Il libro Ohga di agosto: Storie della buonanotte per bambine ribelli

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Metti da parte streghe e principesse prigioniere in torri altissime e racconta a tua figlia le vite di grandi scienziate, artiste, atlete da record. Nessun intervento di un principe azzurro, ma dame che se la cavano benissimo da sole e che credono nel loro sogno, fino al punto da realizzarlo veramente.

Niente principesse che aspettano di essere salvate da un principe azzurro. Nessun abito sfavillante, ma attrezzi sportivi o strumenti da laboratorio. Le nuove figure di riferimento delle tue figlie potrebbero essere loro: Rita Levi Montalcini, Frida Kahlo, Malala Yousafzai, Serena Williams, Margherita Hack. E tante altre le cui vite sono tutte racchiuse in Storie della buonanotte per bambine ribelli, il libro che Ohga ti consiglia per le serate estive da trascorrere assieme a tutta la famiglia.

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Perché, diciamocelo, farsi crescere una treccia lunghissima nell'attesa che il nostro amato ci si possa arrampicare e ci possa portare via dalla torre è una noia mortale. Molto meglio cercare di cavarcela da sole, dal momento che siamo perfettamente in grado di farlo. Ed è proprio questo nuovo messaggio che dovresti trasmettere alle tue figlie, ma anche ai maschietti, per aiutarle a crescere con una nuova e diversa idea di donna.

Un piccolo passo per cambiare prospettiva, verso una società diversa

Insomma, un libro per capire cosa vorrebbero davvero diventare da grandi e per stimolarle a seguire i loro sogni, al di là di tutti gli ostacoli che potrebbero incontrare. E spesso, proprio in quanto donne. Protagoniste diverse dal solito ed esistite veramente, per ispirarsi a chi c'è riuscita sul serio e non solo a eroine immaginarie, inserite in storie surreali che nella realtà non potrebbero mai reggere.

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Un piccolo passo per cambiare prospettiva, cambiare il nostro modo di pensare e contribuire quindi a creare una cultura e una società diversa. Quella in cui nessuno dirà mai a tua figlia "devi scegliere, o i figli o la carriera".

Sono Laureata in Lingue e letterature straniere e ho frequentato la Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. Mi occupo principalmente di medicina e ricerca, salute, tematiche sociali, ambiente e sostenibilità. Mi piace trovare spazi verdi nelle città e non mi arrendo all’idea che abitare in zone metropolitane significhi per forza maggiore stress, aria inquinata e frutta e verdura senza sapore. Cerco anche, per quanto possibile, di sfatare i falsi miti su cibo e principi nutritivi, perché quelle che ci suggeriscono le mode non sono necessariamente le scelte più salutari che possiamo fare.