Dobbiamo cominciare a utilizzare di più la bici in città, secondo uno studio il taglio delle emissioni è sorprendente

Sapevi che se tutti cominciassimo a utilizzare la bici ridurremmo le emissioni di CO2 di 686 milioni di tonnellate? È ciò che emerge da un nuovo studio pubblicato su Nature Communications Earth & Environment.
Francesco Castagna 29 Agosto 2022

Negli ultimi anni ti sarai accorto sicuramente che le città si sono riempite di biciclette e di monopattini. Da una parte questo è dipeso dalla concessione delle licenze a gestori terzi, che sono potuti entrare nel mercato italiano. Dall'altra se in molti casi una maggiore presenza di bici nei centri urbani ha contribuito al processo di decarbonizzazione al quale dobbiamo andare incontro per perseguire gli obiettivi previsti dal Fit for 55, in altri aumentare il numero di biciclette non ha prodotto gli effetti desiderati.

Per intenderci, come quando vengono piantati alberi senza alcuna ratio, anche per la mobilità leggera vale lo stesso. Secondo uno studio pubblicato su Nature, le città devono essere predisposte di percorsi adatti agli spostamenti in bici, che possano permettere al singolo cittadino di non ricorrere all'uso dell'automobile.

Come è noto, la bicicletta è un mezzo in grado di ridurre notevolmente le emissioni di CO2, essenziale per modificare le abitudini di vita sedentarie delle persone e in grado di cambiare le geometrie delle città.

Purtroppo però non esistono dati aggregati consistenti, in grado di mostrare quanto un mezzo del genere riduca l'inquinamento su larga scala. Nella ricerca gli scienziati si sono posti l'obiettivo di realizzare il primo set di dati globali sul possesso e l'uso della bicicletta per Paese dal 1962 al 2015.

Esattamente 60 anni fa il numero di biciclette prodotte nel mondo era di 20,7 milioni di unità, una quantità forse normale al tempo. Nel 2015 è aumentata di quasi sei volte, arrivando a 123,3 milioni. Le bici sono cresciute annualmente del 3,4% e, se non lo sapevi, sono state prodotte nello stesso arco di tempo più delle automobili. Incredibile a dirsi, la percentuale di crescita delle macchine è stata del 3%, da 14 milioni nel 1962 ai 68,6 milioni nel 2015 all'anno.

La bicicletta ha avuto la sua epoca d'oro negli anni '70, dove c'è stato un boom di questo mezzo, utilizzato per spostarsi forse in anni in cui la presenza di automobili in strada era minore. La produzione è rallentata negli anni '90 e solo nel 2000 è tornata ai livelli degli anni precedenti. Ma quali sono stati e quali sono i big in questo campo? Il passaggio del testimone è stato tra gli Stati Uniti, che nel 1962 erano i primi produttori al mondo di biciclette, alla Cina che dal 2015 vanta il primato come leader di settore. A seguire Brasile, India, Italia e Germania.

L'indagine ha mostrato inoltre come in alcuni Paesi, pur avendo a disposizione un numero sufficiente di piste ciclabili, si preferisce ancora la macchina alla bicicletta. I ricercatori hanno utilizzato le abitudini dei rider dei Paesi bassi e della Danimarca, i Parsi con la quota più alta di biciclette. Parlando di emissioni, circa 414 milioni di tonnellate di CO2 potrebbero essere ridotte se tutti i cittadini del mondo percorressero una media di 1,6 km al giorno come i danesi, il risparmio aumenterebbe se tutti noi adottassimo lo stesso modello ciclistico olandese. Con ben 2,6 km al giorno la riduzione di CO2 sarebbe pari a 686 milioni di tonnellate, una cifra pari alle emissioni nazionali di carbonio della Germania.