Milano Monza Motor Show, le critiche degli ambientalisti: “La mobilità sostenibile è un’altra cosa”

La protesta delle associazioni ambientaliste è indirizzata soprattutto contro un modello di motorizzazione indiscriminata, che andrebbe scoraggiato (e non incentivato), e contro le amministrazioni locali che hanno patrocinato l’evento. “Un’incongruenza rispetto ai proclami sulla mobilità sostenibile”, dice Federico Del Prete di Legambiente Lombardia.
Federico Turrisi 12 Giugno 2021

In questi giorni (e fino alla giornata di domani) si sta tenendo il Milano Monza Open-Air Motor Show, con decine di automobili in esposizione lungo 3 chilometri di strade pedonali nel capoluogo lombardo, tra piazza San Babila e il Castello Sforzesco. Una manifestazione definita "anacronistica" in un comunicato stampa sottoscritto da 36 tra reti e associazioni ambientaliste, non solo lombarde. A suscitare la loro indignazione è soprattutto la contraddizione da parte delle istituzioni locali di ospitare sul suolo pubblico e di patrocinare un evento che, secondo gli ambientalisti, promuove la motorizzazione privata e quindi non va esattamente verso un'idea di mobilità sostenibile.

In tutta risposta, il sindaco di Milano Beppe Sala ha risposto che la questione non è auto sì o auto no, ma auto diverse, riferendosi soprattutto ai potenziali sviluppi della mobilità elettrica. "L'altra cosa che rappresenta il Milano Monza Motor Show è il lavoro, e quello dell'automotive è un settore importante", ha ribadito Sala.

"Nessuno ha un'avversione contro l'automobile. Le associazioni ambientaliste hanno un'avversione contro una motorizzazione di massa indiscriminata. Non dimentichiamoci che l'Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di motorizzazione in Europa, con 656 automobili ogni 1000 abitanti. Questo è il tema". A parlare è Federico Del Prete, referente per la mobilità di Legambiente Lombardia, che Ohga ha interpellato per un commento.

Un altro punto che viene criticato è il patrocinio dato all'evento dal Comune di Milano.

Consultando la deliberazione della giunta comunale n.528 del 14 maggio, vediamo che l'evento è costato alle casse comunali 365 mila euro di mancati introiti (il canone è stato ridotto da 437 mila euro a 72 mila euro). Qui si sta incentivando, come da anni a questa parte, l'immagine di una città in cui l'automobile occupa un posto ancora molto importante. Nessuno vuole impedire che si tenga una manifestazione come il Motor Show, però vogliamo mettere in evidenza come il patrocinio rappresenti un'incongruenza da parte di una città che è chiamata a fronteggiare il problema dell'inquinamento atmosferico e afferma di investire sulla mobilità sostenibile.

Qualcuno può obiettare che in mostra ci sono anche veicoli elettrici.

Il fatto che non abbiano un tubo di scarico non vuol dire che non producano anch'essi polveri sottili, per esempio con l'abrasione e l'usura di freni e pneumatici. Quando si vuole mettere l'accento sulla mobilità sostenibile, come dicono le delibere per la concessione del patrocinio, bisogna supportare tutte le modalità di trasporto in tal senso, dal treno alla bicicletta.

Quali sono gli assi portanti della mobilità sostenibile?

Per definizione la mobilità sostenibile si basa su tre princìpi: avoid, shift e improve (ASI). Cioè ridurre gli spostamenti, trasferirli su sistemi di trasporto più sostenibili e migliorare l'efficienza dei mezzi esistenti. Promuovere il modello "una persona-un'automobile" e riempire il centro storico pedonale di autovetture, anche se solo da esposizione, è un messaggio sbagliato e dal nostro punto di vista non ha niente a che vedere con la mobilità sostenibile.