Le mascherine sono sicure? Ce lo spiega il professor Chiaravalle: “È fondamentale che siano aderenti al viso”

Insieme al professor Saverio Chiaravalle, responsabile del Pronto Soccorso dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, abbiamo analizzato quali sono le caratteristiche di sicurezza che devono rispettare i nuovi dispositivi di protezione individuale.
Kevin Ben Ali Zinati 31 marzo 2020
* ultima modifica il 09/06/2020
In collaborazione con il Dott. Saverio Chiaravalle Responsabile del Pronto Soccorso dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano

Mascherine per la Lombardia dalla Lombardia. La Regione sta procedendo con la produzione autonoma delle mascherine grazie a un’azienda di pannolini ha riconvertito un impianto riorganizzando parte della propria filiera. Dopo l'ok del Politecnico di Milano, che ha testato il materiale filtrante, si attende che l’Istituto Superiore di Sanità validi il prodotto e ne certifichi la sicurezza e l’efficacia.

“Mantenere e rispettare gli standard di sicurezza è fondamentale per creare un prodotto a norma che sia in grado di svolgere la sua funzione in modo efficace. Le mascherine oggi sono ciò che aiuta la gente, e quindi anche noi medici, a non diffondere il virus” spiega il dottor Saverio Chiaravalle, responsabile del Pronto Soccorso dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano. Accanto a quelle più “professionali” come le FFP2 e le FFP3, le mascherine chirurgiche sono quelle già facili da reperire e da realizzare: sono quelle che verranno distribuite ai cittadini.

Standard di sicurezza

Affinché le mascherine possano essere considerate sicure devono rispettare caratteristiche standard. La prima è la dimensione. “Ci possono essere delle piccole differenze da modello a modello ma il linea di massima la misura standard è di 9 centimetri per 18”, in modo che naso e bocca siano perfettamente coperti.

Il punto decisivo è sicuramente il materiale con cui vengono realizzate. Il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, in una conferenza stampa in diretta Facebook, ha confermato l’utilizzo di un tessuto non tessuto, opportunamente stratificate. “La parte esterna della mascherina – continua Chiaravalle – è costituita da più strati per aumentare la capacità di filtrare: più è alto il grado di porosità del tessuto e più difficilmente entra il virus”. Inoltre la parte esterna e quella interna, per non confonderle, sono realizzate con colori diversi.

Un altro aspetto importante sono i lacci o gli elastici per stringere la mascherina attorno al viso. Perché a prescindere dal tipo di allacciatura, è fondamentale che nel momento in cui si indossano siano aderenti al volto. “Alcune si possono slacciare e i due nastrini permettono di regolare la tensione, se hanno gli elastici sono un po' più scomode. Ma il punto decisivo è che devono essere molto aderenti al viso. La mascherina deve dare fastidio e deve creare un po’ di difficoltà respiratoria: non ci devono essere spifferi”.

Mentre lo racconta, Chiaravalle si schiarisce più volte la voce, proprio perché anche al telefono indossa una mascherina che, stretta sul viso, ovatta anche il suono della voce. “Tutti abbiamo visto le foto di operatori con il tatuaggio delle macchine sul volto. Chiunque la metta non deve avere paura che siano troppo strette.

Soprattutto nel caso delle mascherine chirurgiche, l’aderenza e il materiale con cui sono realizzate è importantissime. Lo spiega il responsabile del Pronto Soccorso del Policlinico San Donato: “il grosso vantaggio di questi dispositivi è che proteggono in uscita. Significa molto soprattutto nel caso di un paziente infetto, che così non può trasmettere all’esterno. Si crea una sorta di barriera che fa sì tutte le persone siano protette e che abbiano scarsissime possibilità di infettare operatori e altri pazienti”. 

Metterle e toglierle

Accanto agli standard di sicurezza per la costruzione delle mascherine, ci sono anche dei comportamenti responsabili e sicuri che ognuno di noi deve tenere e rispettare quando dovesse indossare una mascherina.

Prima di tutto è importante non toccarle troppo, soprattutto all’interno. “Quando si indossano e dopo averle tolte, bisogna lavarsi sempre le mani, sia con il sapone che inattiva il virus, sia con i gel disinfettanti. Inoltre, una volta che si usa, bisogna cecare di toccarle il meno possibile: può succedere che con le mani si trasporti qualche batterio sul dispositivo”. E il circolo virtuoso creato con il lavaggio e la pulizia delle mani si trasforma presto in un circolo vizioso. “Non è facile ma bisogna abituarsi”.

Se le modalità per indossarle dipendono dal modello e delle allacciature, sono fondamentali le modalità con cui si tolgono le mascherine. Non vanno assolutamente strappate. Se le si strappa è come se si desse un trauma e si rischia di diffondere i batteri come succede con un tappeto sbattuto al vento. Bisogna toglierle sempre con delicatezza e vicino a un bidone dei rifiuti”.

Fonti | Regione Lombardia

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