzi per la micro-mobilità elettrica: i monopattini. Catania e Palermo sono state tra le ultime città a fornirsi di questi mezzi, ora finalmente anche i cittadini delle due metropoli siciliane potranno usufruirne.
  • Mezzi pubblici: alcune città sono riuscite a aumentare i mezzi pubblici anche grazie ai fondi del Ministero dei Trasporti. Tra le città virtuose ci sono Milano, che ha aumentato la flotta di 1500 mezzi, Torino di mille e Bari di 500.
  • Bike Sharing: la città delle bici, contrariamente da quanto si possa pensare, è Milano. Il capoluogo lombardo ha portato la sua flotta a 17mila bici, ma anche Roma ha a disposizione 9700 bici, seguono Torino con 5300, Firenze con 4000 e Bologna con 2500.
  • Car Sharing: “Alla romana” non è solo un modo di dire, infatti è la capitale la città dove le macchine in sharing vengono utilizzate di più (2153), a seguire Milano (2118) e Torino (880). Mentre i milanesi preferiscono lo scooter, Milano infatti è al primo posto per questo tipo di mobilità condivisa con 4352 mezzi, seguita dalla Capitale con 3400.

Il rapporto si differenzia dai precedenti perché per la prima volta ci sono i dati delle emissioni di gas serra delle metropoli prese in considerazione. L'analisi mostra come i gas serra emessi nei trasporti siano cresciuti di circa il 4% in 30 anni, e che sono ancora troppe le emissioni derivanti dalle automobili rispetto a quelle dei mezzi pubblici (due/terzi). Inoltre, stando alle informazioni del report, è utile sottolineare tre riflessioni importanti dello studio:

  • Delle metropoli prese in considerazione, diverse superano annualmente con costanza più di 35 volte il limite giornaliero del PM10
  • Le auto a gasolio sono in diminuzione, mentre crescono le macchine elettriche e ibride
  • Il CNR-IIA ha evidenziato una significativa distanza delle concentrazioni attuali con i valori raccomandati dall’OMS. Stando ai dati, nessuna metropoli è in linea con i parametri dell’OMS.

Alcuni dati sulla mobilità sono rassicuranti, altri che riguardano le concentrazioni non lo sono affatto. C'è da fare di più, e lo riconosce anche Anna Donati, di "Mobilità sostenibile" (Kyoto Club): "Dal Rapporto emerge con chiarezza il peso negativo del traffico veicolare per le emissioni inquinanti e di gas serra e vengono sottolineare le criticità del nostro sistema di mobilità urbana, con la debolezza cronica del trasporto collettivo e della mobilità attiva. Significativi investimenti sono in arrivo da PNRR e dal Bilancio ma mancano ancora 5 miliardi da destinare alle reti tramviarie e metropolitane per le città, almeno 1,2 miliardi da destinare alla mobilità ciclabile, ed 1 miliardo/anno aggiuntivo per i servizi di trasporto collettivo, se vogliamo accelerare la svolta verso la cittàsostenibile, attuare i PUMS ed arrivare a città carbon neutral al 2030”.