La mortalità del Covid-19? Ora possiamo predire il rischio grazie alla proteina “termometro”

Quando entra nell’organismo, Sars-Cov-2 può danneggiare contemporaneamente le due componenti polmonari, l’epitelio e l’endotelio, l’organo deputato a trasferire sangue agli organi. La sua infiammazione potrebbe sfociare nella microangiopatia trombotica, ovvero la formazione di piccoli coaguli all’interno dei vasi. Analizzare le concentrazioni della proteina Adamts13 può aiutare a leggere in anticipo il rischio di mortalità.
Kevin Ben Alì Zinati 14 settembre 2020
* ultima modifica il 15/09/2020

Dopo la scoperta del team bolognese guidato dal professor Ranieri su come poter affrontare e ridurre la mortalità dei pazienti affetti da Covid-19, ora siamo anche in grado di prevederla. A suggerirlo questa volta è un altro studio, portato a termine dall’Unità di Ricerca Emostasi e Trombosi dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e pubblicato sulla rivista Thrombosis and Hemostasis. Il segreto starebbe nella proteina Adamts13: la riduzione dei suoi livelli misurata nei primi giorni di ricovero di un paziente affetto da Covid-19, sarebbe legata a un maggior rischio di mortalità in ospedale.

La ricerca

Già il professor Ranieri ci aveva spiegato che l’infezione, quando si impossessa dell’organismo, può danneggiare contemporaneamente i due componenti polmonari, l’epitelio e l’endotelio: in quest’ultimo caso, come spiegano i ricercatori, l’infiammazione del rivestimento interno dei vasi sanguigni (quelli che portano il sangue agli altro organi) potrebbe sfociare nella microangiopatia trombotica, ovvero la formazione di piccoli coaguli all'interno dei vasi del microcircolo dei vari organi. C’è però quello che i ricercatori hanno definito il “termometro” di questa condizione: la proteina Adamts13 prodotta appunto dall’epitelio.

Se ti stai chiedendo perché avrebbe potuto essere decisivo studiare i livelli di questa proteina, devi sapere che una riduzione dei livelli di Adamts13 circolante nel tuo organismo comporta la formazione di trombi nei piccoli vasi e una riduzione, in misura variabile, del numero delle piastrine.

Così gli autori dello studio hanno selezionato un campione di 77 pazienti ricoverati tra marzo e aprile e hanno analizzato i loro livelli di Adamts13. Questi dati sono stati confrontati con altri parametri clinici legati alle condizioni del paziente all'ingresso, nel corso del ricovero e al momento della dimissione.

E i risultati avrebbero confermato l’ipotesi di partenza dal momento che avrebbero rivelato che una riduzione dei livelli di questa proteina misurata nei primissimi giorni di degenza sarebbe strettamente connessa con un maggior rischio di mortalità durante la fase del ricovero in ospedale. I ricercatori sono convinti che l’analisi di questo “termometro” potrà essere uno strumento determinante nelle mani dei medici per predire la mortalità nei pazienti affetti da Covid-19.

Fonti | "Reduction of ADAMTS13 Levels Predicts Mortality in SARS-CoV-2 Patients" pubblicata il 30 agosto 2020 sulla rivista Thrombosis and Hemostasis; IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo

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