Il retrorunner Alberto Venturelli corre la mezza sul balcone di casa: “Dieci euro in beneficenza per ogni chilometro fatto”

Si è messo a correre all’indietro (ma è la sua specialità) sul balcone di casa, non sicuro di quanti chilometri avrebbe fatto. Ne ha fatti 21 e 97 metri), perché sapeva di farlo per una buona causa: donare una somma di denaro in aiuto a chi è impegnato in prima linea combattere contro il Covid-19.
Gaia Cortese 6 aprile 2020

Ha corso la distanza di una mezza maratona (21 km e 97 metri) in 1h 59’ 30’’ sul balcone di casa sua. E lo ha fatto correndo al’indietro. E l’aspetto più bello di queta impresa è che lo scopo era quello di devolvere 10 euro per ogni chilometro percorso, ai medici e agli infermieri che stanno combattendo in prima linea contro il Covid-19.

Lui è Alberto Venturelli, 35 anni, e vive a Zola Predosa, in provincia di Bologna. Ha studiato ragioneria (e sicuramente in questa impresa gli è tornato utile), ma è soprattutto vicecampione mondiale di retrorunning (5 medaglie vinte nei vari campionati del mondo e nove volte campione italiano).

Perché hai iniziato a correre all’indietro?

Sono di Zola Predosa, ma corro per il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco di Arezzo e Asd Massimo Covani. Sono stato sempre nel mondo dello sport: cinquant’anni fa mio padre ha fondato una palestra di arti marziali dove mi allenavo anche io, poi sono passato alla pallavolo e da 23 anni faccio anche tiro con l’arco.

Alcuni anni fa un mio caro amico, Francesco, mi ha spinto a seguirlo in quella che era la sua specialità atletica, il retrorunning, così ho voluto provare anch'io. Si tratta di una vera e propria disciplina sportiva, con tanto di campionati mondiali, ma anche gare per principianti. Proprio una gara per neofiti è stata l’occasione per appassionarmi al retrorunning. Mi sono divertito tantissimo. Oltretutto, per me è stata un’opportunità per rinascere fisicamente: da che ero in sovrappeso, ho perso 18 kg in un anno e da quando ho iniziato 30 kg.

Il retrorunning è infatti uno sport che ti permette di bruciare molte calorie, ma non solo. Preserva le ginocchia e le caviglie perché il peso viene scaricato all’esterno. È ottimo per la postura e, a livello cardiovascolare, porta molti benefici. Ho iniziato a praticare con costanza questo sport e ho vinto la prima gara nel 2015.

Così hai deciso di correre una mezza sul balcone di casa…

In realtà, non avevo l’idea di correre la mezza maratona. Qualche giorno fa non riuscivo a prendere sonno e quando succede, di solito mi vengono le idee più disparate. Ho iniziato a chiedermi cosa potessi fare per tutte quelle persone che sono occupate in prima linea per salvare le vite di chi è stato infettato dal coronavirus. Mi sono chiesto se potessi “impiegare” ciò che mi viene meglio per fare del bene. Così ho deciso di correre e di devolvere in beneficenza 10 euro per ogni chilometro che avrei fatto.

E come è andata?

Direi bene. Ieri sono partito e dei primi 5 km non me ne sono neppure accorto. A 10 km stavo facendo anche un buon tempo, così ho continuato. Questo mi ha spronato e ho iniziato a pensare che dovevo arrivare a correre almeno 15 km. Insomma, sono arrivato a coprire la distanza di 21 km e, verso la fine, ho avuto anche il coraggio di accelerare per stare sotto le due ore. Mi sono anche fatto la diretta da solo perché mia moglie stava mettendo a dormire il bambino, ma molta gente mi seguiva su Facebook.

Come hai fatto a correre 21 km su un balcone?

Fortunatamente ho un balcone lungo una decina di metri, 10,3 metri per la precisione. Ho fatto più di duemila giri e mi sono anche divertito. Il balcone è un ottimo allenamento.

A conti fatti, adesso hai un certa somma da devolvere in beneficenza. A chi la destinerai?

Si, sono 210 euro che cercherò di arrotondare in eccesso. Ho una cara amica che lavora in prima linea, ci sentiamo al telefono e mi racconta le cose che succedono in corsia. Stanno facendo davvero tantissimo. Così farò in modo che una parte della somma vada a un ente che la destinerà ai reparti Covid degli ospedali bolognesi e una parte sarà destinata a un progetto del comune di Zola Predosa che si occupa di fornire dispositivi a chi è in prima linea.

Quale consiglio daresti a chi ha smesso di praticare sport in questa emergenza?

Io parto dall'idea che lo sport mi ha fatto rinascere. È importante credere sempre in se stessi e nei propri mezzi, lasciando i commenti agli altri. Adesso purtroppo di tempo ce n'è abbastanza e visto che lo sport è fondamentale, un po' di sano movimento non può che fare bene, anche perché alza le difese immunitarie. Così, se siamo anche attaccati da un virus, non particolarmente leggero come questo, possiamo avere maggiori possibilità di combatterlo. È fondamentale tenersi vivi, anche attraverso lo sport, perché ti permette di staccare un po’ il cervello. Lo sport fatto in casa fa molto bene da un punto di vista psicologico, contrasta la depressione e non ti lascia davanti alla televisione a non fare niente.