La regina Elisabetta II, “la roccia” che con la sua presenza discreta è diventata un punto di riferimento per tutti

Simbolo di unità e di stabilità in un mondo che passava dalla Guerra Fredda al nuovo millennio, Elisabetta II ha saputo farsi amare da tutti, con i suoi silenzi e l’iconico sorriso. Con lei finisce un’epoca, che i britannici stanno salutando riempiendo i cancelli di Buckingham Palace di omaggi alla sovrana.
Giulia Dallagiovanna 9 Settembre 2022

Aggiornamento del 9 settembre 2022:

Ieri si è conclusa un'epoca. Il 900 è definitivamente terminato con la morte della regina Elisabetta II, 96 anni. "Si è spenta pacificamente" nella sua residenza di Balmoral (Scozia), ha annunciato un comunicato di Buckingham Palace, quella che lei amava di più. Solo due giorni prima la sovrana aveva incontrato la nuova Prima ministra del Regno Unito, Liz Tuss, con la mani che già mostravano i segni della malattia.

"Una vita di ininterrotta fedeltà – ha detto Papa Francesco nel suo personale saluto – di instancabile servizio per il bene della Nazione e del Commonwealth, un esempio di devozione al dovere". Ed è per questo forse che la Regina era amata da tutti, al di là dell'età e dell'estrazione sociale. Persino da chi non era britannico.

Con la sua diplomazia fatta di simboli e silenzi, Elisabetta II è stata "la roccia sulla quale il Regno Unito moderno è stato costruito", come ha riassunto la neopremier. Simbolo di unità e stabilità in un mondo che cambiava, che passava dalla Guerra fredda al nuovo millennio, che assisteva alla fine formale dell'impero più vasto di tutti i tempi, quello britannico, che conosceva gli attentati terrostici, le pandemie, la nascita dell'Unione europea e poi la Brexit. Ha incontrato 15 diversi primi ministri britannici e innumerevoli capi di stato e personalità che hanno segnato il secolo scorso, come Nelson Mandela, Michail Gorbaciov e Papa Giovanni Paolo II.

Ha visto la Great Fog di Londra, una delle prime conseguenze tangibili dell'inquinamento atmosferico causato dall'industrializzazione, nel 1952. Non a caso, la famiglia reale è sempre stata molto attenta alla questione ambientale e di salvaguardia del Pianeta e l'attuale presidente di WWF UK è proprio il figlio e nuovo re, Carlo III.

Elisabetta conosciuto tutte le sofferenze che appartenere a una casa reale comporta. Divorzi, scandali, lutti. Si è fatta carico di tutto, in silenzio. Perché mai come in quel caso, i panni sporchi dovevano essere lavati in famiglia. Al suo popolo offriva sempre la faccia migliore, quella della fedeltà e del dovere, appunto. Durante la pandemia, quando vigevano mascherina e distanziamento sociale, Elisabetta è rimasta sola a piangere il defunto marito e compagno di una vita. Se quelle erano le regole che ogni cittadino britannico doveva seguire, lo avrebbe fatto anche lei.

Così, lo scorso giugno, durante il Giubileo di platino, è arrivato il ringraziamento degli inglesi che a migliaia si sono riuniti per celebrare non tanto una sovrana, quanto un punto di riferimento. E che in queste ore stanno riempiendo i cancelli di Buckingham Palace di fiori e biglietti di addio.

Del suo esempio ne avevamo parlato in questo articolo di agosto 2019, quando la regina aveva "solo" 93 anni:

Articolo del 17 agosto 2019:

Novantatré anni, 66 dei quali da regina. Quattro figli e un matrimonio che dura da 72 anni. Insomma, Elisabetta II d'Inghilterra non è proprio nata ieri. Eppure è ancora un modello da seguire, anche per le persone ben più giovani di lei.

Lo è nella scelta dei vestiti, perché se si trova bene in un abito lime e fucsia, con tanto di rossetto abbinato, non si porrà certo il problema di come potranno reagire persone abituate ad accostare l'idea di eleganza a un'outfit total black. Lo è anche nella sobrietà con la quale ha sempre affrontato le vicende della royal family, convinta che i panni sporchi si lavassero in casa e che portare la corona fosse un lavoro a tempo pieno, nel quale non ci si può permettere di mostrare ai sudditi le proprie debolezze.

Lo è nell'energia. Che sia merito dei medici reali o dei quattro cockail che a quanto si racconta berrebbe ogni giorno, arrivata a un'età in cui la maggior parte delle persone pensa a godersi i nipoti, lei continua a servire e a rappresentare il Regno Unito. Ma lo è anche nel suo essere anticonvenzionale, senza mai doverne dar notizia su tutti i giornali. Forse non sapevi ad esempio che durante la Seconda guerra mondiale ha servito come autista e meccanico della Auxiliary Territorial Service, una sorta di Croce Rossa ma costituita solo da donne e alle dirette dipendenze dell'esercito. E non saprai nemmeno che nel 1998, durante una visita in Scozia dell'allora re dell'Arabia Saudita Abdullah bin Abdulaziz, gli fece fare un giro per la sua tenuta a bordo di una jeep Land Rover che lei stessa guidò: ignorò il fatto che l'ospite era contrariato dal trovarsi una donna al volante e spinse più a fondo il piede sull'acceleratore.

E non smette di essere un punto di riferimento nemmeno nel 2019, riuscendo a essere fuori dal tempo e moderna allo stesso tempo. Tanto che in occasione del centenario dell'Istituto nazionale di Botanica, che si occupa di promuovere e sostenere l'agricoltura e l'orticoltura inglese, a chi le offriva un aiuto per piantare un albero ha risposto con un deciso, e probabilmente anche un po' infastidito: "No, posso ancora farlo da sola". E così guanti da giardinaggio e pala da un lato, borsetta e cappello d'ordinanza dall'altro, la regina Elisabetta ha mostrato che per essere femministe e contemporanee non serve sbandierarlo ai quattro venti: è un'energia che hai dentro e che non smetti di coltivare, al di là di quello che dice l'anagrafe.