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25 Aprile 2021
10:00

La differenza tra crunch e plank: quale è meglio per gli addominali?

Se l'obiettivo del tuo allenamento è rinforzare e tonificare i muscoli addominali, devi sapere con precisione quali muscoli vai a sollecitare eseguendo un esercizio piuttosto che un altro. Ecco perché è importante conoscere le differenze tra crunch e plank, gli esercizi più gettonati per ottenere l'ambita tartaruga.

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La differenza tra crunch e plank: quale è meglio per gli addominali?
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Dopo che per diverso tempo il crunch (o curl up) è stato considerato l’esercizio più efficace per allenare i muscoli addominali, in tempi più recenti il suo posizionamento sul podio è stato messo in discussione dal plank (o front hold, o abdominal bridge), un esercizio isometrico che consiste in una prova di forza e di resistenza di breve durata.

Nel mondo fitness non è raro che nascano nuove tendenze per poter variare i metodi di allenamento, ma sicuramente questo modus operandi genera un po' di confusione: per avere addominali tonici è meglio fare il crunch oppure il plank?

Muscoli coinvolti

Partiamo dal considerare i muscoli coinvolti in ciascuno esercizio. Sia il crunch che il plank attivano gli stessi muscoli: retto addominale, obliqui interni ed esterni e trasverso dell’addome e, in parte, vengono attivati anche il retto femorale, l’ileopsoas e gli erettori spinali come muscoli secondari.

Più nello specifico, tuttavia, Il crunch attiva particolarmente il retto addominale e gli obliqui esterni e interni, mentre il plank, in tutte le sue varianti, coinvolge tra i muscoli primari il retto dell'addome (quello che determina il six pack o tartaruga), l'erettore spinale e il trasverso dell'addome; tra i muscoli secondari: il trapezio, il romboide, tutta la cuffia dei rotatori, il deltoide anteriore, il gran pettorale, il dentato anteriore, il psoas iliaco, il quadricipite femorale, il grande gluteo e gastrocnemio.

Differenza tra Crunch e Plank

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Per capire le differenze tra crunch e plank occorre considerare anche l'esecuzione corretta di entrambi gli esercizi.

Nel crunch sei disteso in posizione supina, con le ginocchia flesse, le piante dei piedi ben appoggiate a terra e le braccia tenute dietro la testa, incrociate sul petto o tese in avanti. Da questa posizione devi sollevare parzialmente il tronco attraverso un movimento di flessione del rachide, per poi tornare alla posizione di partenza.

Il crunch è un esercizio isotonico, dove si raggiunge il 54% della massima contrazione volontaria del retto addominale (contro solo il 30% del plank).

plank

Nel plank sei disteso in posizione prona con i gomiti e le punte dei piedi in appoggio sul pavimento. Il plank è un esercizio isometrico dove la lunghezza del muscolo viene mantenuta costante durante la durata dell’esercizio, mentre questo rimane comunque in contrazione. Rispetto al crunch, il plank attiva maggiormente i muscoli obliqui, poiché si riesce a raggiungere il 45% della massima contrazione volontaria (contro solo il 32% del crunch).

Quale esercizio è più efficace?

Crunch o plank? Questo è il dilemma, In verità, la soluzione migliore è ottimizzare l’allenamento degli addominali pianificando una serie di programmi di allenamento che includano sia esercizi isometrici sia esercizi isotonici, pertanto inserire sia il crunch che il plank è la migliore idea.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.