Juegaterapia, quando il gioco aiuta i bambini a sorridere anche davanti a un tumore

Una stanza d’ospedale trasformata in una stazione spaziale, giardini con fiori, piante ed enormi funghi costruiti sul tetto della struttura ospedaliera. La Fondazione Juegaterapia ha l’obiettivo di “colorare” la vita dei piccoli pazienti ricoverati in diversi reparti di oncologia infantile e soprattutto, di farli giocare il più possibile.
Gaia Cortese 27 maggio 2019
* ultima modifica il 27/05/2019

Come far sorridere un bambino, nonostante un tumore? Giocando. Per accompagnare un piccolo malato durante le cure mediche, il gioco è un’arma fondamentale, imprescindibile. Il gioco infantile ha delle caratteristiche che lo rendono unico. Attraverso il gioco ogni bambino conosce la realtà che lo circonda, conosce gli altri, conosce se stesso. Il gioco contribuisce allo sviluppo cognitivo e socio-emotivo: permette di conoscere cose nuove, e allo stesso tempo, insegna a relazionarsi con gli altri. E soprattutto aiuta il bambino a distrarsi dalla malattia e a dimenticare la stanza d'ospedale in cui dovrà trascorrere un lungo periodo: settimane, mesi. A volte anni.

La fondazione Juegaterapia

Nella primavera del 2010 Mónica Esteban ha fondato Juegaterapia. Tutto è nato da un semplice gesto: una Play Station donata a un bambino in cura all'ospedale. Nel momento stesso in cui il piccolo Jorge riceve la Play Station, la tristezza lo abbandona e sul suo viso compare un sorriso. È in quel momento preciso che Mónica si rende conto di quali possono essere i benefici del gioco per i bambini che combattono il tumore: lontani da casa, dalla propria famiglia, ma anche dai loro giochi, in un ambiente sterile come l'ospedale.

Eppure un modo per distrarli e farli sentire meglio esiste. L’obiettivo della Fondazione diventa quello di permettere a questi bambini di giocare anche in un ospedale: perchè si può fare una TAC immaginando di trovarsi in uno splendido giardino, si può stare all'aperto in un parcogiochi costruito sul tetto dell’ospedale, si può pedalare su un triciclo (senza staccarsi dalla flebo) facendo slalom tra medici e infermiere.

I progetti di Juegaterapia

La fondazione Juegaterapia ha realizzato già bellissimi progetti. La Stazione Spaziale per l'Ospedale Gregorio Marañón (2016), i coloratissimi giardini e parchi giochi in diverse strutture come l'Ospedale Pediatrico de La Paz (2013) e l'Ospedale 12 de Octubre (2015) a Madrid, oltre l'Ospedale La Fe (2018) di Valencia; La Fondazione ha anche pensato a realizzare diverse sale cinema dove i bambini possono tornare a vedere un film sul grande schermo, e soprattutto dove non rimangono confinati nella loro stanza.

Per questo la Fondazione ha pensato anche di donare a diverse strutture quasi una cinquantina di Kiciclos: sono speciali tricicli che permettono ai bambini di pedalare in giro per l'ospedale mentre ricevono il trattamento di chemioterapia. Per donarne uno basta raccogliere poco più di 1.000 euro, un gesto di solidarietà collettiva che può davvero dare "normalità" alla vita trascorsa in ospedale.

In fase di realizzazione ci sono moltissimi altri progetti e per questo motivo la Fondazione Juegaterapia organizza una raccolta fondi sul proprio sito internet. Tra questi c'è per esempio "La Paz en Órbita", un'iniziativa della Fondazione in collaborazione con l'Ospedale Universitario La Paz di Madrid, per preparare l‘Unità di Emato-Oncologia Pediatrica, che occupa il sesto piano dell'edificio Madre – Bambino. È un'unità molto delicata in cui i pazienti e le loro famiglie possono essere costretti a trascorrere un lungo periodo. Il progetto consiste nella completa ristrutturazione del piano che attualmente ospita 16 stanze, un'aula e un corridoio circolare. La forma così caratteristica del corridoio ha fatto pensare a una pianta di un'astronave. Così l'obiettivo è diventato, non solo quello di trasformare il sesto piano dell'edificio, ma di far diventare i piccoli pazienti veri e propri astronauti con una missione molto speciale: la loro guarigione.

Laura Pausini, testimonial per le Baby Pelones

La Fondazione Juegaterapia sta raccogliendo fondi anche attraverso la vendita delle bambole Baby Pelones,   “los muñecos más bonitos del mundo” (le bambole più belle al mundo). Non hanno capelli, indossano un foulard in testa, proprio come i piccoli pazienti dei reparti di oncologia infantile, e sanno di vaniglia. Sono solidali e grazie a quanto verrà raccolto dalla loro vendita, sarà possibile finanziare altri progetti di umanizzazione delle cure in Spagna.

Esistono sedici Baby Pelones differenti con foulard disegnati da personaggi famosi che hanno collaborato volontariamente con la Fondazione: tra questi Alejandro Sanz, David Bisbal, Richard Gere, Shakira, Ricky Martín, Elsa Pataky, Paula Echevarría, oltre ai disegni di due bambini che sono stati malati, Jorge e María.

Un foulard di una Baby Pelones è stato disegnato anche dalla cantante Laura Pausini e da sua figlia Paola. Sul foulard si legge la scritta “Italia loves España”, ed è pieno di cuori, colori allegri e forme divertenti. Laura Pausini ha mostrato tutto il suo affetto nei confronti dei bambini in cura, ricordando loro che per quanto abbiano perso i loro capelli, sono “los muñecos más bonitos del mundo”.

Fonte| Juegaterapia

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