Il coronavirus, lo smart working e le mamme che lavorano il doppio

Chiedimi se sono felice in smart working in quarantena (se ne hai il coraggio).
Gaia Cortese 25 marzo 2020

La mattina non c’è più la sveglia delle 7, perché tanto non si va più a scuola e neppure in ufficio. C’è però il cane che scodinzolante viene a svegliarmi, per quanto finora sia abbastanza noncurante della situazione, tanto tre o quattro volte al giorno la sua passeggiatina sotto casa la fa. Da oggi però hanno chiuso le aree cani: magari finalmente capisce che il virus può sconvolgere anche le sue abitudini.

Poi la colazione, mi lavo, mi vesto e accendo il pc. Sì perché prima di collegarmi per lavoro con gli altri colleghi della redazione, devo scaricare i compiti assegnati alla quasi undicenne di casa, al quinto e ultimo anno delle elementari: ripassare le classi sociali degli antichi romani e rispondere alle domande, svolgere gli esercizi sulle frazioni e sui poligoni regolari, fare l'autocorrezione dei compiti svolti settimana scorsa e così via. Leggi, scarica, fotocopia e poi svegliala, altrimenti finisce che pensa davvero di essere in vacanza (lei, non certo io).

Nel frattempo si è svegliato anche il treenne, lui che da poco aveva finito l’inserimento alla scuola materna. Avevamo finalmente tolto il pannolino, puntavo già all'autonomia, alla socializzazione in classe, alle prime feste di compleanno con tanto di rotelle alla liquirizia e marshmallow. E invece… Fortuna che ho casa un marito con partita iva, che "giustamente" in questo periodo non lavora e che per forza di cose, deve sostituire la baby-sitter rimasta a casa (sua).

Lavoro in smart working. Lo facevo anche prima, ma senza figli, cosa che cambia radicalmente le cose. Ora devo scrivere i miei articoli, tra i capricci del più piccolo e i compiti della grande, tra le lamentele (abbastanza comprensibili) delle altre mamme in chat che non stanno dietro ai compiti dei figli e una vaga idea di quello che dovrebbe essere tenere pulita una casa dove vivono quattro persone (a cui si aggiunge il cane noncurante del virus).

Secondo una ricerca riportata su Ansa, oltre il 60 per cento delle donne che lavora in smart working ha espresso sentimenti “positivi e di rinnovamento” per l’attuale situazione professionale (no, non possono avere figli…), mentre il restante 40 per cento vive questo periodo con “ansia, rabbia e confusione”.

Io faccio parte della seconda categoria.

E non mi si venga a dire che ci si abitua a lavorare bene anche con i figli che scorrazzano e gridano per casa, perché anche in ufficio si finisce per lamentarsi di chi alza troppo il tono della voce alla macchinetta del caffé. Altrimenti lavoreremmo tutti anche in mezzo ad un cantiere edile. Suvvia.

Ecco perché caro virus, sono una mamma che ti chiede di "smammare" al più presto. Fammi tornare appena ti è possibile allo smart working in solitudine, in compagnia solo del mio cane. Sarò felicissima di tornare a prendere i bambini a scuola dopo le quattro del pomeriggio. In cambio ti prometto che continueremo a lavarci le mani cantando due volte di seguito Happy Birthday, ci saremo ormai abituati a fare una sola spesa settimanale e ci dedicheremo ancora al giardinaggio estremo sui nostri balconi.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti altro…