L’impatto della vicenda di Dj Fabo e Marco Cappato sui diritti civili e il fine vita in Italia

L’approvazione di una legge sul testamento biologico e una sentenza storica da parte della Corte Costituzionale che stabilisce come l’aiuto al suicidio non sia reato a determinate condizioni. Non è stato un partito o l’intero Parlamento ad arrivare a questo risultato, ma un uomo che ha chiesto di vedere rispettati i propri diritti e un altro che ha scelto di autodenunciarsi per dare il via a un processo importantissimo.
Giulia Dallagiovanna 31 Agosto 2021
* ultima modifica il 31/08/2021

Fabiano Antoniani, che tu conoscerai come Dj Fabo, è morto in Svizzera nel 2017, dopo essere riuscito a ottenere il suicidio assistito. Come forse ti ricorderai, aveva deciso di accedere a una pratica di fine vita dopo essere rimasto vittima di un incidente che lo aveva lasciato tetraplegico e cieco e soprattutto dopo che tutte le terapie sperimentali e i trattamenti medici avevano fallito. Ma se la sua vicenda è piuttosto nota, anche perché relativamente recente, è importante capire quale eredità ci abbia lasciato quella che è, di fatto, una storia di sofferenza per Antoniani e per le persone che gli stavano intorno. Un elemento su tutti: "Il fatto di essere dovuto andare a morire in Svizzera, in un posto che non è casa sua, lontano dai propri cari. Questo cambia tutto", ci ha raccontato la sua compagna, Valeria Imbrogno, che lo aveva accompagnato nel viaggio.

Ma a quel viaggio ha preso parte anche un'altra persona, Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. Al suo ritorno, Cappato si autodenuncia alla questura di Milano e parte così un processo a suo carico per il reato di aiuto al suicidio, articolo 580 del codice penale. E proprio tutta questa trafila giudiziaria porterà a due risultati importanti: l'approvazione di una legge per il testamento biologico e una sentenza storica da parte della Corte Costituzionale.

Nel terzo appuntamento con Ohga ti spiega sul fine vita cerchiamo di capire meglio l'impatto di questa vicenda sul panorama normativo italiano. Oggi, lo ricordiamo, una legge sul fine vita ancora non esiste, nonostante proprio la Corte costituzionale abbia sollecitato più volte il Parlamento affinché svolgesse il proprio compito, ovvero legiferare.

Credits photos: foto di copertina di Valeria Imbrogno 

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