Linfonodi del collo ingrossati: quale può essere la causa?

Ti sembra di avvertire un gonfiore all’altezza del collo? Se ti sei subito spaventato pensando a un linfoma aspetta un attimo. Le cause possono essere diverse e non è per forza il sintomo di una patologia grave. Cerchiamo quindi di capire insieme quando dovresti preoccuparti.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore
4 febbraio 2020 * ultima modifica il 04/02/2020

Il linfonodo è un piccolo nodulo, composto da tessuto linfoide, che funge da filtro biologico per la linfa che passa attraverso esso. Di forma simile a quella di un fagiolo, ha quindi come funzione primaria quella di identificare, catturare e distruggere i microrganismi patogeni, le cellule tumorali o altre sostanze estranee che sono presenti nella linfa, la quale viene raccolta da regioni del corpo che sono maggiormente predisposte a essere contaminate da agenti patogeni.

Dove si trovano i linfonodi del collo?

Si trovano nella regione anatomica che collega il cranio al torace, il collo appunto. Drenano e filtrano la linfa che proviene dalla testa, volto compreso e dal collo stesso. Per semplicità si possono suddividere in 2 grandi categorie:

  • Linfonodi superficiali del collo : si trovano subito sotto la cute
  • Linfonodi profondi del collo : si trovano nei tessuti sottocutanei più profondi

Quali sono le cause dei linfonodi ingrossati?

L’ingrossamento dei linfonodi può essere giustificato da un aumento di linfociti al proprio interno, le cui cause possono essere:

  • Infezioni: avviene nella maggior parte dei casi e possono essere batteriche, virali
  • Infiammazioni: punture d’insetto, lesioni cutanee
  • Neoplasie: linfoma di Hodgkin, linfoma di non-Hodgkin, alcune forme di leucemia

Sono presenti altri sintomi?

Va da se che i sintomi dipendono molto dalla condizione scatenante perciò l’elenco potrebbe essere molto lungo ma in linea di massima l’ingrossamento potrebbe essere accompagnato da dolore, ruvidità della zona, compattezza del nodulo, inamovibilità e via dicendo. Potrebbero essere presenti inoltre sintomi associati come mal di gola, tosse, raucedine, difficoltà a masticare, difficoltà a deglutire, dolore alla mandibola.

Quando preoccuparsi?

È bene rivolgersi ad un medico se il problema compare improvvisamente, non diminuisce con il passare dei giorni (anzi peggiora), dura da più di un mese, il linfonodo è duro o ruvido al tatto e non è dolente, è associato a febbre persistente, sudorazioni notturne, difficoltà a deglutire, perdita di peso ingiustificata. In generale è sempre opportuno, quando si nota un linfonodo ingrossato, rivolgersi ad un medico.

La diagnosi

La diagnosi si avvale di:

  • Anamnesi classica: racconto di segni e sintomi associati alla condizione morbosa
  • Esame obiettivo: fondamentale è la palpazione delle regioni del collo
  • Esami del sangue
  • Diagnostica per immagini: rx, risonanza magnetica, tac

E tutto ciò che potrebbe indirizzare verso una diagnosi precisa come tampone faringeo, endoscopie.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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