Infezione da anisakis: come evitare di ammalarsi con il pesce crudo

Mangiare pesce crudo purtroppo ha i suoi rischi come contrarre l’Infezione da Anisakis. Impariamo a riconoscerla e a capire come evitarla.
Valentina Danesi 5 Giugno 2023
* ultima modifica il 05/07/2023

L'anisakidosi o anisakiasi è un'infezione parassitaria del tratto gastrointestinale e che viene contratta nel momento in cui ci cibiamo di pesce crudo o non sufficientemente cotto contenente le larve di parassiti (chiamati nematodi).

I primissimi incubatori di questo parassita sono: balene, foche, delfini. Poi quelli che di solito mangiamo e che ci portano il problama sono:

  • molluschi
  • pesce sciabola
  • pesce azzurro
  • merluzzo
  • aringa
  • suro
  • tonno
  • spratto
  • rana pescatrice
  • pesce spada
  • spigola
  • salmone.

Come vedi sono tanti ma devi anche sapere che non è trasmissibile da uomo a uomo.

Come riconoscere Anisakis e quali sono le sue caratteristiche

Ecco le tipologie e il ciclo biologico:

  • Anisakis simplex
  • Anisakis physeteris
  • Pseudoterranova
  • Contracaecum
  • Phocascaris.

Lo si può riconoscere dai sintomi e dagli esami di laboratorio.

Sintomi dell’Anisakis

Una volta ingerite, talvolta le larve muoiono. Il problema è quando, da vive, invadono la mucosa dello stomaco (gastrica) o dell'intestino causando la anisakidosi gastrointestinale. I sintomi principali sono:

  • nausea
  • vomito
  • dolore alla “bocca dello stomaco” (epigastrici)
  • febbre
  • diarrea
  • emorragie nel caso le larve buchino la mucosa intestinale.

Come si diagnostica l’Anisakis

Non è facile da diagnosticare perché, come avrai visto, i sintomi sono tipici di tante altre patologie. Ma, anamnesi approfondita a parte che è molto importante perché può già dare una prima risposta sulla causa, ecco quali sono altri test da fare:

  • esame endoscopico (egds : esofago-gastro-duodeno-scopia)
  • prick test
  • ImmunoCAP (molto utile per rivelare la presenza di immunoglobuline di classe E (IgE) specifiche per gli anisakidi in assenza di IgE specifiche verso il pesce consumato).

Come eliminare l'Anisakis dal corpo 

Si usano spesso farmaci antiparassitari come l’albendazolo, ma nel caso di diversa scelta o mancato funzionamento nel soggetto. Tuttavia, in casi gravi, per esempio nell'ostruzione intestinale, nell'appendicite o nella peritonite, è necessario ricorrere all'intervento chirurgico. La rimozione delle larve di Anisakis può avvenire sia attraverso l'intervento chirurgico, sia per via endoscopica. Di solito dove possibile, si preferisce rimuovere i parassiti attraverso quest'ultimo metodo di asportazione.

Come prevenire l'Anisakis

Prendendolo dal cibo è chiaro che è possibile prevenirlo seguendo alcune norme igieniche che tu o i ristoranti dove vai a mangiare il pesce crudo (cottura o congelamento) dovete seguire scrupolosamente:

  • togliere le viscere dal pesce prima possibile
  • assicurarsi che il pesce sia congelato a meno 18 gradi (-18°) per almeno 96 ore
  • cuocere il pesce a una temperatura superiore ai 60°C per almeno 10 minuti
  • mettere pesce in abbattitore ossia portare l'alimento a temperature tra i -20 e – 40°C molto velocemente per un tempo variabile dalle poche ore fino a più giorni. Solo con questa procedura si distruggono le larve.

L'infezione da anisakis può scatenare allergie?

I sintomi della presenza dell’Anisakis possono anche essere delle esternazioni allergiche:

  • ponfi sulla pelle
  • forte prurito
  • congiuntivite
  • shock anafilattico
  • asma
  • dermatite da contatto.

Fonte|ISS 

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