La storia di Giuseppe che si laurea a 96 anni ed esorta i giovani: “Studiate, studiate, studiate!”

È lo studente universitario più anziano d’Italia, ma la sua mente è fresca e lucida. Tra esami orali sostenuti online e fogli bianchi battuti sulla sua Lettera 22, Giuseppe Paternò si è laureato oggi in Storia e Filosofia con una media di tutto rispetto: 29,8.
Gaia Cortese 29 luglio 2020

Lo studente universitario più anziano d’Italia? Si chiama Giuseppe Paternò, ha 96 anni e 10 mesi e oggi si è laureato con una tesi sui luoghi storici della sua città, Palermo, alla Facoltà di Storia e Filosofia.

Il neo "Dottore" Paternò, classe 1923, si iscrive alla Facoltà di Storia e Filosofia di Palermo nel 2017. Al momento dell’iscrizione il rettore dell’Università Fabrizio Macari vuole conoscerlo e conferirgli il sigillo dell’ateneo. Non è cosa di tutti i giorni avere studenti senior che abbiano superato gli "anta" da un bel pezzo. Oltretutto, questo nonno prodigio (ha quattro nipotini) dopo aver collezionato diversi 30 e lode, ha concluso il suo percorso con una media di tutto rispetto: 29,8.

Studiare scienze storiche e filosofiche era il suo sogno. Primo di sette figli, aveva dovuto rinunciare agli studi per andare a lavorare.

Merito forse di tutta una vita trascorsa a rimboccarsi le maniche. I tempi di Giuseppe Paternò erano quelli in cui molti giovani non proseguivano gli studi scolastici dopo la scuola dell'obbligo perché costretti ad andare a lavorare molto presto per contribuire alle entrate economiche della famiglia. Prima fattorino all’Utet, poi dipendente delle Ferrovie fino alla sua pensione, Paternò è riuscito a conseguire il titolo di geometra seguendo un corso di scuola serale solo all’età di 30 anni. Il sogno della laurea arriva nel momento preciso in cui Giuseppe va in pensione e che, come succede spesso, lo porta a chiedersi: "E adesso cosa faccio?".

Inizia così con due corsi di teologia, poi scrive un libro, "La storia dei ragazzi di Papireto", il quartiere della città in cui è nato. Non restava davvero che prendersi una laurea.

Alla discussione della tesi non potevano mancare i figli e i nipoti, orgogliosi della laurea ottenuta tra esami orali sostenuti online a causa del recente lockdown e fogli bianchi battuti sulla sua inseparabile Lettera 22. Ora Giuseppe Paternò sta già pensando alla laurea specialistica e per i giovani ha un solo consiglio: "Studiate, studiate, studiate!".