“Io non sono la sclerosi multipla”: l’urlo di Antonella Ferrari illumina il Festival di Sanremo e scuote l’Italia

L’attrice milanese è stata tra le protagoniste della terza serata del Festival della Canzone Italiana 2021. In un monologo forte, intenso e coraggioso ha raccontato la sua storia con la malattia: dalla paura e lo smarrimento passando per i sorrisi, per arrivare fino alla consapevolezza che non c’è identificazione tra la sua patologia e la sua identità.
Kevin Ben Alì Zinati 5 Marzo 2021

La consapevolezza è identità, e quando hai ben chiaro chi sei e qual è il tuo posto nel mondo, sei libero.

Che cosa stese capitando al suo corpo, Antonella Ferrari se l’è chiesto sempre, ogni giorno, si interroga fin da quando ha dovuto rinunciare al sogno di fare la ballerina e “ripiegare” sulla recitazione.

Ieri, nella terza serata del 71esimo Festival di Sanremo, l’ha ribadito ancora. Anzi, nel silenzio dell’Ariston vuoto l’ha urlato per tre volte: voglio sapere che cos’ho, voglio sapere che cos’ho, voglio sapere che cos’ho”.

Oggi Antonella è libera perché sa, è consapevole: “Io non sono la sclerosi multipla, io sono Antonella Ferrari”.

Per questo da oggi potrà ricominciare a camminare in mezzo alla gente senza timore. “Da oggi potrò smettere di avere paura della paura, sarò semplicemente io, in cammino, luminosa anche quando sarà buio.

La vera e fortissima storia di Antonella Ferrari, attrice milanese classe 1970, ha calamitato occhi, orecchie e ascolti nella serata sanremese dedicata ai duetti e alle cover. Antonella ha raccontato all’Italia il viaggio che l'ha portata alla scoperta della sua malattia, attraverso la convivenza con sintomi sconosciuti e inspiegabili, visite mediche, analisi e cartelle cliniche.

I pochi minuti che hanno illuminato il Festival (li puoi rivedere qui) vengono dallo spettacolo teatrale in cui Antonella ha trasformato il suo libro autobiografico «Più forte del destino». Pagine di inchiostro che, negli ultimi cinque anni, sono finite sui palchi del nostro Paese diventando una pièce intensa e coraggiosa.

Un racconto di paura e smarrimento ma anche di tanti sorrisi e consapevolezza, gli alleati che l’hanno accompagnata nel lungo processo di non identificazione con la malattia.

“Il mio spettacolo è autobiografico e voi avete ascoltato una parte drammatica ma si ride anche molto. La malattia non deve essere protagonista” ha detto Antonella lasciando il palco, vestita di rosso e appoggiata a una stampella.

Scesa dall’Ariston, i suoi riflettori non si spegneranno. Appena si potrà risalirà su un altro palco. Non poteva certo lasciare che la sclerosi multipla le rubasse la scena.